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Regione, verso il riordino fondiario per il rilancio dell’agricoltura

Regione. La Regione Liguria comincia dal progetto comunitario europeo Marte +, presentato in mattinata a Genova dalla vice presidente e assessore all’Urbanistica Marylin Fusco e dall’assessore all’Agricoltura Giovanni Barbagallo, per avviare un percorso che favorisca lo sviluppo dell’economia rurale ai tempi della crisi economica.

Percorso non facile, per una regione come la Liguria, con appena il 10% di terre realmente coltivabili, un diffuso spezzettamento fondiario delle proprietà, lo stato di abbandono di molte aree. Con una dotazione complessiva di sei milioni di euro, di cui 1,400 milioni destinati alla Liguria, Marte+ (acronimo di Mare, ruralità e terra) è un importante sostegno dell’economia rurale, nel senso più ampio del termine, che comprende le attività produttive agricole, la pesca, l’acquacoltura e i servizi collegati a questi comparti, a cominciare dal volano economico del turismo e dell’innovazione.

Delle positive ricadute in Liguria che il progetto comunitario potrà avere se ne è parlato in un seminario promosso dalla Regione Liguria, assessorati alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica e Agricoltura, Floricoltura, Pesca e Acquacoltura all’ hotel Bristol di Genova con Province, Comuni, Parchi, le istituzioni del territorio per condividere e promuovere iniziative nel campo delle politiche rurali.

Per favorire la ricomposizione e il riordino fondiario l’assessore Barbagallo ha anticipato una serie di iniziative ancora in fase di studio per arrivare a un piano regionale di ricomposizione e miglioramento delle proprietà.

“Il lavoro che stiamo facendo – spiega Barbagallo – punta a far sì che aumenti la produzione per far conoscere i nostri prodotti che, pur di quantità ridotte, sono di grandissima qualità”.

Sulla stessa linea la vice presidente Marylin Fusco che considera Marte + “l’occasione per creare nuove strategie di  governance del territorio per mantenere, migliorare e recuperare tutte le attività agricole che rischiano il totale abbandono”.

Interventi a cominciare da quelli nelle aree più difficili del territorio ligure, le cosidette aree agricole “periurbane” alla periferia delle città, dove spesso l’agricoltura è praticata su terreni di risulta investiti dal decentramento metropolitano, con una conflittualità nella gestione degli spazi e scarsi strumenti di pianificazione.

Regione Liguria e le associazioni agricole di categoria presenti all’incontro sono convinti che l’agricoltura sia tra i punti fondanti della nuova economia ligure e che progetti come Marte+ possano fare da apripista per creare nuova occupazione giovanile.

In controtendenza con molti altri scenari produttivi, per i giovani che vogliono avvicinarsi all’agricoltura, anche in aree urbanizzate, come la collina di Prà, nel ponente cittadino, presidio del basilico genovese dop, non mancano gli aiuti comunitari.

“Il Psr, Programma di sviluppo rurale dell’Unione Europea 2007-2013 ha una misura prioritaria dedicata ai giovani agricoltori, con forti incentivi per aprire nuove aziende”, conferma Roberto Barichello, del Servizio alle imprese agricole della Regione Liguria.

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