Rifiuti, parla Marson: “Nel piano Boscaccio, Ferrania e piccoli impianti termici”
Provincia. “L’unificazione della gestione del servizio su scala provinciale, gli investimenti infrastrutturali occorrenti per la conduzione del ciclo in modo coerente con gli obiettivi stabiliti dalla legge di protezione dell’ambiente, di massimizzazione della raccolta differenziata e di riduzione delle discariche (impianti di separazione e trattamento o termovalorizzatori) non si è potuta attuare”. Lo dice l’assessore provinciale Paolo Marson, che ha ospitato sul suo sito web (www.paolomarson.it) un intervento proprio sul delicato tema dei rifiuti, per capire la situazione e prospettare soluzioni adeguate.
“Senza entrare in polemica e tralasciando le responsabilità di questa mancata attuazione – per Marson – esistono quattro ordini di problemi per la mancata realizzazione del Piano d’Ambito: l’esaurimento delle discariche, una raccolta differenziata al 25% come media nel savonese e la conseguente mancanza di trattamento della frazione umida del rifiuto urbano, l’assenza della valorizzazione del rifiuto secco, ed infine una questione di carattere politico: l’espropriazione dei relativi poteri ai singoli comuni e l’inerzie della Regione come forza politica per imporla”.
Così Marson descrive il percorso avviato dalla Provincia per rovesciare questa tendenza negativa: “Si è pensato, in sostanza, di addivenire alla creazione, dal basso, di un sistema di razionalizzazione del ciclo che, anche in assenza di una gestione giuridicamente unitaria, realizzi – mediante singole iniziative capaci di produrre effetti di sistema e di esercitare una funzione “centripeta” sulle gestioni comunali separate – i singoli benefici che sarebbero derivati dalla gestione unitaria e renda possibili a livello delle singole gestioni comunali quei comportamenti virtuosi che la legge impone a livello nazionale, senza prevedere a livello regionale gli strumenti per conseguirli”.
“La prima fase ha lo scopo di evitare la creazione di situazioni di emergenza e, quindi, di munire la Provincia di Savona di un sistema di discariche di servizio funzionante per almeno 15 anni. La seconda fase attiene alla realizzazione degli impianti per la valorizzazione energetica della frazione umida del rifiuto e, quindi, tende a rendere possibile la raccolta differenziata di questa componente (che – ad onta delle dichiarazioni spesso pubbliche di questo o quel soggetto – è l’unica prevista dal piano dei rifiuti vigente) e ad evitare il suo smaltimento in discarica (che solo così è destinato a ridursi del 40-50%). La terza fase riguarda, infine, la chiusura del ciclo con la realizzazione degli impianti per la valorizzazione energetica della frazione secca dei rifiuti solidi urbani prodotti, in modo da completare il processo di massimo riuso di tutti gli RSU e di minima utilizzazione delle discariche”.
Tradotto: l’ampliamento della discarica del Boscaccio, il nuovo impianto compost di Ferrania può essere il secondo passo, il terzo la realizzazione di piccoli impianti di valorizzazione termica (con il metodo della gassificazione o pirolisi, che garantisce un ridotto impatto ambientale e l’assenza di rischi connessi). Realizzare, quindi, non un grande impianto di trattamento di questa frazione del rifiuto (per il quale non esisterebbero neppure i flussi di approvvigionamento necessari), ma diversi piccoli impianti ad elevata tecnologia, privi impatto ambientale e agevolmente gestibili, destinati a produrre energia in modo dedicato a insediamenti industriali che l’utilizzerebbero direttamente.
“Il tutto per garantire, tramite l’abbinamento della valorizzazione energetica del rifiuto ad insediamenti o impianti esistenti, l’abbattimento degli investimenti occorrenti e l’ulteriore risparmio di costo connesso all’eliminazione o alla riduzione degli oneri di cd. trasferimento energetico. In sostanza, si tratta perseguire lo scopo della valorizzazione della frazione secca del rifiuto, creando le condizioni affinché sia disponibile sul nostro territorio energia a basso costo e, quindi, affinché le numerose imprese ad elevato bisogno energetico presenti sul territorio Provinciale siano indotte a mantenere e a rafforzare la loro presenza e, con essa, tutti i benefici in termini di occupazione e di produzione del reddito che a ciò si associano”.
“In conclusione, quindi, riteniamo che sia stato elaborato e sia stato attuato un percorso assolutamente coerente e ragionato di conseguimento degli obiettivi della programmazione esistente e della normativa vigente. Percorso che risolve i problemi che dieci anni di mancanza di soluzioni avevano reso imminenti, attuando gli investimenti infrastrutturali necessari al riguardo senza alcun aggravio di costo per la collettività, ma anzi a fronte di una consistente riduzione degli oneri tariffari a carico della cittadinanza” conclude Marson.
11 commenti a “Rifiuti, parla Marson: “Nel piano Boscaccio, Ferrania e piccoli impianti termici””
Mi paiono posizione sensate lontane dalla politica che ha trasfromato alcuni soggetti in padri padroni dei rifuiti savonese. Non è facile andare contro certi interessi. Credo che Marson non voglia andare contro nessuno ma tentare di vedere l cose con concretezza poi è ovvio che lo accuseranno di tutte le nefandezze tecniche possibili. Spero che certa gente non si stufi perchè se mollano (qualunque sia il loro schieramento) e ci lasciano in mano ai capigruppo, etc etc. è finita….
Il Bio Digestore a Ferramia non sta in piedi, è chiaro lo specchietto per le allodole che lascia trasparire in futuro la costruzione di un inceneritore. Marson PDL PD che siete tutti d’accordo, fatevelo a Savona e non tirate in ballo sempre la Val Bormida perchè potremmo anche incazzarci!
folgorato sulla via di Damasco…..dopo aver per anni combattuto la raccolta differenziata ed impedito la realizzazione di un circuito virtuoso…ora esce allo scoperto con un’altra proposta all’apparenza sensata….come possiamo credergli?? visto che il suo gradimento nel Pdl è sottoterra cerca di confondere le acque?
che pena
questi politicucoli vomitano parole a vanvera
dell”ambiente non sanno nulla, a parlano parlano parlano
e purtroppo anche decidono
sulla pelle della gente
Raccolta differenziata al 25% come media nel savonese?
Insopportabile!!!!
Bisogna commissariare i Comuni con amministratori incapaci.
Sarò contento se avverrà quanto descritto nell’articolo ma mi fanno sorridere alcuni commenti che sembrano favorevoli ai gassificatori della frazione secca perchè non sono inceneritori.
I gassificatori sono inceneritori e termovalorizzatori, semplicenente bruciano in fase gas anzichè in fase solida. Rispetto agli inceneritori convenzionali risolvono alcuni problemi ma ne pongono altri. Comunque se basta cambiare il nome alle cose per costruire qualcosa di utile ben venga.
Non pretendo l’esclusiva..:-) ma sarei curioso di sapere chi gli ha suggerito questa news che lascia tutti un po’ sorpresi. Anche se di solo annuncio si tratta. Suona strano che intraprendano linee così ambientaliste, dopo anni in cui cercano di rincoglionirci cercando di contrabbandare i FORNI INCENERITORI per ineluttabili e passaggio obbligato per risolvere il problema….!
Hanno addiritttura “coniato”il tanto odioso quanto falso termine di “TERMOVALORIZZATORE” per farci digerire questa …redditizia “tecnologia”e ora ci sorprendono con annunci di questo tipo!!!!
Forse, dopo la randellata alle comunali, ora, stà cercando di smarcarsi dalle posizioni di destra che lo accomunavano a Vaccarezza&Friends e cerca riscatto in termini pragmatici con argomenti condivisibili. Lecito tentativo.
Resta da appurare quale sarà il grado di credibilità che potrà raccogliere…
Fate quello che vlete ma non presentatevi con il fornetto.
Il comitato NO-FORNO è già attivo…:-)
Paolo: sei impreciso anche se rispetto ai forni inceneritori la tecnologia di gassificazione starebbe a metà strada tra questi e la pirolisi (che ritengo essere il meglio). Una pur minima ossidazione, infatti esiste. Infatti la gassificazione NON E’ ASSOLUTAMENTE cio’ che avviene in un forno inceneritore (vedo che tu come altri continui ad utilizzare il termine SBAGLIATO di TERMOVALORIZZATORE….).
Comunque , se volevi puntualizzare…ok sorridi pure:-)
Io non capisco….non capisco come i giornalisti scrivano qualsiasi panzana i vari “politici” sbrodolino dalle loro labbra senza verificarne almeno una parte di contenuto…Non più tardi di giovedi 4 Agosto è andata in scena l’ultima puntata di ” ma quante ca…… dite ???? Qui parlano tutti di come si debba differenziare,ridurre, valorizzare i rifiuti che quei “primitivi” di cittadini producono per evitare ( giustamente) di ammonticchiare montagne di spazzatura ovunque, e poi belli belli mi approvano una stupenda convenzione di ampliamento della discarica del Boscaccio di Vado Ligure dove, in cambio di un congruo sconto economico a tutti i comuni della provincia, agli allegati indicati con ” Obblighi della Provincia ” al art.2 punto 3 riassumendo sta scritto : le 190.000 tonn/anno ( centonovantamilatonnellateanno) abbancabili in discarica saranno divise tra: 80% ( 152.000 tonn/anno ) riservate agli sversamenti pubblici in ambito provinciale e la rimanenza a libero mercato…( bene no????) e se per caso il pubblico diminuisse la sua quantità ( facciamo sta benedetta differenziata e portiamo l’umido a Ferrania , così la discarica dura 20 anni anzichè 10 ) la concessionaria è autorizzata a saturare con arrivi da fuori Provincia…….MA SIETE SCEMI ???????? Prima ci dite che dobbiamo ridurre separare ecc.ecc. e poi mi deliberate che se percaso i rifiuti diminuiscono, MEGLIO così il privato ne prende di più a libero mercato ( e a tariffa piena ) perchè sennò, poverino, non gadagna abbastanza…….e Voi Giornalisti questo articoletto della delibera lo avete letto ????? ……vabbè scusate se ve l’ho fatto notare ….e comunque siete in buona compagnia perchè nessuno dei ” politici ” lo aveva letto !!!! nemmeno quegli PSEUDO-AMBIENTALISTI della giunta Caviglia di Vado Ligure, così attenti al loro territorio e ahinoi al loro PORTAFOGLIO !!!!!




Se parla di valorizzazione energetica termica non sta parlando di pirolisi nè di gassificazione, occorre precisare che non interviene alcuna combustione. Meglio chiarire per non errere fraintesi.
Osservo comunque che i temi che lei stà toccando furono oggetto e fortemente voluti già dal suo autorevole predecessore, Filippi, il quale in materia è un autorità e dal cui lavoro mi pare lei abbia “attinto” , relativamente alla pirolisi e gassificazione…
Bene! ..comunque che la DESTRA abbia abbandonato i propositi dei TERMOVALORIZZATORI ( come li chiamate voi ERRONEAMENTE e in maniera FUORVIANTE) meglio noti come FORNI INCENERITORI….Apprezzo che abbiate abbandonato una metodica così desueta e inquinante, che , peraltro vi sarebbe costata un tracollo in termini di gradimento, che sarebbe andato ad assommarsi alle già sostanziose perdite di consensi che avete accumulato dall’elezione ad oggi!!!!!
MI fà piacere, per la collettività, che un tema che la sinistra ( e anche lo scrivente) ha sempre sostenuto, sia divenuto oggi un vostro cavallo di battaglia.
Vi assicuro che anche solo l’idea di un forno inceneritore in provincia avrebbe mobilitato un comitato spontaneo NO-FORNO assai coriaceo…:-)