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Regione: arriva Proterina-C contro gli incendi boschivi e i rischi idrogeologici

Regione. Si chiama Proterina-C, non si trova in farmacia, ma è pur sempre una medicina. O meglio, una vitamina che serve a migliorare le capacità di protezione dai rischi di incendi boschivi vicini all’area urbana e rischi idrogeologici dei territori da parte delle comunità locali.

Proterina-C è il nome di un progetto ad hoc del programma transfrontaliero marittimo Italia – Francia di cui la Regione Liguria è capofila.

Il progetto coinvolge i territori di Liguria, Corsica e Sardegna e, spiegano alla Protezione Civile della Regione Liguria, “integra gli aspetti di ricerca e studio agli aspetti di governo e gestione sostenibile delle attività di previsione e prevenzione, puntando sulla d formazione e informazione  per potenziare le capacità di auto-protezione delle comunità locali”.

Nell’ambito di Proterina-C è prevista la realizzazione di quattro progetti pilota che sperimenteranno sul territorio ligure, pratiche sostenibili di mitigazione del rischio da incendio ed idrogeologico. I progetti pilota liguri affrontano quattro temi ritenuti prioritari per la mitigazione del rischio nella nostra regione: la gestione integrata e partecipata dei presidi di protezione, prevenzione ed intervento (totale progetto 40 mila), il recupero dell’utilizzo del “fuoco prescritto”, cioè dei falò controllati per pulire e tenere in ordine aree vegetate per sostenere i pascoli (totale progetto 57 mila), lo sviluppo di pratiche di prevenzione sostenibili dalle piccole comunità locali tipiche dell’ambiente montano ligure a Andagna, frazione di Molini di Triora (70 mila), l’integrazione dei piani di emergenza con i piani di gestione delle aree verdi perurbane ad alto rischio da incendi nelle zone di confine tra bosco e abitato, da realizzarsi a Genova (55 mila).

Proterina-C si avvale di una componente scientifica e tecnica grazie ai comandi provinciali di Imperia e Savona del Corpo Forestale dello Stato, il volontariato di Protezione Civile ed antincendio boschivo, la Fondazione Cima – Centro internazionale di monitoraggio ambientale e il Dipartimento di scienze antropologiche dell’Università di Genova. I progetti interessano la Provincia di Savona, la Provincia di Imperia ed i comuni imperiesi delle zone pascolive della zona del Monte Faudo e della zona di Guardiabella, tra Rezzo, Pietrabruna, Borgomaro, Dolcedo, Aurigo e Pieve di Teco, Molini di Triora e Genova.

“Il progetto – dichiara l’assessore all’Ambiente e Protezione civile Renata Briano – si integra perfettamente con le politiche di gestione sostenibile del territorio in quanto rivolto soprattutto a prevenire situazioni di rischio, anche attraverso la collaborazione con gli enti locali, con i cittadini e con i volontari della Protezione civile e dell’Antincendio boschivo”.

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