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Riviera Vado Basket tra speranza di promozione e l’incognita dei costi per il futuro

Vado Ligure. Il futuro della Tirreno Power Riviera Vado si deciderà nelle prossime 48 ore, o al massimo domenica sera. Dopo la vittoria nella gara di andata a Quiliano, la squadra vadese sarà impegnata domani in trasferta contro i Knights di Legnano: il match cruciale che potrebbe traghettare la società alla categoria superiore. In caso di sconfitta, invece, gli eventuali festeggiamenti saranno rimandati alla “bella” casalinga di domenica 5 giugno.

Al di là del dato sul campo, però, resta da capire se le vicende extrasportive possano essere o meno determinanti per le stagioni a venire della compagine vadese. Con il ciclone giudiziario che ha coinvolto il presidente Roberto Drocchi, che era il tycoon del foraggiamento promozionale della squadra, si aprono prospettive inedite.

Nell’auspicata ipotesi di promozione in serie A dilettanti (la terza serie del Basket in Italia dietro solo ad A1 e A2) la società dovrà affrontare costi di un campionato decisamente superiori a quelli dell’attuale serie. Nella pallacanestro ligure non ci sono altre realtà e sarebbe un ritorno nel grande basket per la nostra regione.

Per fare un esempio, il budget per il campionato appena concluso della AcegasAps Trieste è stato superiore a 1,2 milioni di euro; con questa cifra Trieste è riuscita a costruire una squadra in grado di fare un tranquillo campionato di metà classifica. Le uniche realtà sportive della nostra provincia con budget importanti sono la Carisa Rari Nantes, reduce da una grande stagione coronata con la coppa Len e il secondo posto in campionato contro la corazzata Pro Recco, e il Savona calcio che quest’anno è tornato a giocare tra i professionisti disputando il campionato di Seconda Divisione, la ex C2.

Queste due realtà hanno un budget annuo ampiamente superiore al milione di euro (il Savona calcio, secondo alcuni addetti ai lavori, molto vicino ai due). Il Riviera Vado Basket, come la Rari Nantes, può vantare un grande settore giovanile, ma per poter disputare un campionato, almeno da salvezza sicura, avrà bisgongo di una cifra vicina al milione di euro e difficilmente gli sponsor attuali sapranno garantire tale cifra.

Non bisogna dimenticare che l’assenza di un vero e proprio palazzetto è già di fatto un danno economico per la società, che in questi ultimi anni è stata costretta a giocare nel palazzetto di Quiliano, le cui dimensioni non sono certamente da serie A. Stessa cosa accadeva sino a pochi mesi fa per la pallanuoto, sino a quando finalmente la Carisa Savona non ha potuto inaugurare la tanto agognata piscina coperta.

Sicuramente non è da escludere l’ipotesi che, in caso di vittoria, il Riviera decida di vendere il titolo sportivo a qualche società e quindi di fare un passo indietro e ripartire da capo, visto che senza il vero “dominus” del fenomeno Riviera Vado sarà difficile per l’attuale società gestire economicamente e non solo una squadra in serie A.

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