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Referendum, i grillini: “Vincono gli italiani e perdono i partiti”

Savona. L’alta affluenza alle urne ed il conseguente raggiungimento del quorum sono accolti da grandi sorrisi e grida di esultanza dagli attivisti del Movimento 5 Stelle di Savona che, negli ultimi mesi, hanno organizzato, praticamente tutti i giorni, manifestazioni, flash-mob e banchetti informativi.

“È un risultato davvero incredibile, oltre le aspettative – dice Milena Debenedetti – Un risultato che va al di là degli importantissimi temi trattati. Quella a cui abbiamo assistito e a cui credo abbiamo un po’ anche contribuito è una vittoria degli italiani. Una sconfitta dei partiti che, con poche eccezioni, hanno in alcuni casi osteggiato, invitando in maniera sicuramente anti democratica e, a nostro avviso, forse anche illegale all’astensione oppure hanno semplicemente ignorato i referendum. Hanno fatto di tutto per non farci andare a votare, dalla scelta della data, al silenzio quasi assordante sui quesiti, sia a destra che a sinistra”.

“Per non parlare dei goffi tentativi del governo di togliere agli elettori la possibilità di dire la loro su argomenti di fondamentale importanza – continua Debenedetti – Il mancato sostengo dei principali partiti si è percepito ancora più sul territorio: se a Roma i leader di Pd e dell’Idv, subodorata la possibilità di raggiungere l’obbiettivo, tentavano timidamente di mettere il cappello sul referendum, a livello locale, a parte rare eccezioni, non c’è stata alcuna mobilitazione. Nessun banchetto, nessun volantino, le plance elettorali tristemente semi vuote. Ma di fronte a questo ostracismo gli italiani non si sono dati per vinti, si sono scambiati mail informative, hanno usato i principali social network per diffondere le notizia che i canali tradizionali tacevano, sono venuti ai nostri banchetti a chiederci le bandiere dei comitati referendari da appendere ai balconi e volantini da distribuire a vicini e conoscenti”.

“Questa vittoria è di tutti noi ed un sonoro schiaffo ai partiti: gli italiani ci sono e vogliono partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il loro futuro. Per ringraziare tutti i cittadini che hanno contribuito al successo del referendum abbiamo allestito un colorato banchetto in Piazza Sisto IV e offerto focaccia ed aperitivi ai molti savonesi che hanno voluto festeggiare con noi”, conclude Debenedetti.

Commenti

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  1. james bond
    Scritto da james bond

    …veramente i partiti vincono eccome! Le migliaia di sindaci, presidenti di Provincia, assessori e consiglieri che hanno dovuto dire addio all’incarico dopo le elezioni di maggio hanno una seconda chance: per loro si riaprono le porte dei consigli di amministrazione delle società partecipate dalle amministrazioni locali.
    A offrire una seconda opportunità agli ex politici sono i 25,9 milioni di «sì» vergati domenica e lunedì dagli italiani sul primo quesito referendario, che era intitolato alla «privatizzazione dell’acqua» ma in realtà chiedeva l’abolizione dell’intera disciplina recente dei servizi pubblici locali: con la ‘semi-riforma’ del 2008 e la riscrittura del decreto Ronchi nel 2009, il referendum ha buttato a mare anche tutti i regolamenti attuativi, compreso quello che provava a impedire agli ex politici di ricollocarsi nei consigli di amministrazione delle partecipate.

    La regola finale era semplice: qualsiasi amministratore locale, in giunta o in consiglio, in maggioranza o in opposizione (per evitare spinte nella carriera favorite da un rovescio elettorale che porta l’ex minoranza a gestire l’ente), avrebbe dovuto fermarsi per almeno tre anni prima di ambire a una poltrona in consiglio di amministrazione.

    La stessa regola, poi doveva applicarsi a chi avesse ricoperto un incarico in una delle 337 Unioni che raggruppano 1.708 Comuni italiani (più di un quinto del totale) e chiudeva le porte dei cda per un triennio anche a chi avesse preso posto in una commissione di gara organizzata dalla stessa società.
    La larga vittoria del «sì» nel primo quesito referendario restituisce libertà totale alle nomine, e cancella anche tutti i limiti alle incompatibilità di ‘secondo livello’, meno visibile rispetto a quello relativo ai consigli di amministrazione ma ugualmente importante per una gestione il più possibile libera da conflitti di interesse.

    Dopo essersi occupato dei cda, infatti, il regolamento cancellato insieme alle norme a cui si riferiva impediva anche di affidare incarichi di gestione dei servizi nelle partecipate agli amministratori e ai dirigenti dell’ente socio, ai loro parenti fino al quarto grado, ai consulenti e ai collaboratori dell’ente locale e a chi avesse partecipato a commissioni di gara. Anche in questo caso, l’incompatibilità sopravviveva per tre anni al mandato politico o all’incarico amministrativo che l’aveva generata.

    (fonte Il Sole 24ore)
    Quindi avanti con nomine di trombati, raccomandati, parenti, questuanti vari… E presto nuove tasse per coprire i buchi nei bilanci delle societá pubbliche gestite da politici incapaci…

    Grazie referendum…grazie Grillo… Anzi : Grillo ma va f…..o… Va… :-(

  2. Scritto da Resist

    Questa è una vittoria di tutto il movimento verde-ambientalista.
    Grillo ha dato il suo contributo come tanti, non può criticare tutti i partiti fondando di fatto anche lui un partito…attenzione al qualunquismo…