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Savona, i Cattivi Maestri in scena al Museo Archeologico

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Savona. Tutto pronto al Priamar per l’appuntamento con la rassegna “Il museo si fa teatro”, promossa con il patrocinio del Comune di Savona dal Museo Archeologico di Savona e dalla compagnia teatrale Cattivi Maestri, che si terrà mercoledì, alle ore 21, nella cornice della necropoli bizantina del Museo. In un’unica serata verranno riproposti al pubblico due dei tre spettacoli messi in scena dai Cattivi Maestri durante l’inverno al Museo Archeologico.

Il primo atto della rappresentazione sarà tratto dal testo latino “Le troiane” di Sceneca, mentre il secondo atto sarà tratto da “La città morta” di Gabriele D’Annunzio. Due opere lontane nel tempo e nello spazio ma legate dal tema della morte. Un’occasione importante per conoscere la necropoli bizantina (IV-VII sec. d.C.) sul Priamar, il più antico cimitero di Savona, e scoprire i segreti della storia di Savona antica.

“Invitati come Cattivi Maestri dal Museo Archeologico a effettuare brevi rappresentazioni nella necropoli al Priamar, abbiamo pensato di proporre al pubblico una serata con due frammenti ricavati da importanti, celebri ma non frequentatissime opere teatrali che si ambientano appunto fra antiche tombe, dando quindi rilievo non solo di sfondo, ma anche drammaturgico, allo spazio scenico” spiegano i Cattivi Maestri.

“La prima parte è occupata dall’episodio di Andromaca e Ulisse nelle Troiane di Lucio Anneo Seneca: tra le rovine della città di Troia, distrutta dalla guerra, la donna, vedova dell’eroe Ettore, nasconde in un sepolcreto il figlio Astianatte, per salvarlo dalla furia dei vincitori greci. Ma Ulisse, subdolo campione della sopraffazione, riesce con l’astuzia a individuare il rifugio del bambino: una scena di grande tensione (quasi un dramma per conto proprio), ove si fronteggiano lo strazio di una madre che sprofonda gradualmente nella follia e la perversa intelligenza di un militare al limite del sadismo, presentato però, con intuizione geniale, sfruttando mezzi stilistici e scenici dell’antica comicità latina. Seneca, vero fondatore del teatro moderno, maestro inarrivabile di analisi psicologica, centra qui uno dei suoi momenti espressivi più alti e terribili, senza bisogno di ricorrere al repertorio di sanguinose efferatezze che spesso contraddistinguono il suo teatro” aggiungono dalla compagnia teatrale.

“La città morta di Gabriele D’Annunzio, una delle sue tragedie più efficaci anche per il gusto di oggi, scritta per Eleonora Duse ma interpretata alla prima (1898) da Sarah Bernhardt, con un “tradimento” che fece scalpore, non solo si svolge fra le tombe di una necropoli ellenica, ma mette direttamente in scena gli archeologi impegnati negli scavi. L’incontro con la civiltà antica, il riemergere di tensioni sopite al contatto con le voci del passato, le memorie degli studi classici, l’esplodere dei sensi sotto il sole abbacinante della campagna greca condurranno alla rottura finale dell’equilibrio tra i protagonisti, portando alla luce, insieme alle rovine dissepolte, la frustrazioni, i desideri e le colpe dei componenti la spedizione e delle loro famiglie. L’ombra dell’incesto si allunga sinistramente, sino allo scoppio finale di violenza contro l’innocente (ma pericolosa) Bianca Maria e all’improvviso ritorno – reale o metaforico – della vista alla cieca Anna. L’accostamento dei due brani consente di affrontare il grande tema della “fortuna del tragico”, il carsico riemergere degli archetipi del teatro greco antico a partire dalla cultura latina e fino a quella contemporanea” concludono i Cattivi Maestri.

La prenotazione è obbligatoria al numero 3463008339. L’ingresso costa 10 euro comprensivo di visita al Museo e spettacolo teatrale.

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