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Referendum: appello del Comitato per quattro Sì, appoggio del Pd

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Savona. Ultimi giorni di mobilitazione da parte del Pd savonese per i quattro Sì ai prossimi referendum, con un’azione politica di sostegno al Comitato del savonese che ha condotto in questi mese la campagna referendaria in varie località della Provincia. Tra i firmatari dell’appello al voto lanciato dal Comitato ex parlamentari e sindaci della Provincia di Savona.

“Si tratta di temi di grande interesse che ci interpellano tutte e tutti e che devono vederci fortemente impegnati al fine di raggiungere il necessario quorum di 25 milioni di votanti e di far prevalere il SI’ in tutti i quesiti. Il SI’ ai quesiti referendari possono e devono infatti costituire un risveglio, una possibilità reale di ridare voce ai cittadini su questioni fondamentali attinenti il tipo di democrazia e di modello di sviluppo che vogliamo” si lege in una nota.

Sul nucleare: Si è voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra dieci-quindici anni. Ma soprattutto, dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima, l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L’efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire. Ora il governo – vista l’impopolarità del nucleare – ha fatto una retromarcia che comunque non è riuscita a far saltare il referendum.. La Corte di Cassazione ha giustamente deciso che su questo tema il voto si terrà. Siamo sicuri che i cittadini, non scippati di un loro diritto, si pronunceranno su questo tema e che prevarrà il SI’, un chiaro voto contro il nucleare

Sull’acqua: L’attuale normativa impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese – la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini.

Sul legittimo impedimento: “Il “legittimo impedimento” permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’ “impunibilità” dei potenti. La Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, il referendum metterebbe fine alla legislazione “su misura” fatta apposta per evitare che il Presidente del Consiglio affronti i processi in corso”.

“Noi vogliamo impegnarci per quest’obiettivo: per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata” conclude la nota.

Commenti

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  1. G.B. Cepollina
    Scritto da G.B. Cepollina

    Qualche “ambientalista” contrario al nucleare si è chiesto come mai ha al suo fianco, schieratissimo per il SI al referendum, De Benedetti il proprietario della centrale a carbone di Vado Ligure?