Manovra, Cgil: “Attacco al sociale, penalizzati anche i disabili”
Liguria. “È ormai ampiamente dimostrato come, con l’ultima Legge Finanziaria, a fare le spese dei tagli sarà solo una parte del Paese. Si prospettano periodi durissimi per le fasce più deboli della società, facendo affidamento ancora una volta (fino a quando si potrà) sulla rete famigliare”. E’ categorico il giudizio della Cgil sulla manovra finanziaria dell’Esecutivo.
“La manovra economica discrimina profondamente tutto il sistema sociale, riabilitativo, sanitario e in modo particolare le persone colpite da patologie gravi o croniche e costrette a essere assistite con continuità. Nelle strutture ospedaliere aumenteranno le rette a carico dei pazienti e nei casi estremi sarà richiesto un contributo anche ai parenti in proporzione al loro reddito. Le prospettive sono critiche, basta pensare all’assenza di strutture alternative diurne e residenziali per coloro i quali non possono contare sull’aiuto delle famiglie, con il pericolo di essere sistemati in strutture fatiscenti”.
“I tagli alla sanità pubblica, l’aumento dei ticket sulle visite specialistiche e il pagamento al pronto soccorso dei codici bianchi peseranno sulle spalle dei cittadini, penalizzando i redditi bassi e mettendo così a rischio la salute di chi ha risorse più limitate”.
“La scuola è divenuta una sorta di “fattoria”, dove i giovani sono ammassati in aule sovraffollate, composte da 34 fino a 38 alunni e molto spesso con più di 3 disabili per classe. Gli insegnanti di sostegno spesso sono costretti a sostituire quelli curriculari quando questi si ammalano. All’interno di questo quadro già preoccupante dobbiamo aggiungere il blocco degli stipendi fino al 2014, la pensione anticipata per i dirigenti scolastici e la diminuzione delle figure professionali specializzate con conseguenze immediate sul livello d’istruzione. Inoltre sarà messo in discussione l’importante lavoro svolto fino ad oggi dai Centri di Studio” aggiunge la nota.
“Se non si riuscirà a bloccare almeno una parte della Finanziaria a pagare saranno le fasce più deboli della società, mentre sembra che il Governo sia indifferente davanti ai problemi che riguardano la salute di tutti i cittadini. Di questo passo si va incontro a un futuro privo di una vera riforma dell’assistenza pubblica, con un livello di disoccupazione destinato a crescere e un modello d’istruzione sempre più degradante, solo per citare alcuni esempi” conclude la Cgil.

