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Savona, incontro sui referendum: “4 sì per i diritti di tutti”

Savona. Questa sera (giovedì 9 giugno) alle ore 20,30 presso la Società di mutuo soccorso “24 Aprile” in Via Verdi 14 r a Savona incontro sui referendum “4 sì per i diritti di tutti – La grande sfida per acqua pubblica e no al nucleare”.

Intervengono: Alberto Dressino, coordinatore provinciale “2 sì per l’acqua pubblica”; Carlo Vasconi del Comitato no al nucleare – Federazione Verdi; Giannantonio Chiavelli, avvocato; Anselmo Simone coordinatore provinciale PCL Savona.

Commenti

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  1. sampei29
    Scritto da sampei29

    lui la plume, mi sa che hai sbagliato un pò i conti!
    il 5% dei votanti ha detto no
    quindi circa il 2,5% degli aventi diritto (più correttamente il 5% del 55%)

    rasserenati, anche solo con i SI i referendum sarebbero stati comunque validi!

  2. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Lui: hai colto nel segno e sono contento che la tua rassegnata sfiducia verso il raggiungimento del quorum non si sia verificata.
    Purtroppo, l’attualse sistema di consultazione referendaria non è il massimjo della democrazia. Chi da PARASSITA è stato a casa ha avuto modo di esprimere ugualmente il proprio NO, SPECULANDO. Se la quota di votanti del 5% che ha espresso il no (che oi stimo e rispetto molto) avesse seguito anch’essa l’ignobile suggerimento di restare a casa avrebbero mandato tutto a monte. Bisogna che dopo la LIBERAZIONE diamo una regolata ai sistemi.
    Invece, i pesi e contrappesi Istituzionali hanno funzionato benissimo e le contromisure hanno potuto parare il colpo basso del decretuzzo.
    Molto bene.

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Soddisfatissimo del risultato elettorale ….
    mi trovo purtroppo a dover constatare che ….
    .
    i quattro referendum sono passati esclusivamente grazie ai “no” ….
    .
    solo grazie a loro (poco piu’ del 5%) il quorum e’ stato superato … nei referendum su nucleare e legittimo impedimento …. senza questa provvidenziale partecipazione ci si sarebbe assestati sotto il 50%.
    .
    Grazie ….

  4. Scritto da Resist

    Scorie micidiali..terremoti…terrorismo…vogliamo ancora litigare su questi temi???
    Abbiamo finalmente voltato pagina,adesso ragioniamo su:
    -togliere gli incentivi ai petrolieri e dirottarli sulle fonti alternative,
    -risparmio ed eliminazione di tutti gli sprechi (quanti uffici pubblici e privati,comuni,scuole ,ospedali, con impianti di riscaldamento o condizionamento attivi e finestre aperte),
    -dare lavoro al settore edile con ristrutturazioni mirate all’isolamento termico,
    -prendere sul serio le proposte del Nobel Carlo Rubbia,
    -rendere accessibili economicamente tutti i tipi di pannelli fotovoltaici mimetizzabili,
    chi ha altre idee, vada avanti…..

  5. Scritto da Socrate

    Gli italiani hanno deciso e anche abbastanza chiaramente, ma rileggendo questi commenti sono rimasto un po’ amareggiato da due cose: la prima è che qui, sempre più spesso, anzichè citare fatti o fonti ci si insulta o quantomeno si cerca di sminuire quello che non la pensa come noi.
    La seconda è come, nonostante siano disponibili dati e fonti, qualcuno continui (o perchè le crede o perchè ne ha convenienza non lo so) a raccontare emerite panzane.
    Sul sito di TERNA che non è un’associaizone ambientalista, ma il gestore della rete elettrica, ci sono dei dati che dicono in estrema sintesi che produciamo quasi il doppio dell’energia che consumiamo (ma davveroooooo????) e che importiamo dalla Francia meno del 5% di enrgia prodotta con il nucleare (così poooocaaaa????) perchè ce la vendono abbondantemente sottocosto piuttosto di non sprecarla (per quello che costa pocooo…..), sennò i loro impianti non sarebbero nemmeno minimamente convenienti (ma daiiiii!!!!).

    Ma pensa un po’… in poche pagine lette dal sito di un’azienda obbligata a pubblicare i dati per legge si scopre quante balle si raccontano in giro.

    Chi si chiede come faremo senza nucleare fra trent’anni, è bene che sappia che l’uranio non è una fonte rinnovabile e si prevede che sarà finito giusto fra una trentina d’anni, per cui credo sia inutile costruire una centrale che funzionerà fra vent’anni se va bene per farla funionare dieci… meglio impiegare i soldi per rendere, ad esempio, le famiglie parzialmente autonome tramite pannelli solari, tegole fotovoltaiche ecc.
    Ma mi rendo conto che la ricchezza diffusa non è l’obiettivo di molti e qualcuno preferisce credere alle panzane nucleari.
    Saluti!