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Tratteneva i soldi dei ticket al Santa Corona: impiegata condannata 3 anni e 6 mesi

Pietra L. Era finita a giudizio per peculato e falso perché, secondo l’accusa, avrebbe trattenuto in più occasioni i soldi dei ticket pagati da una decina di utenti dell’Asl di Savona. Questo pomeriggio, in tribunale a Savona, una dipendente dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, Anna Lisa Primus, è stata condannata a tre anni, sei mesi e dieci giorni di reclusione (di cui tre anni le sono stati però indultati). La donna, alla quale è stata inflitta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, è stata condannata solo per l’accusa di peculato: per il falso la sentenza è stata infatti di “non luogo a procedere” per prescrizione del reato.

Gli episodi contestati risalgono al periodo in cui la Primus lavorava come videoterminalista all’accettazione amministrativa del laboratorio di analisi del nosocomio pietrese: secondo il pm Danilo Ceccarelli, in una decina di casi, lei avrebbe intascato i pagamenti dei ticket che i pazienti avevano versato per le prestazioni sanitarie. Per gli inquirenti, le somme che la dipendente avrebbe trattenuto erano modeste: si parla di 15-20 euro (solo in un paio di casi di 50) a volta, per un totale di circa 400 mila delle vecchie lire.

Dall’azienda si erano accorti degli ammanchi dopo le segnalazioni di alcuni utenti che, pur avendo pagato il ticket, non si erano visti consegnare la ricevuta della quale necessitavano. Dai conteggi contabili era stato verificato che, effettivamente, mancavano dei soldi e i sospetti si erano concentrati sull’impiegata. Ne era derivata una denuncia alla Procura che aveva fatto scattare l’indagine poi sfociata nel rinvio a giudizio della donna che ha sempre respinto le accuse. Il pm, stamattina, ha chiesto per lei una condanna a quattro anni e sei mesi, ma i giudici hanno assolto la Primus per alcuni degli episodi contestati e così la pena è stata più “lieve”. Il difensore dell’imputata, l’avvocato Eliana Pinotti, durante la discussione, ha infatti sottolineato come mancasse la prova certa che sia stata la donna a commettere il fatto. Molti dei testimoni sentiti in aula avevano comunque confemrato di aver consegnato i soldi all’impiegata senza avere in cambio una ricevuta. Sembra che in certi casi la dipendente consegnasse i risultati della analisi a “domicilio”, proprio per evitare che gli utenti si recassero allo sportello.

Adesso resta da capire se la Primus, oltre che la condanna, vada incontro anche ad altri provvedimenti da parte della Asl: la donna infatti aveva continuato a lavorare in ospedale anche dopo la denuncia, ma, ora che è stata anche interdetta dai pubblici uffici, sembra essere incompatibile con questo incarico.

Commenti

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  1. paolo065
    Scritto da paolo065

    ma licenziarla no ? ….

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    I ticket sono una cosa assurda.
    Ho degli esami da fare ….. ma gia’ sto spendendo un sacco di soldi per mia moglie …
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    (che grazie alle leggi che non vengono aggiornate dai nostri troppo pagati amministratori ….. i valori sono fermi al 1996 ….. prima ogni anno …. vi era un aggiornamento ….. pertanto ora che percepisce una pensione di cento euro mensili non e’ piu’ a mio carico …..)
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    a questo punto aspetto ….
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    Ma non e’ giusto … il ticket viene fatto pagare esclusivamente a chi e’ gia’ noto al fisco … a chi gia’ paga anche per le spese della sanita’.
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    Chi con il suv e bracciali d’oro ha necessita’ di qualche prestazione …. non essendo noto al fisco …. ottiene la prestazione gratis.
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    Ecco … per evitare questa ingiustizia ….. siamo in giugno e … tra una gabella e l’altra …. i miei esami li faro’ piu’ avanti …. si dovrebbe “non pagare” il ticket se si e’ noti al fisco ….
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    Dalla elaborazione delle “pezze giustificative” salta poi fuori l’elenco dei ticket da pagare si manda la fatturina a casa e …. si segue il normale iter di una fattura.
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    Puo’ capitare che la persona “nota al fisco” (abbiamo tutti un codice fiscale) non possa pagare … o sia decisamente esente …. a questo punto va’ a spiegare la sua situazione (magari lasciando a casa il Suv o i pesanti bracciali d’oro …..) ma si presenta non da una impiegata qualsiasi …. si presenta da un funzionario del fisco … capace di una analisi rapida della situazione che gli si presenta davanti …….
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    In questo modo ….. quelli con il Suv ed i braccialetti di valore ….. magari preferiscono pagare la fatturina che viene loro inviata ….. onde evitare …. controlli ……
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    Vorrei poi ricordare il costo assurdo della procedura attualmente in funzione per la riscossione della gabella ….
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    Per una visita che non dura che pochi minuti
    (le prima delle citate visite di mia moglie e’ durata 3 minuti e 40 secondi … dal momento in cui ha lasciato la sala d’aspetto a quello in cui “rivestita” e’ rientrata …. nelle successive sono rimasto in auto …. ci tengo al mio fegato)
    si fanno “spesso” ore di fila … di attesa su provvidenziali seggiolini …. per andare a versare l’obolo.
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    Il costo “per noi utenti” di questa pessima organizzazione e’ assurdo.
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