Assenteismo, è Cairo il Comune più “virtuoso”: in calo dell’81% i giorni di malattia
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Cairo M. Gradino più alto del podio per i dipendenti del Comune di Cairo Montenotte. Sono loro infatti ad avere registrato, in ambito ligure, la miglior performance sul fronte dell’abbattimento dell’assenteismo nel mese di maggio. Lo evidenziano i dati resi noti dal ministero per la Pubblica Amministrazione che registrano, per Cairo, una diminuzione dell’81% dei giorni di malattia tra il personale del Comune rispetto al dato del mese di maggio 2010. Complessivamente i giorni di assenza per malattia pro capite nella città valbormidese sono stati 0,34, ovvero una giornata al mese ogni tre dipendenti.
Seguono, nella graduatoria delle amministrazioni “virtuose” della Liguria, altri comuni savonesi: Ceriale (-67,1%) e Andora (-58,5%); poi Cogoleto (-55%) e Vado Ligure (-51,5%). Il Comune di Albenga ha registrato una diminuzione del 23,3%, mentre l’Amministrazione Provinciale di Savona chiude la graduatoria degli enti savonesi dove l’assenteismo si è ridotto con un meno 15,9% mensile.
Tra gli enti che hanno invece denunciato aumenti di assenze, spiccano i Comuni di Albisola Superiore e di Quiliano, rispettivamente con un +90,9% e +71,4%, che li collocano sul fondo della graduatoria regionale. L’incremento di assenteismo ha riguardato anche il Comune di Borghetto Santo Spirito (+50%) e il Comune di Finale Ligure (+17,2%). Sostanzialmente poco variata la situazione in due dei maggiori Enti della provincia: l’Asl 2 Savonese, dove l’incremento è stato del 2% e il Comune di Savona con +5,1%. Occorre in questi casi tenere conto che gli Enti con più elevato numero di personale sono meno soggetti a vistose fluttuazioni rispetto a chi ne ha meno. Comunque sia l’Asl sia Palazzo Sisto risultano tra gli Enti liguri che denunciano il maggior numero di giorni di assenza pro capite, rispettivamente con 1.06 e 1,02 giornate al mese.
Da sottolineare anche, come avvertenza, che la rilevazione riguarda solo gli Enti che hanno accettato di far misurare la rispettiva performance e non tutte le amministrazioni pubbliche che operano sul territorio. Sono esclusi dalle rilevazioni i comparti scuola, università, pubblica sicurezza e vigili del fuoco. A livello nazionale, rispetto allo stesso mese del 2010, a maggio le assenze per malattia dei dipendenti pubblici sono diminuite del -3,9%. Gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni sono calati del -6,0% mentre le assenze per altri motivi evidenziano una contrazione complessiva del -5,7%. La rilevazione statistica, realizzata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione in collaborazione con l’Istat, si basa sui dati trasmessi in via telematica a Palazzo Vidoni da 4.707 amministrazioni pubbliche.
Le nuove regole volute dal Ministero (la cosiddetta riforma Brunetta) hanno modificato strutturalmente i comportamenti dei dipendenti pubblici, favorendo una condotta di maggiore responsabilità, ispirata a principi di correttezza professionale e riconoscimento del merito. I tassi di assenteismo del settore pubblico si sono così riallineati a quelli del settore privato: un successo che si traduce in una maggiore qualità e quantità dei beni e dei servizi pubblici erogati ai cittadini.
3 commenti a “Assenteismo, è Cairo il Comune più “virtuoso”: in calo dell’81% i giorni di malattia”
Conosco persona, sempre vistosamente agghindata che, Sportivamente, non potrebbe essere
diversamente, continua per le sue compere ed a essere più fuori che in ufficio a lavorare anche
se, PGR nel poco tempo che dedica, non si può certo vederla sudata.
Ci sono Palazzi Comunali come qello di Savona che, all’interno, sono forniti di servizio bar
economico e ben servito, eppure…………
Che il caffè, fuori, sia più lungo?




Ci sono ancora molti, troppi comuni i cui dipendenti PUBBLICI, forse credendo di essere liberi proffesionisti pur risultando presenti, si assentano per pausa caffè, pausa supermercato, pausa shopping d’elite.
il capo del personale non vede nulla, i sindaci meno che mai.
Ebbene questi periodi di assenza REMUNERATA dal posto di lavoro, causano più danno di una non voluta sfortunata vera malattia.
Negozianti vedono, cittadini pure ma, il tran tran continua sfrontatamente imperterrito ed indisturbato: quando verrà un diritto acquisito?
Possibile non ci sia chi preposto a far cessare questo che, chiamare scandalo, può apparire come un eufemismo?