Scarichi: l’autorizzazione vale quattro anni
Articoli correlati
- Regione, servizio civile: quattro progetti per il savonese, sì al programma 2011-2013
- Melgrati: “Burlando non mantiene le promesse in materia di legge regionale sugli alberghi”
- Terrorismo: dalla Regione appello a Obama per quattro cubani
- Regione, quattro mln di euro per 35 corsi di formazione professionale
- Tpl, audizione dei sindacati in Regione. Scibilia (Pd): “Avviato percorso costruttivo”
- Scuola, Scialfa (Idv): “Scontiamo 40 anni di disattenzione”
Regione. Questa mattina, in Consiglio regionale, all’unanimità è stata approvata la proposta di legge (di iniziativa dei consiglieri Cavarra, Benzi, Capurro, Chiesa, Limoncini, Miceli, Rossi, Scialfa, Siri, Garibaldi, Rixi) sulla “Modifica alla legge regionale 21 giugno 1999, n. 18 (Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di ambiente, di difesa del suolo ed energia)” e successive modificazioni ed integrazioni.
In base alla legge, le autorizzazioni agli scarichi domestici e assimilati, non recapitanti in pubblica fognatura sono valide per quattro anni dal momento del rilascio e, qualora ne sussistano gli stessi presupposti e requisiti, si intendono tacitamente rinnovate di quattro anni in quattro anni. La legge inoltre semplifica notevolmente le procedure per Comuni e Arpal.
La questione riguarda migliaia di famiglie nonché altrettante attività produttive che, ad oggi, sono chiamate ad una serie di adempimenti per l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue non collegate alle fognature. Si tratta di attività produttive come stabilimenti balneari, bar, panetterie, palestre, ristoranti el cui acque reflue sono assimilate a quelle domestiche e quindi potranno beneficiare del tacito rinnovo evitando la complessa procedura oggi in vigore che comporta fra l’altro il coinvolgimento di un tecnico, la presentazione di istanze.


Ogni tanto, forse per sbaglio, ne fanno una giusta.