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Urbe, soccorso un capriolo ferito. Enpa: “Lasciati soli nelle emergenze”

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Urbe. Un piccolo di capriolo gravemente ferito è stato recuperato nei boschi di Urbe, in territorio del parco del Beigua, dai volontari della Protezione Animali savonese. La bestiola si trovava in una zona impervia alle falde del monte Resonnou, aveva un grosso ematoma al viso ed i veterinari dell’Enpa sperano di salvarla. Difficile risalire alle cause del ferimento, forse l’impatto con un fuoristrada.

“Il soccorso dei selvatici feriti, malati o in difficoltà nelle aree protette è uno dei compiti degli enti gestori (in provincia Il parco del Beigua ed i comuni di Cairo, Millesimo, Piana Crixia, Bergeggi, Ceriale ed Albenga), che però non si sono ancora attrezzati per il servizio ma neppure rispondono alle richieste di aiuto da parte nostra che siamo lasciati ingiustamente soli a provvedere con i nostri mezzi”, denunciano i volontari.

Commenti

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  1. sampei29
    Scritto da sampei29

    non posso che concordare con quanto scritto da CBC tranne che per una cosa:
    non trovo l’ENPA un ente inutile, ma dovrebbe limitare il suo intervento agli animali maltrattati o feriti dall’uomo,inutile intervenire sugli animali in difficoltà, la natura deve seguire il suo corso!

  2. Scritto da CBC

    sarebbe ora che l’Enpa la smettesse di fare tanta prosopopea di fronte a qualsiasi cosa che riguardi fatti di competenza della Provincia della Guardia Forestale e di altri Enti di Stato preposti. A sentire questi signori pare che gli animali debbano avere sempre la nostra presenza e il nostro aiuto per farsi “curare o salvare” …….. La natura, animali compresi, non hanno bisogno dell’intervento dell’uomo e da che mondo è mondo esiste la cosiddetta “selezione naturale”. Ma ormai i cosiddetti cittadini e comunque la maggior parte della gente, non sa praticamente nulla di boschi e animali e li accomuna a quelli dei cartoni animati o di falsi film che fanno vedere l’ambiente plasmato a immagine d’uomo. Ecco così la facile presa sull’immaginifico popolare che hanno questi enti, che dovrebbero ora chiamarsi associazioni, vista la loro soppressione come Enti inutili dal 1976. Il fatto poi che possano, e purtroppo grazie a leggi d’epoca, dotarsi addirittura di cosiddette guardie volontarie che non sono sotto il controllo di nessuno, (e non mi si venga a dire il contrario perchè so benissimo come funziona, e dal momento della nomina nessuno si prende la briga di controllare realmente cosa fanno) che nella maggioranza dei casi trattasi di persone che amano solo andare in giro per esibizionismo e per ostentare un potere di supremazia su quattro pescatori o cacciatori, senza neppure essere al di sopra delle parti, è una cosa puramente assurda e che può accadere solo in Italia. Gli organi preposti all’intervento preventivo o di repressione già ci sono. Questi spaventapasseri gonfi di saccenza non servono a nessuno.