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Savona, corsi serali ancora nel mirino dei tagli: prof e studenti sul piede di guerra

Savona. Per l’ennesima volta, nonostante i risultati ed i numeri positivi raggiunti in questi anni, i corsi serali di Savona vengono messi in discussione. Come già successo in passato docenti e studenti si sono subito messi in movimento per protestare e hanno scritto una lettera indirizzata, oltre che ai media locali, anche a: Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca, ufficio Scolastico Regionale, Ufficio Scolastico Provinciale, segreterie provinciali dei Sindacati della Scuola, al Presidente della Provincia di Savona, all’assessore regionale all’Istruzione.

“Scriviamo una lettera – si legge nella missiva – aperta ai Funzionari e Dirigenti dell’Amministrazione Scolastica sia locale che nazionale. E la scriviamo a quattro mani, precisamente le mani dei docenti delle classi della Rete dei Corsi Serali di Savona, e le mani ‘callose’ degli studenti-lavoratori. Se da decenni oramai si parla della necessità, per un Paese che ha cura di se stesso e del proprio futuro, di migliorare il livello di istruzione per favorire il lavoro sul mercato europeo, se molti lavoratori in mobilità o giovani senza percorso scolastico cercano, con sacrificio, di approfondire nuovamente le loro conoscenze per metterle a frutto nella società di oggi e di domani, significa che probabilmente si pensa che ciò dovrebbe costituire un momento di soddisfazione per lo Stato che consegue i suoi obiettivi”.

“Anche una recente delibera regionale (1 giugno 2011) sul piano dell’Istruzione e Formazione afferma che primo principio della strategia della Regione in materia di
Istruzione è rappresentata dall’ ‘assecondare le scelte dell’utenza per favorire con efficacia il diritto allo studio e lungo tutto l’arco della vita’. Eppure ciò ci sembra grandemente disatteso a livello locale sia in ordine alle indicazioni europee che nazionali che regionali. Ci si riferisce infatti – si legge ancora nella lettera -, alla luce delle precedenti considerazioni, agli ingiustificati tagli alle classi dei corsi serali istituite per soddisfare primariamente esigenze sociali e volte ad una utenza particolarmente disagiata. Pertanto e a seguito di questa scarsa attenzione per la scuola, appare oggi improbabile il permanere dell’esperienza importante del Polo Serale delle Scuole Secondarie Superiori di Savona, in quanto sono venuti meno i requisiti per il suo funzionamento”.

“Se nel corrente anno scolastico sono iscritti al polo oltre 180 studenti, suddivisi tra i corsi di Geometra, Perito Industriale, Ragioniere e Tecnico Aziendale, e se tale utenza come si evidenzia nei grafici che abbiamo prodotto presenta un netto incremento negli ultimi anni scolastici e sia caratterizzata da una frequenza media del 65% particolarmente più elevata all’inizio della settimana per le positive ricadute del riposo dal lavoro e dalle lezioni del sabato e della domenica pur risultando comprensibilmente più bassa nei giorni a metà settimana, significa che un numero importante di lavoratori di sera va a scuola al Polo di via Alla Rocca” prosegue la lettera.

“Non considerare questa realtà e sfregiarla con tagli inopportuni e, a nostro parere, evitabili se segnalata opportunamente anche al Ministero la ragione della necessità di mantenere le classi e quindi un servizio, ci appare veramente sorprendente e certo poco in linea con un servizio primario che lo Stato eroga ai suoi cittadini e che lo qualifica sotto tutti i punti di vista” concludono gli Insegnanti e gli Allievi del Polo Serale delle Scuole Secondarie Superiori.

I responsabili dei corsi serali ci tengono anche a precisare che “con la costituzione della Rete delle scuola serali di Savona si è ottenuto: l’interruzione del trend negativo dell’istruzione serale; il mantenimento dell’offerta formativa; la ricostituzione di corsi completi in ogni indirizzo; l’ottimizzazione delle risorse”.

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