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Stellanello, il sindaco Laura Bestoso: “Via di salvezza per i piccoli Comuni è aderire ai bandi di finanziamento”

Stellanello. Solo 750 residenti, ma un’estensione con 45 chilometri di strade comunali e ben 36 frazioni e borgate. E’ Stellanello, il paesino della Val Merula che per la sua natura è un caso emblematico delle difficoltà che i piccoli Comuni sono chiamati a risolvere. “Affrontare le necessità quotidiane, come il trasporto alunni con lo scuolabus, la raccolta dei rifiuti, l’asfaltatura delle strade, la pulizia delle cunette, la manutenzione degli acquedotti e così via, comporta costi esponenziali. E’ necessario, pertanto, fare un’attenta e mirata programmazione degli interventi, anche e soprattutto in seguito ai trasferimenti statali sempre più esigui. Il mio Comune può contare solo sulle entrate provenienti da Ici e oneri di urbanizzazione; la strada da percorrere è una sola: progettare e aderire ai bandi e finanziamenti regionali e provinciali” afferma il sindaco Laura Bestoso.

“Allo stesso tempo – prosegue il primo cittadino – le tantissime frazioni sparse sui due versanti della Val Merula sono anche una risorsa dal punto di vista turistico e paesaggistico, offrendo scorci e panorami sempre diversi e caratteristici. L’etimologia stessa della parola Stellanello e il motto presente sullo stemma comunale ‘lega l’anello e adorna, splende la stella e guida’ descrivono esattamente la conformazione di questo borgo: la stella a cinque punte è formata dalle parrocchie del paese, mentre le frazioni disegnano un vero e proprio anello che le raccoglie. Se dovessi dire quale è l’aspetto più importante di Stellanello non ho dubbi: la scuola primaria. Rappresenta davvero un’eccellenza: per il corpo docenti che ha entusiasmo, passione e preparazione notevoli, per i bimbi che la frequentano e la rendono ancora più speciale e per la struttura del plesso, nella quale ogni anno l’amministrazione comunale investe ingenti risorse. Infine, un altro punto di forza è sicuramente la collaborazione dei cittadini, che collaborano attivamente con l’amministrazione e partecipano alle iniziative comunali, in particolar modo la Pro Loco di Stellanello e l’Associazione Alpini Val Merula”.

Laura Bestoso evidenzia anche le difficoltà emerse con la soppressione delle Comunità Montane. “La Comunità Montana Ingauna, prima, e la Ponente Savonese, poi, hanno lavorato bene, nell’interesse dei Comuni dell’entroterra, senza spreco di denaro pubblico, ed, anzi, ottenendo finanziamenti importanti e garantendo quei servizi primari e fondamentali, penso ad esempio ai servizi sociali, che da soli i piccoli Comuni non sarebbero stati in grado di gestire. Hanno avuto quindi un ruolo delicato e importantissimo. Ora, venendo meno questa struttura di riferimento, le funzioni e i servizi in precedenza resi dalle Comunità Montane tornano ad essere di competenza comunale”.

“In qualche modo – prosegue il sindaco – attraverso le Unioni o i Consorzi, è possibile una gestione associata di questi servizi e anche Stellanello si sta attivando con le prime convenzioni: ne sono state approvate due nel primo consiglio della nuova amministrazione appena insediata, che si è riunito il 31 maggio scorso, con le quali andremo a gestire l’ambito territoriale sociale e il vincolo idrogeologico, rispettivamente con Laigueglia e Albenga in qualità di Comuni capofila. Ma mi chiedo se eliminare realtà virtuose come la nostra Comunità Montana, che garantiva una presenza funzionale sul territorio, abbia davvero portato ad una significativa riduzione dei costi della politica e se non siano altre le strade da percorrere per risparmiare sulla spesa pubblica senza gravare sempre e soltanto sui piccoli Comuni”.

“Venendo meno il ruolo di regia e di supporto delle Comunità Montane, trovo che l’Anci Liguria, in particolare negli ultimi due anni, stia dando un grande sostegno da questo punto di vista – aggiunge Laura Bestoso – Merito dell’impegno e del lavoro del dottor Vinai e del sindaco Vincenzi, che hanno dato concretezza a questo ente, avvicinandolo ai Comuni. E’ importante capire che l’Anci non è un corpo estraneo, un entità astratta, ma un organismo che riunisce tutte le amministrazioni comunali e che nasce con l’obiettivo di recepire le istanze e le necessità che provengono dal territorio, diventandone portavoce e referente nelle sedi regionali e nazionali. Insomma – conclude – l’Anci dà voce ai Comuni”.

Commenti

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  1. james bond
    Scritto da james bond

    Hi tech era quello che pronosticava continuamente la “liberazione” di Loano grazia al sedicente listone “è tempo”? E poi sappiamo com’è andata a finire…
    Mi sa che parecchi sinistri si staranno toccando gli zebedei… Hitech porta jellaaaa!!! :-)))

  2. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    ah!!!…DIMENTICAVO… HO VISTO I DATI…
    Borghetto Santo Spirito (46%), Garlenda (48,38%), e …..Stellanello (poco oltre il 49%) NON HANNO RAGGIUNTO IL QUORUM AL REFERENDUM…!!!!! Questo potrà certo gratificare lei e Vacca nei confronti dei capetti del PdL ma, visto il risultato referendaro e le ovvie conclusioni politiche, non mi pare possa costituire motivo di orgoglio per altri versi….

  3. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Singolare sottolineatura dei problemi dei piccoli comuni, quella della neo sindaca pidiellina..!
    RIguardo alle entrate del bilancio che indica, ICI e oneri di urbanizzazione… che dire.. l’ICI l’ha tolta il suo capo supremo e per gli oneri… non credo che la strada da percorrer epossa essere quella di sdoganare la cementificazione di Stellanello per rimpinguare le casse comunali. Vi restano le multe.,..
    Mi spiace che la sindaca si sia resa conto solo ora del disastro a cui andranno incontro i comuni, specialmente quelli piccoli come il suo, con l’arrivo del feudalesimo che i vostri compagni di (s)ventura perseguono come degli ossessi….!
    ..Ma non tema! Con la LIBERAZIONE del PAESE cercheremo di mettere una pezza anche alla scellerata idea (per ora solo tale) del feudalesimo verdognolo…. ma la prossima volta…SCEGLIETEVI MEGLIO I COMPAGNI DI VENTURA!!! :-)

  4. Scritto da dartagnan

    Non sarebbe arrivato il momento di accorpare i comuni in modo da ottimizzare i servizi e ridurre le spese, più di 8000 comuni in Italia sono un numero eccessivo, alcuni ancora più piccoli di questo forse non ce lo possiamo permettere ne sotto il profilo finanziario ne da quello programmatico.