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Circonvenzione d’incapace: un anno e sette mesi per l’agente immobiliare Porta, assolto lo psicologo Asl Servetto

Savona. Un anno e sette mesi di reclusione, con pena sospesa. E’ questa la condanna inflitta nel primo pomeriggio di oggi dal Tribunale di Savona all’agente immobiliare savonese Giuseppe Porta a conclusione del processo per circonvenzione d’’incapace nei confronti di una ’ex insegnante, Gabriella Franchi. Respinta invece la richiesta del pagamento di una provvisionale come forma di risarcimento, che sarà da concordare in altra sede. Nei confronti di Porta sono state riconosciute le attenuanti generiche, ma gli è stata contestata la continuazione del reato.

Assolto perchè il fatto non costituisce reato l’altro imputato nel procedimento penale, lo psichiatra Asl Giuseppe Servetto. Confermata la richiesta di assoluzione anche per la madre di Porto, Mattea Cardea. Il pubblico ministero Ubaldo Pelosi aveva chiesto due condanne, a tre anni e quattro mesi di reclusione per Giuseppe Porta ed a due anni e tre mesi per Giuseppe Servetto. Tra 15 giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza.

Secondo il quadro accusatorio l’’agente immobiliare avrebbe acquistato dalla Franchi la nuda proprietà di tre immobili (due appartamenti a Savona e uno a Vernante), pagandoli in tutto, con un assegno circolare, 140 mila euro.

Nel corso del procedimento in aula erano stati ascoltati gli ultimi testimoni citati dalla difesa tra cui la moglie del geometra e gli stessi Porta e Servetto. Dalle testimonianze emergerebbe che il comportamento della Franchi nei confronti di Porta sarebbe cambiato proprio nel momento in cui lui scelse di sposarsi. La moglie di Porta aveva ricordato di come, quando la Franchi era in ospedale, il marito si occupasse di lei e fosse un vero e proprio punto di riferimento anche per i sanitari. Sempre secondo il racconto della compagna dell’agente immobiliare era la stessa Franchi in quel periodo ad affermare che i suoi parenti erano “grandi assenti”.

La difesa di Porta aveva sempre puntato a smontare il quadro accusatorio dimostrando la chiarezza di rapporti tra la Franchi e l’’agente immobiliare, un rapporto fatto anche di forte affetto e amicizia.

La difesa, nelle scorse udienze, aveva cercato inoltre di dimostrare che la patologia di cui soffre la Franchi non sarebbe stata essenziale al momento della transazione, senza contare la volontà della donna espressa in diverse occasioni di non volere lasciare nulla ai parenti. Una tesi che era stata respinta dal pm secondo cui è chiaro che da parte di Porta e Servetto ci sia stata la volontà di aggirare la donna approfittando anche della suo stato di capacità di intendere.

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