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Articolo n° 179155 del 29/07/2011 - 07:58

Manganello per i vigili alassini, Marabello (Ipa): “E’ scelta per la sicurezza, non politica”

Marabello Ipa

Alassio. Manganelli per gli agenti della polizia locale alassina. Sulla proposta, lanciata dal Consigliere Comunale Fabio Lucchini e sulla quale è intervenuto anche Jan Casella, si è voluto esprimere per alcune precisazioni il presidente dell’Ipa Riviera delle Palme (Associazione Internazionale di Polizia) Fabrizio Marabello: “Senza entrare nel contesto del confronto politico che, giustamente, le parti rappresentate in seno al Consiglio Comunale devono svolgere, è opportuno precisare che, a nostro avviso, la dotazione del cosiddetto manganello o sfollagente alle Forze di Polizia Locale dovrebbe essere obbligatoria e di conseguenza subordinata all’espletamento di un corso per il suo utilizzo, come di fatto già avviene in altre realtà”.

“Vi sono normative che disciplinano e autorizzano tale accessorio che, è giusto ricordare, al personale di polizia serve solo ed esclusivamente per difendersi (e difendere il cittadino, incluso il Consigliere Casella) da eventuali aggressioni. Per esempio, la Polizia Locale di Borghetto Santo Spirito ha in dotazione tale strumento da almeno dieci anni per volontà dell’allora Amministrazione Malpangotto; il manganello viene indossato dagli Agenti per motivi di ordine pubblico e comunque sempre trasportato a bordo dei veicoli di servizio. Il manganello o sfollagente viene utilizzato in casi particolari e delicati ossia per tenere a distanza un aggressore, per immobilizzare un malvivente, per evitare il contatto fisico, soprattutto se in presenza di ferite. Sono palesi i vantaggi nell’operare in condizioni di sicurezza” spiega il presidente dell’associazione di polizia.

“Dare una connotazione politica all’uso del manganello: fascista chi è favorevole, comunista chi non lo è, serve solo a produrre della pura demagogia! Chi governa una comunità piuttosto dovrebbe preoccuparsi di tutelare, in primis, la sicurezza dei cittadini e garantire l’incolumità di coloro che sono preposti a vigilare su di essi, soprattutto quando avvengono determinati episodi criminosi quali risse, lesioni e danneggiamenti che, purtroppo, talvolta si verificano nei Comuni della nostra Riviera con l’arrivo, in occasione delle vacanze estive, di certa feccia che di certo non rappresenta quel turismo di qualità da molti auspicato! Se poi, in estate, sommiamo la popolazione turistica con quella locale, si ha un notevole incremento di abitanti con conseguente apprezzabile incremento delle problematiche connesse alla sicurezza pubblica” osserva ancora Marabello.

“E’ necessario rammentare che sono molti i governi (anche di sinistra) sia nei paesi europei sia in quelli extra comunitari che autorizzano le Forze dell’Ordine all’uso del manganello. L’importante è rispettare le regole e usare sempre il buon senso! Consigliere Casella, forse Lei ritiene legittimo il gesto di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova nel 2001 (lanciare ‘in maniera pacifica’ un estintore contro un defender dei Carabinieri) e bandisce il manganello in dotazione alle Forze di Polizia come mezzo di difesa…il dibattito è aperto! Alassio è una città stupenda ma lo è ancor di più quando è sicura” conclude Marabello.

Il consigliere comunale Jan Casellla invece aveva detto: “Come consigliere comunale di Sinistra Alassina mi sento in dovere di intervenire in merito all’assurda proposta del consigliere Fabio Lucchini che chiede al Sindaco di dotare i vigili di manganelli per fronteggiare eventuali problemi di ordine pubblico. Questa ‘sparata’ arriva dopo una lunga serie di articoli che descrivono la nostra città impegnata quasi esclusivamente nella lotta all’abusivismo commerciale (mirata soprattutto verso l’anello ‘debole’ della catena), o che rammentano continuamente dell’esistenza di divieti. Spero vivamente che questa proposta da ‘camerata nostalgico’ non sia condivisa dal Sindaco e dal resto del consiglio comunale e, in particolar modo, non sia apprezzata da coloro che all’interno della maggioranza si identificano in un’area di centrosinistra”.

“Spero perciò di assistere ad una presa di distanze che ci dia modo di pensare di non essere nuovamente amministrati dalla politica del divieto e del manganello. Al di là del fatto che tutte le nostre Forze dell’Ordine hanno già a disposizione strumenti in grado di garantire la loro e la nostra incolumità, sostengo che sarebbe l’ora che Alassio tornasse ad essere nota come città del divertimento, della civiltà e dell’educazione e che non se ne desse solo e sempre un’immagine di paese costretto a cercare nella repressione la soluzione ai suoi mali. Citare a ripetizione episodi di microcriminalità, anche riciclando più volte lo stesso, può fornire a chi legge la falsa impressione di una città di frontiera, in balia di extra comunitari o balordi violenti, e mette in scena una rappresentazione non veritiera che reca danno all’intera comunità e all’immagine turistica di Alassio” aveva concluso Jan Casella.

Redazione

8 commenti a “Manganello per i vigili alassini, Marabello (Ipa): “E’ scelta per la sicurezza, non politica””
Iosif ha detto..
il 29 luglio 2011 alle 11:43

Si dimentica una cosa molto semplice, nel momento in cui l’agente fa uso dello sfolla gente si espone automaticamente al massacro dei media.
In pratica non puo’ essere utilizzato, quindi a che serve? Un altro strumento inutile da trasportare, alla stregua della pistola.

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hi-tech ha detto..
il 29 luglio 2011 alle 13:08

..Naturalmente, oltre ai manganelli sarà necessario addestrare il personale all’uso..:-)
MI parrebbe quantomeno controproducente dotare gli agenti di oggetti che poi non sarebbero in grado di utilizzare, generando un inevitabile aggravio in termini di sicurezza nel caso sia richiesta un azione energica e risoluta!

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hi-tech ha detto..
il 29 luglio 2011 alle 20:54

…REDAZIONE: e dov’è finito il commento precedente? fORSE NON ERA DI GRADIMENTO ALLA rEDAZIONE PERCHè CONTENEVA UN LINK? Se si farebbe piacere conoscere i motivi per cui i link non sono graditi… Era un link che aggiungeva alcune informazioni allo stasto normativo relativo ai manganelli. Bel post non vi era polemica ner altro che potesse urtare chicchessia…Perchè??????

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red1966 ha detto..
il 30 luglio 2011 alle 08:54

sarebbe interessante sapere dal consigliere Casella cosa intende e quali sono, a suo avviso,questi strumenti in dotazione alle Forze dell’Ordine in grado di garantire la loro e la nostra incolumità… forse la pistola?… MA DAI NON FATE I RIDICOLI!!!!… forse l’addestramento alla difesa perosnale?… gli agenti dovrebbero essere dotati di tutti quelli strumenti di autotutela idonei (vds. spray OC e distanziatori) previsti dalla legge regionale. Naturalmente e principalmente devono risultare idonei al maneggio ed all’uso dopo aver superato un adeguato corso di addestramento.

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giasone ha detto..
il 30 luglio 2011 alle 09:18

niente da obiettare riguardo il manganello
però quanti corpi di polizia abbiamo :
polizia di stato
carabinieri
gdf
polizia locale (i vigili)
polizia provinciale
guardia forestale
guardia costiera
non sarebbe il caso di accorparne o eliminarne qualcuno????

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hi-tech ha detto..
il 30 luglio 2011 alle 11:19

La dotazione dei manganelli è al limite della legalità.I comuni che hanno autorizzato questo nostalgico attrezzo hanno dovuto chiamarli “mazzette di segnalazione” ma permangono i dubbi se tale concessione, trattandosi di materia di P.S. possa essere oggetto di intervento da parte degli Enti Locali.
Qui un interessante chiarimento dell’avv. Avv. Bruno Troya, visto che IVG “tromba” ogni link, sono costretto a riportare per intero, dal sito filodiritto com…:
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“Le mazzette di segnalazione della polizia municipale: armi o strumenti operativi?

Periodicamente ritorna agli onori della cronaca la questione relativa alle cosiddette “mazzette di segnalazione”, cioè, in pratica, di quei manganelli che vengono forniti in dotazione ai vigili urbani.
Recentemente è stato il Comune di Salerno a deliberare l’assegnazione ai propri 244 agenti di Polizia Municipale di questi “strumenti di autodifesa”, ma in passato, dalla fine degli anni ’90 in poi, più volte se ne è parlato con riferimento soprattutto a Comuni del nord Italia[1].
In questa sede non vogliamo entrare nel merito dell’opportunità che i Corpi di Polizia Locale si dotino o meno di questi strumenti. E’ questione strettamente connessa all’evoluzione, o, meglio, all’involuzione, della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nelle città italiane.
Vogliamo, tuttavia, esaminare la questione da un punto di vista strettamente tecnico-giuridico cercando di fare ordine, sotto questo specifico aspetto, nella materia.
La mazzetta di segnalazione in questione è un “oggetto” in gomma bianca, lungo circa 50 centimetri, con impugnatura, correggilo di sicurezza da polso in nastro di pelle, con all’estremità distale una zona, alta circa 15 centimetri, ad alta visibilità di colore arancio, nastro o vernice.
Non vi sono particolari dubbi che l’oggetto in questione sia, pertanto, uno “sfollagente”, cioè un manganello al quale è applicata una fascia colorata ad alta visibilità, una specie di catarifrangente.
Per definizione normativa, infatti, lo sfollagente è un oggetto “in gomma o materiale sintetico, cilindrico, internamente cavo, con impugnatura scanalata, anello in lamierino con doppia campanella, moschettone e cinturino di cuoio fissato all’attacco o alla base dell’impugnatura, diametro di cm. 3 e lunghezza compresa tra cm 40 e cm 60”. E’ questa la descrizione contenuta nell’art. 11 del D.P.R. 5 ottobre 1991, n. 359 (Regolamento che stabilisce i criteri per la determinazione dell’armamento in dotazione all’ Amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia).
Analogamente pare indubitabile che la “mazzetta di segnalazione”, con le predette caratteristiche, sia un’arma.
Essa, infatti, a norma dell’art. 4, comma 1 della legge 110/75 è definita un’arma comune non da sparo, unitamente ad altre categorie quali le armi bianche (pugnali, baionette, coltelli, spade), essendo annoverata tra gli strumenti per i quali sussiste un divieto assoluto di porto (insieme a mazze ferrate, bastoni ferrati e noccoliere).
Da un punto di vista strettamente tecnico trattasi di “arma propria” in quanto strumento atto ad offendere per sua destinazione naturale[2], come le armi da fuoco, quelle da taglio o da punta, quelle batteriologiche o chimiche, i congegni esplodenti, dirompenti o incendiari, etc.. Ciò è confermato dall’art. 30 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, laddove nella nozione di armi si ricomprendono “le armi proprie, cioè quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa della persona”.
L’oggetto in questione è classificabile come arma anche agli effetti della Legge penale (art. 585 del c.p.), laddove viene confermato che per armi si intendono quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa della persona.
In pratica la mazzetta di segnalazione è uno sfollagente e in quanto tale è un’arma. In particolare è un’arma propria[3].
Fatta questa premessa occorre ragionare sul fatto se i Corpi di Polizia Municipale possono dotarsi o meno di tali armi.
La legge 7 marzo 1986, n. 65 (Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale), all’art. 5, comma 5 (come modificato dall’art. 17, comma 134, L. 15 maggio 1997, n. 127), stabilisce che “gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza possono, previa deliberazione in tal senso del consiglio comunale, portare, senza licenza, le armi, di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio, purché nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e nei casi di cui all’articolo 4. Tali modalità e casi sono stabiliti, in via generale, con apposito regolamento approvato con decreto del Ministro dell’interno, sentita l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia. Detto regolamento stabilisce anche la tipologia, il numero delle armi in dotazione e l’accesso ai poligoni di tiro per l’addestramento al loro uso”.
Il regolamento che stabilisce la tipologia delle armi in dotazione agli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza è il Decreto del Ministero dell’Interno 14 marzo 1987 n° 145.
L’articolo 4 di detto Decreto stabilisce che “l’arma in dotazione agli addetti di cui all’art. 1 è la pistola semi-automatica o la pistola a rotazione i cui modelli devono essere scelti fra quelli iscritti nel catalogo nazionale delle armi comuni da sparo di cui all’art. 7 della legge 16 aprile 1975, n. 110 e successive modificazioni. Il modello, il tipo ed il calibro sono determinati con il regolamento di cui all’art. 2, il quale può prevedere un modello ed un tipo di pistola, fra quelli iscritti in catalogo, diverso per il personale femminile. Lo stesso regolamento può altresì determinare:
a) la dotazione della sciabola per i soli servizi di guardia d’onore in occasione di feste o funzioni pubbliche, fissandone il numero in ragione degli addetti ai servizi medesimi:
b) la dotazione di arma lunga comune da sparo per i soli servizi di polizia rurale e zoofila eventualmente esplicati dagli addetti dì cui all’art. 1.”
Ricapitolando, gli operatori di Polizia Municipale con la qualifica di agenti di p.s. possono portare soltanto la pistola semi-automatica o la pistola a rotazione. Per i servizi di rappresentanza può essere prevista una sciabola. Per i soli servizi di polizia rurale e zoofila può essere loro attribuito un fucile.
Resta allora da chiedersi come abbiano fatto tecnicamente i Comuni a dotare i propri Corpi di Polizia Municipale degli sfollagente, sia pure “di segnalazione”.
E’ presto detto.
Infatti, l’art. 6 della citata legge quadro 65/1986, al secondo comma, stabilisce che le regioni provvedono con legge regionale, fra l’altro, a “disciplinare le caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi in dotazione ai Corpi o ai servizi, fatto salvo quanto stabilito dal comma 5 del precedente articolo 5”.
In buona sostanza la legislazione in materia di dotazione di armi agli agenti di p.s. è attribuita in via esclusiva allo Stato, che la esercita a mezzo dell’apposito regolamento approvato con decreto del Ministro dell’interno, ossia il D.M. 145/1987.
La legislazione in materia di “mezzi e strumenti operativi in dotazione” alle Polizia Locali è devoluta alla competenza regionale, che va esercitata, tuttavia, nel rispetto del limite per materia attribuito alla competenza statale[4].
Ed ecco che per incanto lo “sfollagente/arma propria” si trasforma in “mazzetta di segnalazione/strumento operativo in dotazione”.
Una tale soluzione lascia assolutamente perplessi.
Né in tale materia si può invocare la devolution, poiché l’art. 117 della Costituzione attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia dell’ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa e locale.
Ma poiché l’attribuzione delle armi, con i limiti già visti, è astrattamente possibile solo per gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza, è da respingere un’eventuale interpretazione per la quale, trattandosi di armi in dotazione alla polizia locale, in detta materia la potestà legislativa sia regionale.
La circostanza, peraltro, è confermata dal fatto che le Regioni, nell’attribuire ai Corpi di Polizia Locale le mazzette di segnalazione, lo fanno in quanto “strumenti operativi in dotazione” e non come armi, con ciò dimostrando due cose: da un lato di avere ben presente il limite in detta materia della legislazione esclusiva statale e, dall’altro, operando una manovra di aggiramento e trasformando surrettiziamente quella che è un’arma propria in uno strumento di segnalazione visiva.
Non vi sarebbe da meravigliarsi allora se, in futuro, qualche regione decida di includere tra gli strumenti in dotazione ai propri Corpi di Polizia Municipale un oggetto descritto come “asta di materiale ligneo di altezza ricompresa tra 180 e 220 cm, del diametro di circa 2 centimetri, avente in cima una scure tagliente da entrambi i lati, da una parte, e di una o più punte, dall’altra, con all’estremità distale una zona, alta circa 15 centimetri, ad alta visibilità di colore arancio, nastro o vernice, ovvero sormontata sulla cuspide da apposito segnalatore lampeggiante di colore blu”.
E che tale oggetto sia definito “asta di segnalazione” ovvero “alabarda di segnalazione” ed utilizzato per dirigere il traffico in ore notturne.”
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Giasone@ ..a questo aggiungi anche gli istituti di vigilanza privati che pare abbiano ambizioni a ottenere facoltà di polizia un pezzetto alla volta…. e dulcis in fundo, abbiamo anche i buttafuori che ora che hanno un “album” si immaginano di fare i giustizieri.
Resto dell’idea che una dispersione delle funzioni di PS in questo modo non aiuti all’organicità dell’azione delle FdO. Alcuni corpi minbori tra quelli che hai elencato hanno la qualifica di Ausiliari di PS /agenti di PS…esclusivamente per poter….portare la pistola, ma di fatto NON esercitano funzioni di PS. Quantomeno, non ordinariamente e qualora lo facciano mi auguro che siano coordinati da Polizia o Carabinieri…!
Altre notevoli e paradossali funzioni sono per esempio le mansioni di polizia stradale (con tanto di telelaser) che ora …le esercitano anche i forestali o la polizia provinciale. Ad un posto di blocco di uno di questi, un amico, non riconoscnendo le divise e temendo un agguato di malintenzionati travestiti, ha rischiato di non fermarsi all’alt…:-)
Urge un riordino dei compiti e una definizione delle attribuzioni ad essi in funzione delle reali esigenze e non solo per poter appiccicare una targa sulla porta dell’ente o circolare con un “cannone” in cintura.

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red1966 ha detto..
il 30 luglio 2011 alle 21:04

non capisco dove sta il problema sulla dotazione da parte di Operatori di Polizia… dicasi Operatori di Polizia e non “squadristi picchiatori”… di strumenti di autotutela idonei alla difesa personale propria o dei cittadini che richiedono un eventuale aiuto… ma forse è proprio vero che in Italia… come si può notare in questi periodi… è molto meglio per la classe politica… tutta la classe politica… avere degli Eroi a cui fare i funerali di stato!!!

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Bandito ha detto..
il 30 luglio 2011 alle 22:03

Hai ragione, Giasone, in Italia abbiamo troppi corpi di polizia, infatti, in base ad una regolamentazione europea, anche l’Italia dovrà averne solo due, una nazionale ed una locale, ma allora non sarà più possibile sfottere i “vigili”, perchè saranno il corpo fondamentale per la sicurezza.

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