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Abolizione delle Province: Vaccarezza pronto a riconsegnare la fascia per protesta

Provincia. Il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza, è pronto a riconsegnare la fascia di rappresentanza: lo farà insieme agli altri omologhi amministratori aderenti alla mobilitazione dell’Upi, che giovedì 15 settembre saranno a Montecitorio per la protesta contro la manovra che intende cancellare gli attuali enti intermedi sull’intero territorio nazionale. L’Unione delle Province d’Italia chiede chiarezza.

Regna, infatti, la confusione: il 12 agosto il governo aveva deciso per decreto di cancellare tutte le Province con meno di 300 mila abitanti, ossia 36 su 108, mentre l’8 settembre scorso lo stesso consiglio dei ministri ha optato per una scelta più radicale, cioè l’abolizione di tutte le Province tramite un disegno di legge costituzionale sui cui tempi di approvazione (quattro passaggi parlamentari, più quelli necessari per celebrare il referendum confermativo se non ci sarà la maggioranza dei due terzi) nessuno è in grado di fare previsioni.

Quello che si sa per certo è che il consiglio dei ministri ha dato il via libera all’abolizione delle Province, fatta eccezione per quelle autonome di Trento e Bolzano. Al loro posto le Regioni dovranno istituire “forme associative fra i Comuni”, quelle che il ministro Calderoli ha definito “province regionali”, cui dovranno andare tutte o alcune delle funzioni che oggi spettano agli attuali enti. Dopo il via libera del ddl costituzionale da parte del Parlamento, che si dovrà esprimere chiaramente con la maggioranza dei due terzi, la parola “Province” sara’ cancellata dalla Carta, posto che il lungo iter della doppia lettura da parte delle Camere sia completato in tempo utile entro la legislatura.

L’Upi ha chiamato alla mobilitazione  i presidenti di ogni Provincia, con appuntamento per il 15 settembre a Roma, presso la Sala del Garante, in piazza Montecitorio, tutti muniti di fascia di rappresentanza. Il titolare di Palazzo Nervi, Angelo Vaccarezza, ha aderito alla protesta, anche se per ora non si sbilancia in attesa di valutare, anche collegialmente, il documento scaturito dal Cdm.

Il ddl costituzionale che “disciplina il procedimento della soppressione della Provincia quale ente locale statale” (firmato da Berlusconi e dai ministri Bossi e Calderoli) riguarda tutte le regioni, comprese quelle a statuto speciale, ma non le Province di Trento e Bolzano. In sintesi, le funzioni e le competenze delle Province passeranno alle Regioni che provvederanno “a istituire forme di associazioni tra Comuni per il governo di aree vaste, nonché definirne gli organi, le funzioni e la legislazione elettorale”. E queste dovrebbero essere definite “aree metropolitane” o “mini Province”. Secondo il ministro Roberto Calderoli “le future Province regionali assomiglieranno alle attuali Province delle Regioni a statuto speciale, che già oggi hanno competenza esclusiva per l’ordinamento dei propri enti locali”.

Commenti

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  1. Scritto da goldrake

    Consiglierei di riprendere la sciarpa subito, potrebbe diventare un souvenir.
    Naturalmente anche gli altri nullafacenti lasceranno i loro troni e privilegi.
    Certo è che, qualche non addetto ai lavori, si porrà la semplice domanda:
    “MA COSTORO NON ERANO GLI STESSI ACCLAMATORI DEL GOVERNO IN CARICA?”

  2. Autore del commento
    Scritto da Droppy

    Se la consegna, mi raccomando non restituiteglila!!!!! :-)

    Le provincie sono da cancellare e i comuni sono da accorpare. Ve lo dice un cittadino!!!!!!!!!!!

  3. Autore del commento
    Scritto da Ulisse

    prego, si accomodi…

  4. Autore del commento
    Scritto da auretrav

    In realtò dovrebbe andarsene perchè oltre che incapace occupa il posto abusivamente…..(ricordate le firme false…?)

  5. Autore del commento
    Scritto da dartagnan

    Caro presidente è una minaccia o una promessa ? Visto il suo operato credo saranno in pochi a piangere (compreso quelli del suo stesso partito) , se le province sono così importanti forse meriterebbero condottieri che sappiano distinguersi per le loro doti positive.