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Tagli alla scuola, i sindacati: “Provincia di Savona è interlocutore assente”

Savona. Trentatre docenti delle scuole superiori della nostra provincia e 281 unità del personale Ata a livello regionale sono a rischio tagli: i dati sono forniti dalla Flc-Cgil di Savona, Cisl Scuola e Snals.

“Dagli ultimi dati forniti dall’amministrazione si confermano le previsioni più fosche e le ragioni della preoccupazioni già più volte espresse circa le difficoltà che inevitabilmente incontrerà la scuola savonese nel prossimo anno scolastico – si legge in una nota Flc-Cgil – Per quanto riguarda la scuola superiore si conferma la previsione del taglio di ulteriori 33 posti di docenti nella nostra provincia e di oltre una decina di classi in meno rispetto a quelle richieste dalle scuole. A fronte di questa riduzione di organico del personale docente, effetto combinato della terza ‘tranche’ dei tagli e della riforma, sta un incremento del numero degli alunni. Ciò non può che determinare effetti pesantemente negativi quali classi sempre più affollate e, in generale, condizioni di lavoro e di studio sempre peggiori per insegnanti e studenti. In sintesi, a causa dei tagli imposti dal Ministero e del carattere restrittivo delle normative vigenti in materia di organici, le prospettive per il futuro dell’istruzione superiore nella nostra provincia si delineano come assai preoccupanti”.

“Per quanto riguarda il personale ATA si prevedono per il prossimo anno tagli, a livello regionale, per 281 posti, così ripartiti: 235 collaboratori scolastici, 44 assistenti amministrativi, 2 assistenti tecnici – si legge ancora – Dati da cui su può presumere, per la provincia di Savona, un taglio di quasi una quarantina di posti di collaboratore scolastico e di almeno 4 o 5 amministrativi. Le scuole savonesi, già oggi in difficoltà a garantire l’ordinario funzionamento, con questi ulteriori tagli al personale ATA rischiano davvero il collasso. A questi, ovviamente, si assommano i tagli, già annunciati nelle settimane scorse, al personale delle scuole primarie (elementari) e medie. Insomma, questi ulteriori tagli e la politica di disattenzione verso la scuola pubblica rischiano di causare danni gravissimi ed irreparabili”.

“A tali denunce, vogliamo aggiungere la nostra insoddisfazione per il fatto di non riuscire ad individuare nell’amministrazione provinciale di Savona un ruolo positivo e propositivo nelle politiche scolastiche che, pure, in una situazione così complessa e delicata, sarebbe molto importante. Infatti, a fronte di precisi impegni assunti da Palazzo Nervi a seguito della ben riuscita manifestazione unitaria itinerante del 4 giugno 2010, e nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non siamo ancora riusciti ad avviare con l’amministrazione provinciale un tavolo di confronto sui problemi della scuola superiore (sulla quale la Provincia ha diverse competenze), così come non siamo ancora stati minimamente interpellati sulle problematiche relative al dimensionamento scolastico (fatto questo del tutto inaccettabile). Crediamo che i lavoratori della scuola nella nostra provincia, attraverso i loro rappresentanti, non meritino un trattamento del genere anche purché, nel tempo, hanno sempre dimostrato misura, equilibrio e forte senso di responsabilità”.

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