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Caccia allo storno, l’assessore Bracco: “Giusta la deroga per i cacciatori”

Provincia. “I nostri uffici si sono immediatamente attivati predisponendo la modulistica necessaria che è stata stabilita dalla Regione. I cacciatori sono una realtà importante per il nostro territorio e le nostre tradizioni e agiscono rispettando le regole e tutelando l’ambiente. I danni dello storno non sono quantificabili ma sono ingenti e verificabili tutti giorni per le nostre coltivazioni ed i nostri ulivi”. Lo afferma l’assessore provinciale Livio Bracco, dopo il via libera dal Consiglio regionale alla deroga per la caccia allo storno in Liguria, che non ha mancato di sollevare polemiche da parte di Enpa e associazioni animaliste.

“Il provvedimento approvato in Consiglio è equilibrato e rispettoso delle esigenze e sensibilità di tutti: le deroghe sono consentite anche dalla Comunità Europea. La Provincia di Savona con questa norma non fa altro che recepire le direttive regionali e le attuerà nel modo migliore possibile” conclude l’assessore provinciale savonese.

L’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e l’Università degli Studi di Genova hanno prodotto studi e ricerche che testimoniano l’abbondanza di questa specie in Liguria. Se ci si avvicinerà al carniere massimo, fissato a livello regionale, la Regione interromperà il prelievo venatorio dello storno anzitempo, prima del termine fissato per la fine della stagione venatoria e comunque questa attività sarà tenuta sotto controllo dalla Regione e dalle Province, che effettueranno attenti monitoraggi ogni quindici giorni.

Commenti

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  1. Scritto da Resist

    Che i cacciatori “tutelino l’ambiente”…semplicemente non è vero.
    Lo Storno è bellissimo ( le sue evoluzioni lasciano tutti meravigliati),
    è presente in gran numero in gran parte del mondo e segue suoi cicli naturali.
    Tutti i sistemi di eliminazione cruenta sono falliti perchè lo Storno ha una mortalità naturale del 50% e il numero eccezionalmente alto di individui non sembra risentire del tasso di mortalità inflitto artificialmente. Queste perdite invece di sommarsi si sostituiscono alle morti naturali e solo nel caso superassero il fatidico 50% di un’intera popolazione potrebbero ridurre il numero totale, cosa impossibile vista la grandezza delle popolazioni.
    Quindi in agricoltura bisogna attrezzarsi con altri sistemi, anche questi già conosciuti.
    I cacciatori oggi uccidono per divertimento e per divertimento non si uccide……MAI !!!