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Articolo n° 167052 del 09/06/2011 - 09:05

Savona, incontro sui referendum: “4 sì per i diritti di tutti”

acqua referendum

Savona. Questa sera (giovedì 9 giugno) alle ore 20,30 presso la Società di mutuo soccorso “24 Aprile” in Via Verdi 14 r a Savona incontro sui referendum “4 sì per i diritti di tutti – La grande sfida per acqua pubblica e no al nucleare”.

Intervengono: Alberto Dressino, coordinatore provinciale “2 sì per l’acqua pubblica”; Carlo Vasconi del Comitato no al nucleare – Federazione Verdi; Giannantonio Chiavelli, avvocato; Anselmo Simone coordinatore provinciale PCL Savona.

Redazione

15 commenti a “Savona, incontro sui referendum: “4 sì per i diritti di tutti””
hi-tech ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 12:46

…Avete invitato anche gli scienziatoni di “fare ambiente”?:-)

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Resist ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 13:38

Cosa si può dire ancora?….ANDIAMO TUTTI A VOTARE… sull’esempio di Napolitano.

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folgore ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 14:52

@hi-tech
strano come mai non hanno invitato te visto che hai sempre idee così innovative e sei a tal punto superiore da schernire sempre le capacità del prossimo? Gli ingegneri sono incapaci del libero arbitrio, Fermi era un cretino, la Hack non ne parliamo, quelli di fare mabiente sono “scienziatoni”….ma non vedo il tuo nome quale esperto di ambiente fonti energetiche alternative come mai?Vai a protestare perchè ci sarà sicuramente un errore!
@resist
chiedo una cortesia per ignoranza mia visto che sei più sul pezzo di me mi spieghi in cosa consiste la legge sull’acqua e cosa prevede?perchè per quello e il legittimo impedimento sarei intenzionato ad andare a votare.Grazie

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hi-tech ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 15:49

Lo credo bene… AH AH AHAHAHA!!!!!! ….nemmeno io ho ancora letto le tue pubblicazioni scientifiche ! e neanche ti ho ancora visto in TV come esperto di nucleare..a tener spalla ai vari scienziati di regime per convincere le masse!
…ti fanno lavorare in incognito o le tue scoperte sono così importati da costituire motivo di segreto industriale ?
—————
Secondo la tua distorta, delirante ed èlitaria visione del mondo, si puo’ parlare di qualcosa solo se si è “addetti ai lavori”… in quel caso,… tu… sei certo che potresti averne diritto..?
:-) MAH.

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folgore ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 16:30

@hi-tech
e nemmeno le leggerai, perchè non sta a me insegnartelo in quanto tu sei onniscente le pubblicazioni le fanno i ricercatori i fisici i matematici, cioè coloro che studiano la teoria su piccola scala a noi tocca sviluppo su larga scala, altrimenti ci chiameremmo tutti ricercatori non credi? Non vedo perchè dovrei andare in TV e non ho mai detto che devo partecipare a niente, però non ho nemmeno dato dello “scienziatone” a chi esprime apreri tecnici diversi dai miei.Magari lo do a chi esprime pareri di propaganda populista come quelli del PCL che giravan per finale su di un ape gridando no al nucleare(manco in Don Camillo si vedevan cose così banali)!Da ultimo un conto è poter parlare delle cose un conto è farlo seriamente, non conosco il referendum dell’acqua chiedo e non ne parlo, invece vedo che molti non conoscono il nucleare non ne chiedono e ne parlano a vanvera!

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Bandito ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 16:56

Resto convinto che tra qualche decennio, a meno che non vengano scoperte nuove tecnologie, non si potrà fare a meno dell’energia nucleare, e allora noi cosa faremo? Staremo a guardare i popoli ricchi mentre faremo la fame? Emigreremo sui barconi verso i paesi avanzati, sperando che ci diano vitto, alloggio e 35 euro al giorno? Spero tanto di non arrivare a vedere i frutti della nostra stupidità.

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hi-tech ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 17:51

-Sull’acqua: leggiti l’articolo 23bis della Legge 133/2008, con cura. Poi, telefona agli abitanti di Latina e chiedi loro come si trovano con l’acquedotto privato (uno a caso ma potresti telefonare in tutta Italia…se vuoi ti faccio un elenco di situazioni ormai insostenibili…)
-Sul legittimo impedimento: leggiti l’Art. 3 della Costituzione (se ti piace ancora)
-Sulle tariffe dell’acqua: chiedi a chi conosci il costo a m3 e raffrontalo tra le gestioni pubbliche e quelle private.
-Sul nucleare: sai già tutto e sei convinto, quindi non posso certo indurti a votare SI… Ti invito comunque a farti un giretto a Cernobyl e Fukushima… e parlare con qualche tuo “collega”… (quelli ancora vivi)
——————
Mai nemmeno pensato di essere onniscente. Forse un po’ multidisciplinare si ma nessuna presunzione di nessun tipo.
Io non so se la tua frase “a noi tocca lo sviluppo su grande scala” stia a significare o volesse lasciar intendere altro ma ti posso dire che quando definivo “scienzatoni” i sodali filo-governativi di “Fare Ambiente” mi riferivo ai politici camuffati da ambientalisti… come anche i sassi ormai sanno! In tale accezione, evidentemente, l’aggettivo “scienzatone” assume un significato iperbolicamente ironico e teso a rappresentare un parruccone che si spaccia per scienzato o che fa calar dal cielo verità assiomatiche, nell’illusione che la gente se le beva…:-)

Mai definito in senso dispregiativo “scienzatone” un esperto che non sia stato convincente o che dicesse cose in cu non ho creduto. Non mi permetterei mai di farlo.
MI permetto, quindi di non definire “scienzatone” chi non è titolato e non è riconosciouto come “scienzato”. Altra cosa sono i giornalisti divulgatori scientifici.
Spero di non dover faticare sempre così a ri-definire ogni termine che no ti va a genio…:-)
Quasi sempre: “chi meno sa più crede di sapere e chi piu’ sa, più sa si non sapere!”
Ciao…

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Paolo ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 17:52

Tutti abbiamo paura delle centrali nucleari ma la maggior parte della corrente che utilizziamo in Italia arriva dal nucleare francese, compreso la corrente che serve a far funzionare il nostro idroelettrico (perchè di notte grazie al nucleare francese l’acqua viene ripompata nei bacini che di giorno alimentano l’idroelettrico).
Se non vogliamo il nucleare dobbiamo anche smettere di importare quello degli altri, oppure continuiamo pure a farlo ma ufficializziamo di essere ipocriti.

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folgore ha detto..
il 9 giugno 2011 alle 21:53

@Paolo
concordo con te se si vuole preservare l’ambiente come si dice e non lo si fa per meri scopi politici mascherati da ambientalismo (cosa di cui non sono convinto ma CERTO) e si è contro il nucleare perchè dannoso e pericoloso si rifiuta di usare la corrente importata dall’estero, si cambia gestore in quanto Enel possiede tramite la controllata Slovenske Elektrarne 2 centrali nucleari in Slovacchia e punta ad ampliare la flotta, e non ci si trincera dietro “e ma questa cosa è impossibile da attuare”! Ci tieni all’ambiente, lo fai per la natura non usare più corrente elettrica prodotta con carbone, gas e nucleare.
Vuoi rinunciare a queste fonti non incentivandole più?Benissimo ti fai il fotovoltaico e se non è economico affari tuoi, non che te lo devo pagare io!

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hi-tech ha detto..
il 14 giugno 2011 alle 10:03

FATEVENE UNA RAGIONE: IL POPOLO SOVRANO HA DECISO COSI’.
:-)

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Socrate ha detto..
il 14 giugno 2011 alle 11:18

Gli italiani hanno deciso e anche abbastanza chiaramente, ma rileggendo questi commenti sono rimasto un po’ amareggiato da due cose: la prima è che qui, sempre più spesso, anzichè citare fatti o fonti ci si insulta o quantomeno si cerca di sminuire quello che non la pensa come noi.
La seconda è come, nonostante siano disponibili dati e fonti, qualcuno continui (o perchè le crede o perchè ne ha convenienza non lo so) a raccontare emerite panzane.
Sul sito di TERNA che non è un’associaizone ambientalista, ma il gestore della rete elettrica, ci sono dei dati che dicono in estrema sintesi che produciamo quasi il doppio dell’energia che consumiamo (ma davveroooooo????) e che importiamo dalla Francia meno del 5% di enrgia prodotta con il nucleare (così poooocaaaa????) perchè ce la vendono abbondantemente sottocosto piuttosto di non sprecarla (per quello che costa pocooo…..), sennò i loro impianti non sarebbero nemmeno minimamente convenienti (ma daiiiii!!!!).

Ma pensa un po’… in poche pagine lette dal sito di un’azienda obbligata a pubblicare i dati per legge si scopre quante balle si raccontano in giro.

Chi si chiede come faremo senza nucleare fra trent’anni, è bene che sappia che l’uranio non è una fonte rinnovabile e si prevede che sarà finito giusto fra una trentina d’anni, per cui credo sia inutile costruire una centrale che funzionerà fra vent’anni se va bene per farla funionare dieci… meglio impiegare i soldi per rendere, ad esempio, le famiglie parzialmente autonome tramite pannelli solari, tegole fotovoltaiche ecc.
Ma mi rendo conto che la ricchezza diffusa non è l’obiettivo di molti e qualcuno preferisce credere alle panzane nucleari.
Saluti!

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Resist ha detto..
il 14 giugno 2011 alle 12:14

Scorie micidiali..terremoti…terrorismo…vogliamo ancora litigare su questi temi???
Abbiamo finalmente voltato pagina,adesso ragioniamo su:
-togliere gli incentivi ai petrolieri e dirottarli sulle fonti alternative,
-risparmio ed eliminazione di tutti gli sprechi (quanti uffici pubblici e privati,comuni,scuole ,ospedali, con impianti di riscaldamento o condizionamento attivi e finestre aperte),
-dare lavoro al settore edile con ristrutturazioni mirate all’isolamento termico,
-prendere sul serio le proposte del Nobel Carlo Rubbia,
-rendere accessibili economicamente tutti i tipi di pannelli fotovoltaici mimetizzabili,
chi ha altre idee, vada avanti…..

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lui la plume ha detto..
il 14 giugno 2011 alle 13:26

Soddisfatissimo del risultato elettorale ….
mi trovo purtroppo a dover constatare che ….
.
i quattro referendum sono passati esclusivamente grazie ai “no” ….
.
solo grazie a loro (poco piu’ del 5%) il quorum e’ stato superato … nei referendum su nucleare e legittimo impedimento …. senza questa provvidenziale partecipazione ci si sarebbe assestati sotto il 50%.
.
Grazie ….

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hi-tech ha detto..
il 14 giugno 2011 alle 14:09

Lui: hai colto nel segno e sono contento che la tua rassegnata sfiducia verso il raggiungimento del quorum non si sia verificata.
Purtroppo, l’attualse sistema di consultazione referendaria non è il massimjo della democrazia. Chi da PARASSITA è stato a casa ha avuto modo di esprimere ugualmente il proprio NO, SPECULANDO. Se la quota di votanti del 5% che ha espresso il no (che oi stimo e rispetto molto) avesse seguito anch’essa l’ignobile suggerimento di restare a casa avrebbero mandato tutto a monte. Bisogna che dopo la LIBERAZIONE diamo una regolata ai sistemi.
Invece, i pesi e contrappesi Istituzionali hanno funzionato benissimo e le contromisure hanno potuto parare il colpo basso del decretuzzo.
Molto bene.

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sampei29 ha detto..
il 14 giugno 2011 alle 14:33

lui la plume, mi sa che hai sbagliato un pò i conti!
il 5% dei votanti ha detto no
quindi circa il 2,5% degli aventi diritto (più correttamente il 5% del 55%)

rasserenati, anche solo con i SI i referendum sarebbero stati comunque validi!

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