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Profughi, Fulvio Briano: “Noi sindaci siamo capaci di fare sistema?”

Cairo Montenotte. Negli ultimi giorni ha scatenato varie discussioni la situazione che si era venuta a creare ad Osiglia, dove la Regione aveva provveduto a “requisire” la struttura dell’Imbarcadero per sistemare i profughi nordafricani. Questi, ieri, sono partiti e sono giunti ad Albenga. Sulla questione esprime la propria idea Fulvio Briano, sindaco di Cairo Montenotte.

“La cronaca è sinteticamente la seguente – dichiara Briano -: la Regione requisisce la struttura, arrivano i profughi, il sindaco si arrabbia con la Regione e riceve attestati di solidarietà dal sindaco di Albenga che però non li vuole. Per il resto silenzio assoluto da tutta la Valle”.

“Ora la mia analisi che risulterà per molti impietosa – afferma il sindaco di Cairo -. Premetto che secondo me Osiglia non è il luogo in cui far soggiornare a lungo 32 profughi: è un Comune troppo isolato e privo di servizi (aggiungerei anche che dal punto di vista naturalistico è un paradiso ma questa è un altra storia…) per assolvere ad una gestione prolungata di un così alto numero di persone in attesa di regolarizzazione”.

“Detto questo però – prosegue – occorre riflettere non tanto sulle decisioni che prende la Regione ma sul come i Comuni liguri hanno risposto alla Regione per far fronte all’emergenza nazionale: apporto scarso di pochi sindaci volenterosi. Se poi vogliamo circoscrivere la discussione alla sola Val Bormida, Cairo sta facendo la sua parte e la farebbe anche nei confronti di Osiglia ma… gli altri Comuni come la pensano sull’argomento?”

“Voglio lanciare allora una proposta per testare il livello di solidarietà tra le amministrazioni valbormidesi, una solidarietà non di facciata come quella del sindaco di Albenga ma basata su fatti concreti – sottolinea Briano -: se arriva un altro pullman di profughi offriamoci tutti di prenderne quattro in ogni comune della Valle”.

“Chi ha delle strutture le usi, chi non le ha requisisca o affitti un immobile per ospitarli ed eviteremo così che si crei un altro ‘Caso Osiglia’ perché vedete… io davvero voglio capire se siamo capaci di fare sistema, di collaborare sul territorio o se siamo in un territorio dove gli amministratori pubblici non sono ancora preparati ad una politica basata sull’integrazione e alla sussidiarietà tra comuni. Se così non sarà, ad Osiglia possiamo anche dare una mano… ma a noleggiare pedalò…”.

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