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Treni Arenaways, Trenitalia minaccia il ritiro della Carta Tutto Treno: le riflessioni dei pendolari

Genova. Trenitalia minaccia la disdetta della Carta Tutto Treno Liguria, a seguito del permesso accordato dalla Regione Liguria alla circolazione e alle fermate dei 2 treni ArenaWays, che da oggi condurranno i turisti alle Cinque Terre. Lo segnalano le associazioni di pendolari aderenti al blog GenovaMilanoNewsletter, che aggiungono: “Si tratta di un ricatto per conservare il monopolio o di un assist fornito a Burlando e Vesco?”.

L’amministratore delegato Moretti ha infatti telefonato al presidente Burlando per informarlo che Trenitalia potrà recedere dal contratto di servizio. Questo porterebbe all’annullamento della Carta Tutto Treno Liguria, che consente ai pendolari risparmi fino al 70%.

“Pensiero malizioso che ci ha riferito una fonte ferroviaria: e se questa mossa fosse stata concordata fra Burlando, Vesco e Moretti? La regione risparmierebbe 1,2 mln di euro, ‘punirebbe’ i pendolari rei di averla duramente criticata per la politica di tagli al Tpl e uscirebbe come paladina della liberalizzazione (a costo zero) – spiegano i pendolari – Ora i giochi sono chiari e in ballo c’è la sopravvivenza del pendolarismo di migliaia di liguri. Ora la regione non ha più scuse: o sta con i pendolari o sta contro i pendolari”.

A queste prime considerazioni segue una riflessione più ampia. “Chi ci guadagna e chi ci perde per la disdetta della Carta Tutto Treno Liguria? Teoricamente il mercato ferroviario nazionale passeggeri è liberalizzato. Dall’anno scorso un operatore privato piemontese, ArenaWays ha implementato un servizio paragonabile a quello IC di Trenitalia fra Torino e Milano. Il servizio partito con mille difficoltà è stato rallentato e duramente contestato da chi da sempre ha esercitato il monopolio, ovvero da Trenitalia”, spiegano.

“Trenitalia ha trovato un alleato nella regione Piemonte (a guida Lega Nord) che ha opposto parere negativo affinché fossero previste fermate intermedie in Piemonte ai treni di ArenaWays – continuano – Alla regione Liguria è stato richiesto parere di contrarietà o di consenso al fatto che questi 2 treni (stagionali fino al termine di agosto) effettuassero fermate in Liguria e la regione si è espressa a favore. Di fatto questi treni non sono concorrenziali a livello offerta (1 misera coppia al giorno) e prezzo (prezzo unico di 35 euro indipendentemente da stazioni di partenza/arrivo) con i treni di Trenitalia. Sono un moscerino contro un elefante. Ma tant’è Trenitalia non l’ha presa bene e sembra voler ‘punire’ in qualche modo la Regione”.

Ma qui subentrano i dubbi. “Se l’impresa ferroviaria A vuole punire l’istituzione B perché mai finisce per punire gli utenti C? Se questa decisione verrà presa la regione Liguria risparmierà qualche centinaio di migliaia di euro nel 2011 e circa 1,2 milioni nel 2012 mentre migliaia di pendolari liguri regionali o sovraregionali dovranno sopportare aumenti tariffari fino ad un 70%, lunghe code in biglietteria per farsi rimborsare i mesi non sfruttati di Carta Tutto Treno e i mesi non sfruttati dell’abbonamento annuale multiregionale (non più valido per viaggiare su IC o Escity) e stipulare un nuovo abbonamento IC o Escity mensile non potendo più utilizzare alcun treno regionale (a meno di stipulare anche un abbonamento regionale con un costo complessivo di un + 300% rispetto ad oggi!)”, riflettono i pendolari.

“Ecco perché non ci sembra campata in aria l’interpretazione fornitaci da una fonte ferroviaria, ovvero che la regione Liguria abbia preso una posizione di principio per la liberalizzazione e vada a risparmiare soldi non sostenendo più agevolazioni per i propri cittadini – concludono – La regione ha un unico modo per smentire tutto ciò: revocare il proprio consenso alle fermate liguri dei due trenini ArenaWays. Certamente una soluzione liberticida e illiberale, di certo una soluzione squallida e misera ma evidentemente l’unica soluzione possibile. Trenitalia ha il coltello dalla parte del manico (per colpa della politica, nazionale e locale) e esercita fino in fondo e legittimamente la propria golden share in difesa del monopolio. In tutto questo, noi pendolari non vogliamo essere l’anello debole di una vicenda che non ci vede minimamente parte in causa”.

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