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Articolo n° 170728 del 23/06/2011 - 18:32

Spiagge, SIB ribadisce: “Bisogna chiudere contenzioso su concessioni balneari”

Riccardo Borgo, Bergeggi - SIB Bagni Marini

Regione. E’ necessario migliorare i rapporti con l’Unione Europea, chiudendo l’infrazione in materia di concessioni turistico-ricreative attraverso la legge comunitaria 2010, attualmente all’esame della Camera dei Deputati, “per di favorire un confronto sereno e, ci auguriamo, costruttivo sull’uscita della categoria dalla Direttiva Bolkstein che prevede il rinnovo dei titoli mediante l’evidenza pubblica”.

Questa la richiesta che il SIB Sindacato Italiano Balneari – FIPE/Confcommercio e la FIBA Federazione Imprese Balneari – Confesercenti hanno formulato, oggi, nel corso dell’incontro con il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. La richiesta, secondo quanto riferiscono i balneari, è stata condivisa dal ministro, dagli assessori regionali al Turismo presenti alla riunione e dalle altre associazioni di categoria, insieme alla opportunità di sfruttare l’incontro tra il Governo italiano e quello comunitario per ottenere anche il riconoscimento nei confronti delle imprese balneari italiane di quelle peculiarità che le rendono uniche in Europa e nel mondo.

Redazione

13 commenti a “Spiagge, SIB ribadisce: “Bisogna chiudere contenzioso su concessioni balneari””
gigi77 ha detto..
il 24 giugno 2011 alle 13:38

la casta ha parlato..quali sono le peculiarità uniche nel mondo? lavorare 4mesi e farsene 8di ferie piangendo sempre miseria e chiedendo soldi alla prima mareggiata,spiaggie non x tutti e a caro prezzo x noi consumatori,mentre loro le concessioni le pagano niente e se le lasciano in ‘eredità’,sfruttare ki ci lavora con contratti part-time,quando poi lavori 8ore se non 10…a me potrebbe andare anke bene certe cose se facessero solo ke da stabilimento e non anke bar, pizzerie ,ristoranti, discoteche ,centri termali ecc..queste cose rovinano ki ha un’attività, un locale e vive solo di quello tutto l’anno.
Un idea x un articolo potrebbe essere un inchiesta sui costi demaniali di affitto delle spiaggie,verrebbero fuori delle belle sorprese e chissà se la gente finalmente capisce ke le spiaggie sono un bene di tutti e appartengono a NOI cittadini italiani

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hi-tech ha detto..
il 24 giugno 2011 alle 14:32

…dopo oltre 70 anni di sordina e di agevolazioni meno male che ora i cittadini iniziano a rendersi conto di come stanno le cose. La casta dei balneari dopo aver visto sgretolarsi tutte le richieste assurde, inproponibili e ILLEGALI frutto di decretuzzi legge fatti apposta per poter spillare il loro voto (di 25.000 persone…) ora invoca e cavalca un altro paradosso: “il riconoscimento nei confronti delle imprese balneari italiane di quelle peculiarità che le rendono uniche in Europa e nel mondo”..!!!!!!!
E quali sono queste peculiarità?… Io le chiamerei piuttosto ANOMALIE ABERRAZIONI. Puo’ definirsi una “peculiarità” la situazione italiota dove si consente a una ristretta minoranza di operatori economici (chiamarli imprenditori mi pare davvero offensivo nei confronti dei veri imprenditori) di poter impunemente: pagare 0.96 €/metro quadrato/anno, vendersi le concessioni con il trucchetto ( pare inattaccabile sotto l’aspetto legale e quindi nessun organo preposto al controllo pare possa farci nulla…) delle società, dichiarare 14.000€ pro capite in totale assenza di studi di settore, poter gestire la baracca con costi vivi irrisori…etc. Sono queste le peculiarità???!!!!??? Il tutto in TOTALE ASSENZA DI TRASPARENZA E LIBERA CONCORRENZA DI MERCATO.
Le peculiarità sono quelle straniere di tutti gli altri paesi del mondo dove le spiagge SONO LIBERE e i balneari sono coloro che noleggiano le sdraio e gli ombrelloni.

Forse i balneari sono ancora legati ai metodi socialisti degli anni 80 quando si sdoganavano metodi al limite della legalità agli amici-degli-amici?
Io spero proprio che la C.E., invece, di procedure di infrazione NE APRA UN ALTRA e dia una svegliata a chi non è in grado di ripristinare la legalità.
Mi dispiaccio che ancora una volta in Regione si sia persa l’occasione per schierarsi dalla parte della legalità. In questo caso, ben vengano i cazziatoni degi organismi europei per insegnare a legiferare a chi ora lo fa solo a proprio uso e consumo.

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punteruolo nero ha detto..
il 24 giugno 2011 alle 16:18

Parlate solo x sentito dire oppure vi fate rintronare il poco cervello che avete da programmi come reporter..non immaginate nemmeno il sacrificio giornaliero che ogni famiglia sostiene x mantenere aggiornata e produttiva il proprio stabilimento..sapete solo dire un mare di c…e e come direbbe il buon Sgarbi… CAPRE CAPRE…

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hi-tech ha detto..
il 24 giugno 2011 alle 17:30

Diciamo che è arrivato il momento che i balneari si rendano conto che la cuccagna è finita e non possono piu’ mungere lo Stato ( e quindi anche noi, visto che cio’ che lo Stato non percepisce in termini di guadagno dagli introiti dai ridicoli canoni delle concessioni e dalle tasse che dichiarano li prende dai lavoratori): hanno evitato gli adeguamenti delle tariffe per decenni interi, dichiarando una miseria e lavorando 5/6 mesi su 12.
Come la vogliamno chiamare? …. Te lo dico io…noi la chiamiamo INIQUITA’, DISPARITA’ DI TRATTAMENTO TRA VOI E IL RESTO DEL MONDO CHE LAVORA e invochiamo EQUITA’, LIBERO MERCATO e LOTTA ALL’EVASIONE NONCHE’ …. FINE DEI BISCOTTINI GRATIS..:-)
Ora volete pure la deroga, per poter tramandare IL SUOLO DEMANIALE AI VOSTRI DISCENDENTI???? Aspettate fiduciosi…dal 2015 vedrete che “deroga”…!!!

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Ninetto ha detto..
il 24 giugno 2011 alle 17:35

Il sacrificio per il canone demaniale di area libera (cioè spiaggia senza cabine) è notevole: ben un euro e 90 centesimi (+19 centesimi di tassa regionale) per UN METRO QUADRATO ALL’ANNO, per area occupata con cabine sale a DUE euro e 25 centesimi (oltre alla maggiorazione regionale del 10%) per metro quadrato e sempre ALL’ANNO. Le concessioni poi sono (sarebbero) nominali, temporanee e naturalmente non trasferibili. Infatti non vengono vendute le spiagge, ma le attrezzature… Non c’è che dire, noi italiani siamo proprio “peculiari” (a proposito, peculiare deriva da peculio, cioè, per il diritto romano, il piccolo patrimonio che il padre di famiglia concedeva al figlio o al liberto affinchè questi ne godessero i frutti e lo amministrassero senza però lasciargliene la proprietà). Un aggettivo in questo caso VERAMENTE azzeccato.

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Bandito ha detto..
il 24 giugno 2011 alle 21:31

Sono d’accordo, bisogna chiudere il contenzioso TOGLIENDO LE CONCESSIONI AI PADRONI DELLE SPIAGGE. Le spiagge devono tornare libere, senza pagare una lira a chi per decenni ha lavorato tre mesi l’anno guadagnando centinaia di migliaia di euro senza pagare una lira di tasse.

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hi-tech ha detto..
il 25 giugno 2011 alle 12:01

BRAVO BANDITO!
Chiunque oggi è in grado dei fare i conti in tasca ai balneari…Un tempo tutto era nebuloso e solo gli addetti ai lavori conoscevano i dettagli… ma oggi no.
Il calcoletto è semplice ed è lo stesso che gli ispettori dell’Agenzia dell Entrate stanno facendo su questa lobby privilegiata: si contano i lettini e gli ombrelloni e si va a leggere il listino prezzi. Assegnando un utilizzo medio stagionale (per es. giugno e settembre con occupazione al 60/70% e luglio/agosto al 100%) ottenendo il reddito irpef che “potenzialemente” dovrebbe essere dichiarato..(!) per i costi si considerano quello di un bagnino e di un aiuto di spiaggia. A questo si aggiunge il costo di qualche latta di pittura e di qualche stecca di ombrellone che si rompe o di una quota di telini dei lettini da sostituire…
…poi si agigunge il costo del canone demaniale annuo (AH AH AH AH!!!!!!)…e si ottiene il reddito viretualmente TASSABILE….! AH AH AH aH !!!!!!!!!!!! (ci sarebbe da piangere… non da ridere…) …il tutto SENZA STUDI DI SETTORE …perchè pare, che non siano soggetti….(???)
Ma sono tutte operazioni che essendo troppo semplici dubito possano essere intraprese: molto piu’ comodo aumentare di qualche punto l’IRPEF o sfogarsi cin il prezzo dei carburanti piuttosto che aumentare qualche tassa poco evidente… comunque il tutto molto piu’ facile e agevole rivolgendosi alle categorie dei “soliti nesci” che spingono il carretto in Italia e che producono un gettito all’erario 10 VOLTE SUPERIORE A QUELLO DEI LAVORATORI AUTONOMI/PROFESISONISTI/AZIENDE. …Naturalmente sto parlando dei soliti “nesci” che sono DIPENDENTI E PENSIONATI E COLORO CHE HANNO QUALCHE COSA AL SOLE DA POTER TASSARE.

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rocch ha detto..
il 25 giugno 2011 alle 18:50

…diciamo che il modo in cui sono gestite le spiagge, rapporto prezzo servizi, sono un notevole ostacolo al turismo ligure…

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freeholly9 ha detto..
il 26 giugno 2011 alle 03:46

a me andrebbe bene anche se questi signori pagassero le tasse dalla prima all’ultima.poi alla fin dei conti chi piange miseria non è mai il padrone…tutti quelli che commentano (me compreso) se fossero padroni di uno stabilimento sarebbero dall’altra parte della sponda.
Non facciamo gli ipocriti,perchè rovinare delle persone che vivono su questo lavoro?
Se fossimo noi al posto loro?
Poi che debbano pagare le tasse sino all’utlimo centesimo e che non debbano essere concesse altre licenze e controllato SERIAMENTE il settore è fuori da ogni dubbio…

Però appunto….Bandito,Hitech….per esempio..non so quanti anni abbiate….ma se foste minori di 27 anni…e voleste accedere ad un finanziamento agevolato per la creazione di una nuova impresa…compraste uno stabilimento…come ragionereste?sempre così?ne dubito..

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freeholly9 ha detto..
il 26 giugno 2011 alle 03:51

ps
il succo del discorso era che il disonesto può esser persino il prete che si intasca le offerte…
per esempio una soluzione potrebbe essere la revoca definitiva e senza appello della licenza alla prima evasione fiscale riscontrata..per esempio…oppure l’obbligo di dichiarare l’affitto della cabina nei 4 mesi estivi esattamente come se fosse un appartamento (con gran gioia dei commercialisti) in modo tale da impedire l’evasione…

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hi-tech ha detto..
il 28 giugno 2011 alle 14:03

Freeholly@ io ti rispondo per me: troppo semplice ridurre il tutto ad una facile illazione di opportunità..! Qui non c’è nè opportunità, nè invidia e tantomeno ipocrisia.
Qui si parla solo di LEGALITA’.
Quella legalità di tipo fiscale che i lavoratori onesti contribuenti invocano per ovvii motivi di parità di trattamento. Le critiche al sistema toccano anche altri aspetti che sono quelli su cui dovrebbero poggiare tutti i presupposti dell’imprenditoria liberistica. A partire dal metodo di assegnazione delle concessioni per arrivare alla capacità contributiva di queste attività. Il tutto attraversa alcuni diritti fondamentali dei cittadini che sono quelli alla libera disponibilità del suolo demaniale destinato come PUBBLICO. Non mi pare che tu ed io striamo dicendo cose diverse..!!!! Questa faccenda delle concessioni demaniali ha lasciato scoprire poco a poco una situazione che definire scandalosa è ancora un eufemismo!!!! Come ti pare ammissibile che un imprenditore il quale dovrebbe camminare con le proprie gambe possa godere di privilegi di questo tipo? Gli altri imprenditori secondo te sono classificabili di serie B, solo perchè non godono delle “peculiarità” della categoria dei balneari? Solo il fatto stesso che utilizzano un suolo demaniale per condurre un attività imprenditoriale non ti pare abbastanza, sispetto a chi per avviare un impresa deve affittare un capannone o locali commerciali ai prezzi di mercato…che sono ben diversi dai 0.98€/m2/anno del canone demaniale..???!!!!!! Quali sono le garanzie di un esercente che ha una locazione dell’immobile di azienda , circa la certezza di poter vedersi rinnovato il contratto di affitto per 90 anni (come fu la prima stesura del decreto sviluppo)????
A tutte le richieste incredibilmente sfrontate dei balneari viene posta “a corredo” l’asserzione degli investimenti sostenuti, che quando dovranno essere dimostrati in maniera analitica vorrei proprio vedere come si riuscirà a dimostrarli….
Quindi, non stiamo a fare retorica su queste cose: è solo una questione di equità, che in questo caso afferisce a diversi settori. Null’altro.

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Zio Jo ha detto..
il 28 giugno 2011 alle 14:35

Qualsiasi contratto di affitto dura 6 anni + 6 al termine del quale il costo dell’affitto viene rinegoziato. Per quale motivo questi signori hanno in gestione un bene, che è anche mio, a prezzi scandalosamente bassi e con contratti che dovrebbero durare 90 anni?
Cosa fanno in più rispetto a un imprenditore “normale”?
Provate a chiedere chi ha un’attività fronte mare (non sul mare, ma di fronte. forse prima del mare c’è pure uno stabilimento balneare) quanto paga di affitto. Adeguiamo i loro canoni alle cifre di mercato delle altre attività e vedrete che nessuno avrà più niente da ridire.
Parliamo poi di investimenti? Perché, nei locali commerciali chi è che ci mette il capitale per risistemare/adeguare/abbellire e mettere a norma? I proprietari? Non penso proprio: ogni affittuario apre il portafoglio e provvede di suo, quindi non parliamo di investimenti!!

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hi-tech ha detto..
il 29 giugno 2011 alle 10:50

Se si persegue il modello del liberismno e si operano privatizzazioni e azioni di deregolamentazione per favorirlo, non pare plausibile che questa maniera di intendere l’economia possa contemplare una disparità di trattamento tra i soggetti economici imprenditoriali. Di questo di parla, oltre alla naturale degenerazione del sistema che ha permesso e permette pure una indiretta discendente disparità di trattamento fiscale.
Allora diciamolo: non stiamo perseguendo modelli liberistici ma liberal-socialisti.
Basta saperlo…che non sdiamo tutti uguali davanti allo Stato …così ce ne facciamo una ragione!

” mi spiace, purtroppo lei è un dipendente e non può godere dei privilegi di casta! ..sarà per la prossima volta. Intnatosi accomodi ala cassa per pagare.. ..Avanti un altro: lei? …imprenditore balneare ? Bene da quest aparte, prego!…Avanti un altro. Lei? commericante o artigiano ..? no no! lei invece da questa parte, intanto prepari il libretto delgi assegni! Lei?…pensionato? purtroppo non ha alcun privilegio, è già tanto se le diamo l’ìobolo della pensione. COme dice?…non arriva a fine mese?…non ci possiamo fare niente!…Avanti un altro!!”

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