Sanità, al via il piano di riduzione delle strutture amministrative delle Asl
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Liguria. Dopo la proposta della scorsa settimana in cui la Giunta regionale presentava al consiglio il piano di adeguamento della rete ospedaliera ligure sulle strutture complesse, è stato approvata oggi la nuova direttiva alle aziende per la riduzione delle strutture complesse amministrative. La Giunta ha fissato cioè dei criteri a cui le ASL si devono attenere su come si deve rimodulare l’organigramma aziendale per le parti non cliniche, per ridurre il numero delle strutture amministrative.
“La nostra direttiva – spiega l’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo – recepisce gli indirizzi di contenimento degli assetti amministrativi già approvati dal consiglio regionale a cui si uniscono le più recenti normative nazionali in materia di riduzione della spesa pubblica e pone a tutte le aziende dei tetti che dovranno essere rispettati”. La riorganizzazione dovrà essere presentata dalle aziende sanitarie entro la fine del 2011. Per il bilancio, personale, affari generali e legali, relazioni esterne, provveditorato ed economato, ufficio relazioni con il pubblico, pianificazione, programmazione e controllo non potranno esserci più di 9 strutture complesse per azienda, con la precisazione però che le aziende più piccole dovranno avere tetti inferiori.
Sarà ammessa non più di una struttura complessa per ASL nell’area dei servizi tecnici edili e impiantistici e non più di 1 nell’area dell’ingegneria clinica e nell’area dei servizi informatici. Per quanto riguarda poi le funzioni non cliniche relative al ruolo sanitario è previsto non più di una struttura complessa per la direzione medica di presidio ospedaliero, non più di una struttura complessa per la farmacia ospedaliera per ASL, una struttura complessa di fisica sanitaria e di Governo clinico, risk management e qualità. “Abbiamo lasciato – conclude Montaldo – degli ambiti di autonomia alle aziende, indicando il numero massimo delle strutture ammesse e prevedendo una riduzione di 60 direttori di struttura complessa che non verranno sostituiti in caso di pensionamento. L’obiettivo è quello di ridurre i costi non assistenziali prima di arrivare ai servizi, risparmiando risorse dove non c’è assistenza. Il personale non perderà chiaramente nulla”.
10 commenti a “Sanità, al via il piano di riduzione delle strutture amministrative delle Asl”
Caro Hi-tech, significa, per esempio (!!), che in un Dipartimento Tecnico fatto da 4 S.C. ne resteranno solo 2 di cui 1 “edile” ed 1 di “ingnegneria clinica ed impianti (vari)”.
I due direttori delle S.C. tagliate rimaranno (verosimilmente con lo stesso stipendio) fino alla pensione ma funzionalmente e geranchicamante “sotto” ai 2 direttori delle S.C. rimanenti.
Questo è lo scenario più probabile. Si accettano scommesse.
N.B. resta il dubbio a questo punto sulla tenuta del Dipartimento (????)
Nel settore “amministrativo puro” sarà una mattanza ben peggiore. (Giustamente)
E ….. se lo Stato si tirasse fuori …. lasciando tutto alle assicurazioni private?
.
Probabilmente moltissimi italiani (quelli che le tasse le pagano regolarmente)
spenderebbero meno
Carissimo Lui la Plume ……………ma sai di cosa stai parlando ?????? (ovviamente non lo sai !!!!!!!!)
Vai un pò negli Stati Uniti d’America dal compagno Obama ed ammalati …….poi ne parliamo.
Pasquino@ … la forma interrogativa era volutamente provocatoria, in quanto sono ben chiare le dinamiche espresse da Montaldo…:-) Sono daccordo sulla razionalizzazione delle S.C. in ambito amministrativo, settori notoriamente afflitti da un palese esubero sia in termini di personale che di figure dirigenziali. Peraltro, l’accorpamento con l’azienda di S. Corona, inoltre, ha prodotto una insana proliferazione di tali figure, per “stabilizzare” personaggi in cerca di un…copione..
Non ho a disposizione il dato relativo al numenro degli amministrativi nell’ASL2 rispetto algi infermieri ma, credo, ci dsarebbe da stupirsi potendo acclarare (!) tale rapporto:-)
Credo che il ricorso ad una BECERA e nemmno troppo occulta insana pratica di esternalizzazione di servizi complementari, i quali in maniera INCONTROVERTIBILE costano più in esterno piuttosto che gestiti dal personale interno, abbia contribuito anch’esso alla formazioen del disavanzo. Sino a quando non poggieremo il deretano sul fondo del pozzo non ci renderemo conto che occorre tornare INDIETRO.
La cosa che mi fa sorridere di piu’ è osservare i personaggi di strorica apparetenenza alla sinistra, oggi, caldeggiare scodinzolanti teorie capitalistiche a proposito dell’outsourcing, GIA’ COMPROVATE COME FALLIMENTARI…AH AH AH AHAHAH!!!!!!!!!!!!
Una banda di ridicoli personaggi preda di un sogno CINICAMENTE personale (cioè accorti solo alla tutela del proprio lato B)….Capisco la tutela dei propri interessi ma pretendere di farle digerire anche alla collettivita…mi pare davvero troppo!!! :-))
Essndo definito come un anomalo pensatore in materia, mi riservo la soddisfazione di veder confermate le mie teorie in materia di restauraizoe dei vecchi e sicuri metodi di gestione… CI sarà da ridere , quando occorrerà RICOSTRUIRE un apparato smantellato pezzo per pezzo dalgi amici-degli-amici…e dagli “aziendalisti” di opportunità!!!
In questo post, ritengo siano contenutie le mie opinioni in materia di “tagli”:
http://www.ivg.it/2011/07/tav-interviene-burlando-costi-enormi-operazione-senza-senso/
E’ una gioia leggere che finalmente anche gli uffici amministratvi avranno un ridimensionamento. Purtroppo non credo che ciò andrà a beneficio dell’assistanza sanitaria.
Mi viene tra l’altro in mente, anche se in questo contesto c’entra poco, che al S. Corona non si farà il concorso per primario di Urologia però di primari di Anestesia ne hanno ben 3 (Barabino, Bertolotto, Brunetto). Sarà un caso che il presidente della Commissione Sanità della Regione è un anestesista del S. Corona?
Già ..l’unico concorso da fare , quello di Urologia con il suo f.f. che per anni si è fatto un mazzo così e che di fatto il primario lofa da anni..(:-) per indiscussa bravura e professionalità, sarà penalizzato? Ma possibile che iol mondo debba andare sempre a rovescio?
E poi ci lamentiamo se i medici bravi se ne vanno!!!!!
Occorre sempre tenere a mente che un buon ospedale lo fano i bravi medici, tutto il resto è un controno che serve ma nessuno andrebbe mai a farsi operare in una clinica solo perchp è notorio che il suo economo o provveditore è un ragioniere con i controxxxxxxni!!!!!
Nelle ASL sono anni che si premiano pseudo-dirigenti che sono solo zelanti impiegati, con percorsi universitari ..di variegata origine e tipologia (…) e che si trova pure la maniera di sistemarli creando strutture complesse ad personam…e po…i dobbimao assistere alla mannaia dei servizi sanitari?????
MA A QUESTO PUNTO CHE TORNI IL MINISTERO DELLA SANITA’ A DIRIGERE LA BARACCA…. CHE SAREBBE MEGLIO….:-)
Caro Hitech,
chi di esternalizzazioni colpisce ……di esternalizzazione perisce (ehehehe)!!!!
Come sappiamo bene entrambi tutto questo è frutto di politiche nazionali (tragicamente) nate più di 15 anni fà al grido di: privato è bello!!
Il risultato è che all’aumento delle terzializzazioni è SEMPRE seguito l’aumento (e non la diminuzione) della spesa sanitariia nazionale e regionale. NON sempre i servizi sono migliorati ….anzi.
Non sono contrario aprioristicamente alle terzializzazioni. Mai però sono state fatte serie analisi economiche a medio lungo termine. Anche perche il risultato è scontato : PRIVATO è BRUTTO e COSTA caro.
Purtroppo la retorica in politica paga e l’inefficacia funzionale di molti servizi e di molti operatori (che andrebbero licenziati a calci in culo ) non aiuta.
Un Paese dove un pirla come Brunetta agli occhi dell’opinione pubblica diventa,un santo , è un Paese che qualche problemino lo ha davvero…………
Tornando al discorso iniziale c’è sicuramente qualcuno all’ Isola dei Famosi, che leggendo queste notizie si starà mangiando un cane ..ehehehehehe !!
Montaldo ha una bella gatta da pelare,la sanità in Liguria è veramente un tasto dolente.
…ho sbagliato a postare il link.
Era questo:
http://www.ivg.it/2011/07/pronto-soccorso-addio-ad-albenga-e-cairo-arrivano-i-centri-di-primo-intervento/





L’idea poteva essere ovviamente buona e molto piu’ oculata e mirata rispetto alla mannaia sui Pronto Soccorso ma cosa significa la frase:
“..prevedendo una riduzione di 60 direttori di struttura complessa che non verranno sostituiti in caso di pensionamento…” significa che resta tutto tale e quale sino al pensionamento delle figure apicali interessate dal taglione?…Se si sembra davvero che la scure del taglione vada a colpire SOLO il settore sanitario, lasciando deroga ai servizi ausiliari e si supporot dell’attività SANITARIA..! Cioè, venendo meno alla ovvia e naturale primaria condizione da rispettare che dovrebbe essere quella di NON PENALIZZARE L’OFFERTA SANITARIA.
O no?