IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Pedofilia, Zanardi: “Poco più di dieci giorni fa a Matrix prevedevo il futuro”

Savona. “Poco più di dieci giorni fa, nella puntata di Matrix del 24 maggio ipotizzavo che il parroco che aveva testimoniato gli abusi da me subiti potesse essere costretto ad abbandonare la parrocchia. No, non sono una specie di Nostradamus, mi farebbe piacere sentire adesso l’opinione di don Fortunato Di Noto, che proprio in quella puntata sosteneva che per il parroco fosse una promozione essere degradato da economo a parroco, chissà come interpreterà il fatto che ora quel parroco non ha nemmeno più una parrocchia, sarà un dono divino?” Così Francesco Zanardi, portavoce delle vittime savonesi di pedofilia e delegato dell’associazione “l’Abuso”, commenta i recenti avvenimenti dopo il suo intervento nella trasmissione televisiva nella quale si è discusso dei preti pedofili, anche alla luce di quanto successo a Genova con Don Seppia.

“Proprio questa mattina – prosegue Zanardi -, ritornando a casa, mi ferma una suora che conosco da anni e commenta gli articoli di giornale: ‘Sì ha fatto bene il vescovo a mandarlo via, guarda che scandalo ha combinato parlando, ci avrebbe pensato la giustizia di Dio’. Io ho semplicemente risposto che quella divina ci penseremo più avanti, per ora ci accontentiamo di quella terrena, anche se molte volte resta difficile chiamarla giustizia”.

“Purtroppo la colpa – sottolinea -, sembra sempre di chi denuncia i crimini o di chi li subisce, mai di chi li copre o li compie, soprattutto se è un prete. Noi italiani stiamo andando incontro a forme di vita clericali, perché non abbiamo saputo amministrare il nostro libero esame, abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al clero, ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani, la mancanza di una coscienza morale”.

“Abbiamo stabilito con l’ipocrisia e l’indifferenza – conclude Zanardi -, un rapporto di pacifica convivenza, proprio come alcuni popoli africani, hanno stabilito con la sifilide, diventata nel loro sangue, un’aflizioncella di ordine genetico, senza più gravi controindicazioni”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.