Il principe De Curtis sfrattato dal conte Morteo, Avogadro: “Ma alla fine Totò rimarrà qui, attendiamo Arbore”
Alassio. Quando gli echi sullo “sfratto” del busto di Totò vanno stemperandosi, dopo l’apogeo ferragostano, il sindaco alassino Roberto Avogadro rilancia a Renzo Arbore. Le posizioni dell’amministratore e dello showman, ora, sembrano collimare. “E’ probabile che la statua alla fine rimanga nella nostra città – afferma Avogadro – Ci sono pressioni da parte dei residenti di origine partenopea che la vogliono nella Baia del Sole ed è possibile che troveremo una collocazione, anche se per ora non si è ancora deciso nulla. Quanto alla mia proposta di un concerto benefico rivolta ad Arbore, la rinnovo. Un concerto di Arbore non si rifiuta mai”.
Ma il cantante e poliedrico uomo di spettacolo aveva dettato la sua condizione, durante il suo tour: “Non ho nessun problema ad esibirmi ad Alassio per i ragazzi della Lega del Filo d’Oro, della quale sono testimonial e sostenitore, a patto però che la statua di Totò ritorni al suo posto”.
Al suo posto esatto il busto bronzeo, opera di Flavio Furlani, non tornerà, ma nell’eventualità potrà trovare spazio nella passeggiata della città del muretto. Un compromesso che accontenterebbe tutti. Per ora la statua è ancora nel magazzino comunale della Fenarina. “Certo, abbiamo ricevuto molte offerte per avere questa statua, che valuteremo – dice il sindaco – Ma alla fine dei conti penso che rimarrà da noi. Non nei giardini di piazza Stalla, che saranno intitolati al conte Luigi Morteo”.
Il tormentone è infatti scattato quando la giunta ha deciso la rimozione del busto che ritrae il principe De Curtis. “La scelta è stata della giunta su un’iniziativa dell’assessore Giacomo Nattero che nel riordino del verde pubblico ha deciso un nuova sistemazione di piazza Stalla, secondo le volontà della frazione di Solva. Abbiamo cavalcato la polemica nel clima di Ferragosto e ci ha fatto piacere che il nome di Alassio sia circolato mediaticamente, ma ora bisogna rientrare nei ranghi” conclude Avogadro.
Tecnicamente la giunta Avogadro ha revocato la deliberazione con cui l’amministrazione Melgrati, nel 2009, intitolava l’area adiacente piazza Stalla a Totò, “nel progetto di legare maggiormente la realtà sociale locale alla topomastica cittadina”. La motivazione ufficiale della rimozione del busto è, quindi, l’intitolazione dei giardini al conte Luigi Morteo, “cittadino munifico e benemerito, che alla sua morte lasciò in eredità alla Società di Mutuo Soccorso di Solva tutto il suo patrimonio, tra cui il terreno dove attualmente sorgono i giardini, per l’istituzione di una fondazione culturale”.
4 commenti a “Il principe De Curtis sfrattato dal conte Morteo, Avogadro: “Ma alla fine Totò rimarrà qui, attendiamo Arbore””
Pagliacci vergogna….. E poi l’Italia e in braghe di tela
E anche Avogadro mi cade su sta “fetenzia di statua” come direbbe Totò, ma mi facci il piacere mi facci.
Un altro italiano nel senso più deteriore del termine, prima dice dice e poi ritorna sui suoi passi con la coda tra le gambe appena il gregge si mette a belare…..e non fatemi più vedere sta m….da di statua che mi viene nausea !





alla fine di questa inutile, disgustosa pagliacciata senza senso, ci dite quanto ci costa la manfrina (in soldi,, intendo, di brutte figure con gliamici partenopei ne avete giaì fatto a josa………)?
muratori, camion, costi di deposito, telefonate tra enti, tempo perso dei nostri geniali politici
ma davvero non avete di meglio da fare che gettare cosi al vento soldi dei cittadini e tempo ed energia personali?
ma fatemi il piacere
e ricordate sempre il saggio proverbio ligure che tento di trascrivere: “fa e desfa’ u se guverna u mundu…………” e voi la fine……………
sinceramente e’ quello che penso, ma sono molto amareggiata di questi comporamenti senza senso
salute a tutti