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Sanità, nomine direttori Asl e primari: le proposte dell’Idv

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Regione. La necessità di ribadire e rendere certo che criteri selettivi e meritocratici siano gli unici ed imprescindibili punti fermi da seguire nelle nomine sanitarie è un ovvio fine che ogni governo della “cosa pubblica” deve avere quale obiettivo centrale. Ciò in primis a tutela e garanzia di offrire con il servizio pubblico un elevato standard delle prestazioni sanitarie ai cittadini ed una altrettanto doverosa attenzione alla qualità dei medici ai livelli apicali della dirigenza medica che devono realmente essere il meglio da mettere in campo in un contesto di difficile esercizio, anche quando le scelte sono rigorose.

Da tempo esiste in ambito di nomine dei Direttori di Struttura Complessa una forte attenzione da parte dei mass media, spesso generante fenomeni di disillusione nella classe medica o la sensazione di assistere a casi di malasanità provocati da errate scelte del personale apicale della dirigenza medica; ciò impone agli organi nominati di perseguire quale obiettivo assoluto l’aver criteri di scelta ineccepibili che abbiano quale corollario un imprescindibile valore esclusivamente scientifico del medico nominato, sia per l’ovvio scopo della tutela della salute pubblica sia per il fatto di non ingenerare polemiche molto pericolose e lesive dell’immagine della classe medica ed amministrativa che ha determinato le nomine. La difficoltà ad operare in un terreno ed in un contesto decisamente a rischio per vari aspetti, impone sempre più la messa in opera del miglior sistema operativo che presiede all’importante dispositivo normativo, che deve essere il migliore possibile ed inattaccabile da ogni punto di vista, evitando che sia ingenerato alcun tipo di dubbio in proposito alla validità dei criteri utilizzati.

La Regione Liguria ha sicuramente operato nel tempo in tale direzione con opportune rivisitazioni delle norme in oggetto, ma un ulteriore salto di qualità si impone . La proposta di legge intende muovere nella direzione di dare ulteriore risalto agli aspetti di limpidezza nelle scelte avendo quale cardinale fulcro la competenza, la meritocrazia clinica e scientifica della classe medica, evitando ricadute negative e dubbi generati a qualunque livello.

Le nostre sostanziali modifiche, rispetto al pregresso impianto normativo, riguardano innanzitutto la certezza che le nomine non siano condizionabili a livello locale in quanto i due dirigenti (nominati nell’ambito della Commissione tecnica) della disciplina in oggetto debbono avere provenienza extraregionale e devono far parte di un albo regionale, anch’esso guidato esclusivamente da criteri di meritocrazia scientifica. La Commissione inoltre viene costituita dopo la scadenza dei termini per la scadenza delle domande .Lo scopo della proposta e’ quello di riportare nuovamente la centralita’ della scelta nell’ambito delle competenze della classe medica e di limitare lo strapotere attuale di scelta che ha creato ed accentrato tutte le potestualita’ nelle mani dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie. E’ ovvio che un tale sistema elimina anche ogni indebito tentativo di ingerenza della classe politica, venendo a configurare un sistema sanitario in cui la medicina non ha influenze ed interessi di alcun tipo tranne che l’esercizio della professione medica.

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