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Violenza e atti di bullismo nelle scuole: concluso il progetto della provincia di Savona

Savona. Si è concluso il progetto sperimentale di sensibilizzazione che la Provincia di Savona ha realizzato, rinnovando il proprio impegno nell’attuazione dei programmi antiviolenza promossi dalla Regione Liguria. Un’azione mirata alle giovani generazioni, al mondo della scuola e della formazione professionale che si è strutturata su un percorso di sostegno a tutors e docenti dei corsi di formazione triennale a titolarità provinciale che ha coinvolto sette strutture formative del territorio: Ial, IsforCoop, Aesseffe, Ente Scuola Edile, Cfta Miretti, ArtSchool ed Elfo.

Il corso si è svolto tra novembre 2010 a febbraio 2011 con la conduzione e la supervisione scientifica di Brunella Nari. Tutors e docenti si sono confrontati sulle tematiche della violenza di genere sia interrogandosi sulle rappresentazioni culturali e valoriali dei giovani sia individuando nelle classi percorsi di analisi e approfondimento.

Ogni ente ha strutturato il lavoro con le classi in modo autonomo conducendo un’indagine con un questionario sulla percezione delle violenze scolastiche negli studenti e ha elaborato progetti specifici presentando dei video e delle considerazioni che riassumono il disagio di questo triste fenomeno e come viene da loro vissuto e interpretato.

L’indagine, ha utilizzato come strumento di rilevazione un questionario anonimo sul bullismo, già impiegato presso la Commissione Europea, rielaborato e articolato su 15 domande a risposta multipla relative all’età, all’appartenenza di genere e alle opinioni dei ragazzi sulla violenza scolastica.

Secondo i dati emersi, solo un ragazzo su quattro (73%) denuncia di essere stato vittima in passato di prepotenze fisiche. Le valutazioni al riguardo sono ampiamente condivise da ragazzi e ragazze, con una leggera prevalenza maschile.

Per circa la metà del campione i comportamenti violenti si producono soprattutto nel corso delle lezioni, nel cambio d’ora e durante l’intervallo. Circa la metà dei maschi e delle femmine segnala inoltre la presenza in classe di studenti isolati dal gruppo e situazioni diffuse di disagio relazionale.

Per le ragazze, a differenza dei maschi, le aggressioni verbali (soprattutto gli insulti) sono le forme più riconosciute e ricorrenti di violenza scolastica nei rapporti di genere. Due ragazze su tre ha subito in passato aggressioni di questo tipo, invece nella sfera maschile solo la metà. Spintonare e dare calci sono considerati comportamenti violenti dai maschi e dalle femmine, ma in misura maggiora dalle ragazze. Anche se le differenze di genere sono inferiori al 25%, per le studentesse il ricatto è una forma di violenza più riconosciuta ed evidenziata che nei ragazzi.

Per quasi la metà degli studenti la violenza a scuola deve essere risolta direttamente dai ragazzi e non chiedere l’aiuto degli insegnantio di altre persone mentre solo il 30% dei maschi e delle femmine concordano sull’opportunità di ricorrere agli insegnanti per gestire il problema. Tre ragazze su quattro pensano che sia necessario ricorrere ai genitori per chiedere aiuto sui problemi esistenti mentre per i maschi solo 1 su 4.

Molto limitati appaiono i livelli di violenza scolastica esistenti nei rapporti tra maschi e femmine ma i dati relativi andrebbero verificati con le composizioni di genere presenti nelle diverse classi. Tra i possibili stati d’animo evocati dall’aver subito violenze scolastiche, la vergogna è quello meno ricorrente mentre Il sentimento dominante di fronte alla violenza è per tutti la rabbia.

Il campione pone scarso rilievo alle molestie sessuali come forma di violenza fisica ricorrente, senza distinzione tra maschi e femmine La molestia sessuale è considerata però una violenza dal 70% delle femmine contro il 37% dei maschi.

Secondo Brunella Nari queste forme di violenza, se tenute nascoste per tanto tempo, vengono somatizzate e possono provocare gravi problemi alla personalità del giovane che subisce in modo persistente questi attacchi psicologici con la conseguente possibiltà di modificare il carattere in un momento della loro vita fondamentale come è quello dell’adolescenza.

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