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Pietra, dal 2 al 17 arte africana protagonista: mostra, concerti e conferenze

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Pietra L. Dal 2 al 17 luglio, il Comune di Pietra Ligure e la biblioteca Civica “Silvio Accame” presentano la mostra “Lari africani – elementi di arredo rituale familiare nelle culture africane. Serrature, statuette, sedili e letti raccontano i riti familiari di alcuni popoli africani: I Bambara del Mali, i Lobi del Burkina Faso e i Tuareg del Sahara”. La mostra sarà allestita presso il centro Polivalente “Fratelli Rosselli” di via Nino Bixio e sarà visitabile dalle ore 16 alle 19. L’inaugurazione della mostra sarà il 2 luglio alle 21 con il concerto di musiche tradizionali dell’Africa Occidentale eseguito dal Gruppo “Kalafrica”.

Il concerto non sarà l’unico evento ad accompagnare la mostra: il 6 luglio, alle 21, ci sarà la Conferenza “L’Africa degli africani e l’Africa degli europei” con il Prof. Aldo Maria Pero, presidente del Movimento Arte del XXI Secolo; il 10 luglio, alle 21, Concerto di musiche tradizionali africane eseguito dal Gruppo “Kalafrica”; il 12 luglio, ore 21, Conferenza “Caratteri archetipici dell’arte africana” con il Dott. Giuliano Arnaldi, sovrintendente Museo Arti Primarie di Savona. Nel corso della serata verrà proiettato, fra gli altri, il video Suggestioni Africane di Licinia Visconti. L’ingresso è libero.

“Le mostre dedicate ai tesori artistici africani sono diventare negli ultimi vent’anni eventi abbastanza frequenti, ma col tempo è cambiato, almeno per le manifestazioni di livello, il modo di proporre i materiali esposti. Si è cominciato affrontando l’impegno con uno spirito di superficiale curiosità, molto spesso limitandosi a presentare statuette e maschere, ciò che consentiva di ripetere sempre più stancamente che c’era stato un momento in cui gli artisti europei, sedotti dalla forza espressiva della plastica africana, ne avevano imitato lo stile. Modello onnipresente Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso” spiegano dal Comune.

“Sul piano ideologico si crearono immediatamente due correnti d’opinione, la prima formata da chi si compiaceva per il fatto che finalmente la cultura europea aveva preso atto, alla pari, dell’esistenza di un’altra espressione artistica valorizzandola in quanto tale e non come aspetto di un particolare primitivismo; la seconda avanzata da coloro che contestarono tale interpretazione, a loro avviso troppo ingenua, sottolineando come in realtà l’arte africana fosse stata esemplata in Europa solo per un breve momento, tra il 1906 e il 1912, come semplice variante del cammino che doveva condurre al cubismo. Non c’era differenza per loro tra i volti delle demoiselles picassiane e i negretti presenti in molte tele d’ambiente dipinte nel Sei e Settecento, Rembrandt compreso. In ambedue i casi si trattava soltanto di un elemento esotico” aggiungono i promotori della mostra.

“Pur continuando a pensare che soltanto le statue e le maschere fossero apprezzabili in sede artistica, le successive mostre, allestite dal 1998 (Patigi, Centre Pompodou) in poi, hanno dimostrato un lodevole desiderio di comprendere i valori dell’arte africana non in rapporto al loro utilizzo in sede di produzione europea, ma in quanto espressione di un mondo diverso con i suoi valori non meno artistici che religiosi e spirituali. La nuova impostazione è assai evidente nei Cataloghi approntati per le Mostre di Milano e di Torino. Essi presentano infatti il materiale esposto distinguendone le tipologie e le aree di produzione e sottolineando che per gli artisti africani non era prevalente l’aspetto estetico ma quello simbolico e spirituale. In altri termini, statue e maschere hanno sempre connotazioni tribali, claniche, apotropaiche e religiose” aggiungono i curatori dell’evento.

“Con lo sviluppo delle ricerche di antropologia applicata all’arte tali significati sono stati sempre più evidenziati e le mostre più interessanti degli ultimi anni hanno cercato di introdurre i visitatori nel mondo materiale e spirituale degli africani presentando, accanto a capolavori artistici di universale valore e fruibili in quanto tali, senza pensare ai loro significati reconditi, l’insieme degli oggetti di uso quotidiano, ciò che consente di comprendere meglio le consuetudini degli abitanti di un continente di cui si continua a conoscere molto poco. La mostra voluta dall’Amministrazione comunale di Pietra Ligure desidera rispondere a queste aggiornate esigenze di conoscenza” concludono dal Comune.

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