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Sinistra Ecologia Liberta Savona: “La partita è riaperta, cambia il vento”

In questa fase politica, sociale e culturale Sinistra Ecologia Libertà ha partecipato alla riapertura della partita, coglie il cambiamento del vento e continua il cammino di costruzione  di  un partito aperto e in movimento.

Lo straordinario successo conseguito dai referendum contro la privatizzazione dell’acqua, la ripresa del programma nucleare e il legittimo impedimento segnano uno spartiacque nella storia politica del nostro paese, come già in passato accade con altre consultazioni referendarie “epocali”, come quella per il divorzio nel 1974 o per la modifica del sistema elettorale nel 1992.

È il successo di una lunga accumulazione di “forze democratiche” che si sono affacciate nello spazio pubblico italiano. Il risultato del referendum indica, inoltre, che il lavoro importantissimo dei comitati civici, delle associazioni, delle forze politiche che da subito hanno  veicolato con strumenti poveri e soprattutto attraverso la rete informatica, sia riuscito prima a raccogliere un numero impressionante di firme a sostegno dei referendum e poi a mutare il senso comune che si era imposto nel corso degli ultimi anni.

La straordinaria partecipazione, dopo un quindicennio di mancati quorum, e la valanga di Si ai quesiti proposti ci consegna un dato sul quale tutti dovranno riflettere: questi referendum rappresentano un generale processo di critica al berlusconismo ed alle retoriche predicazioni, anche del centrosinista,che hanno fatto delle privatizzazioni il canone cui conformarsi per oltre vent’anni.

Oggi risulta assolutamente improcrastinabile fornire una risposta non ideologica alle domande di senso che emergono dalla società. Si è fatta imprescindibile la realizzazione di una nuova idea di ecologismo di sinistra, che sappia coniugare le domande di eguaglianza con quelle di sopravvivenza del pianeta e della specie umana.

Non meno importante è stato il risultato delle ultime amministrative. Si è trattato di un indiscutibile successo delle forze del centrosinistra, che hanno aumentato il numero di sindaci e presidenti di provincia rispetto alle competizioni precedenti.

Molte di queste vittorie sono state definite “anomale”, ma questa definizione vale solo per chi ha ritenuto in questi anni che la normalità fosse la liturgia separata dei partiti nel proporre le proprie decisioni a cittadini passivi. È vero, invece, che molte di queste vittorie sono maturate in un contesto di allargamento e coinvolgimento democratico delle cittadine e dei cittadini. Sinistra ecologia libertà può senza dubbio essere soddisfatta dei risultati ottenuti, confermandosi seconda forza del centrosinistra italiano.

Avevamo scommesso sui processi di partecipazione attiva per “riaprire la partita” ed ora la partita si è davvero riaperta. Ciò che dicemmo all’atto del primo congresso del nostro partito venne considerato da molti alla stregua di un velleitario progetto teso ad affermare una vocazione alla partecipazione solo per sostenere la candidatura di Nichi Vendola alle primarie. Oggi, trova invece conferma una strategia più complessiva che ha sempre scelto di puntare su quell’Italia “migliore” che non aveva né voce né rappresentanza politica, in particolare individuando in una generazione nuova, la generazione P, quella della precarietà, il più potente fattore di trasformazione possibile nella società.

Non siamo gli unici vincitori, per fortuna molti altri soggetti sociali e politici sono stati protagonisti di queste vittorie, ma siamo il partito politico che con più nettezza fa proprie le domande di cambiamento che si sono prodotte nel nostro paese. A cominciare dalla democrazia che non è per noi una petizione di principio, un buon metodo da adottare in tempi non stretti dall’emergenza ma che sarebbe stata un contenuto del cambiamento, una necessità storica di fronte alla crisi e all’afasia della politica. Lo avevamo detto questo e avevamo visto bene. Sta a noi, oggi più di ieri, contribuire a proseguire e perseguire il cambiamento profondo che sta determinandosi nella società italiana. Potremmo dire che il “sistema” non funziona più e che la voragine che si è spalancata di fronte a noi necessita di una nuova capacità di ricostruzione di un discorso pubblico, di una nuova narrazione del reale. È necessario cimentarsi a questo livello per non ricadere in una forma assai pericolosa, già sperimentata nel 1994 con Silvio Berlusconi, di una antipolitica al servizio della rivoluzione passiva dei blocchi sociali ed economici già al potere da decenni.

In Italia, sono aperte le ferite di una gigantesca questione morale e sociale. È indispensabile avviare immediatamente il progetto politico che dia risposte alla crisi in atto. Non si tratta di proporre semplicemente delle “alternative”, visto che allo sfascio le alternative sono molteplici e contraddittorie tra di loro, ma di ricostruire una lettura della società e una proposta di rifondazione democratica basata sui principi costituzionali e sul coinvolgimento dei cittadini nelle scelte politiche per il futuro.

Sinistra ecologia libertà può e deve portare il suo originale contributo al cambiamento, senza avere i vecchi vezzi e vizi dei partiti. Abbiamo voluto riaprire la partita e perciò pensiamo sia fuorviante e sbagliato rinchiudersi di nuovo nei recinti delle distinzioni tra radicali e riformisti. È sicuramente necessario associare molte e molti, dalle forme associate agli strumenti di partecipazione attiva dei singoli, al fine di elaborare delle proposte che, se non coincidenti dentro la coalizione, possano essere decise in ultima istanza da consultazioni di cittadini e cittadine. Sono assolutamente necessarie primarie aperte, che indichino il programma e la leadership della coalizione che si candida a governare il paese. Proponiamo a tutte le forze politiche del centrosinistra e alle forze sociali e di movimento di dare vita ad un “cantiere per un nuovo progetto di paese”, articolato per temi e per territori. Il nostro obiettivo è quello di riconoscere che la mobilitazione molecolare di tanti soggetti sia la principale risorsa programmatica e progettuale per l’alternativa.

Possiamo dirci soddisfatti di questi mesi che ci separano dal nostro primo congresso. A questo punto abbiamo bisogno di far cominciare germogliare quanto abbiamo seminato nel corso della nostra breve esperienza. Siamo ancora convinti che il nostro partito possa essere la forza più aperta e più disponibile ad indicare i limiti e gli errori delle tradizionali forme partito. Per noi si è sempre trattato di riaprire la partita, prima ancora che di riaprire un partito. Tutti i limiti che abbiamo incontrato nel corso di questi mesi, va detto con onestà, dovranno essere frutto della nostra analisi critica e costruttiva.

Il processo di apertura va vissuto fino in fondo e senza reticenze da piccolo partito. Nel nostro congresso abbiamo scelto unanimemente di investire nel Big bang della politica italiana, che non si riduce all’attesa di cosa accadrà nel Pd, ma che investe, e sta già investendo, tutti gli attori della nostra scena politica. Soprattutto perché dovremo sempre di più essere capaci di parlare ad un elettorato di centrosinistra che molto spesso è fluido nell’appartenenza ai partiti per così come sono ora.

Non possiamo attenuare la nostra carica innovativa e anche le nostre relazioni dentro il processo di ricostruzione del centrosinistra necessitano di una novità che ci faccia essere diversi tanto dall’esperienza dell’Ulivo quanto da quella dell’Unione. Perciò Sinistra ecologia libertà dobbiamo costruirla come un vettore della trasformazione, una soggettività organizzata, un partito al servizio del cambiamento.

C’è bisogno di Sinistra ecologia libertà come soggetto organizzato e flessibile, aperto ed inclusivo, proprio perché il compito di ricostruire il centrosinistra e di ripensare alla sinistra è molto più ambizioso di una conferma stanca di ciò che la sinistra è stata. È necessario porsi domande di senso sul ruolo e la funzione dei partiti politici.

Si pone il tema di quale rappresentanza dare alla partecipazione di tanti, che potremmo definire molecolare, in questa fase. I partiti, da tempo, non sono più esaustivi nelle risposte da dare alle domande che emergono nella società. Il nostro obiettivo non può che essere ricomporre la frattura tra società e politica. Per fare ciò è necessario un reinsediamento fatto di nuovi circoli, di nuovi tesserati e anche di presenze nelle istituzioni. Ma tutto ciò non basta e noi non dobbiamo avere paura di essere cambiati in questo cammino. Le nostre piccole certezze devono far posto al magma della sperimentazione, la nostra carica vitale si deve far attraversare dalle “moltitudini” che si stanno ribellando all’ordine costituito. Abbiamo ancora molta strada da fare, con tanti e tante diversi da noi. Rimettiamoci in movimento, insieme al mondo che cambia.

Nicola Isetta
Coordinatore Provinciale SEL Savona

Commenti

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  1. Scritto da protesta

    Si può dire tutto ed il contrario di tutto,ma anche io vedo nuovo entusiasmo,soprattutto da parte dei giovani…

  2. Scritto da Semina

    Allora….
    Sul primo contest sorvolo…..indagini a parte……
    Sul secondo……beh posso farti un esempio veloce veloce e di facile comprensione……La Lega in quanto partito xenofobo e razzista è anticostituzionale Sel no ….
    Saluti.

  3. Scritto da Aurelio Bianchi

    E se al posto di Gianni Letta ci mettiamo D’Alema, e al posto della Lega ci mettiamo Sel, noi cosa ci guadagniamo?

    Cambiano i lottizzatori, ma la fame di potere è sempre la stessa.