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Pd, Conferenza nazionale sul lavoro: ecco le ricette su contratti, fisco e giovani

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Liguria. Contratti, fisco, giovani e donne. Questi i temi al centro della Conferenza nazionale del Pd aperta oggi a Genova, che vedrà l’intervento dello stesso segretario nazionale Pier Luigi Bersani. “Il modello centrato sul contratto nazionale di lavoro va riformato ma il contratto nazionale resta uno strumento irrinunciabile”.Per il Pd i contratti nazionali vanno drasticamente ridotti di numero e assottigliati per materie regolate. Il secondo livello di contrattazione va valorizzato ma, sottolineano i democratici, non può essere vanificato il ruolo del contratto nazionale.

“E’ urgente definire le regole per la rappresentatività sindacale volta a garantire l’esigibilità degli accordi sottoscritti e validati dai lavoratori. Fondamentale, anche, garantire la piena agibilità fiscale anche per le organizzazioni non firmatarie degli accordi” afferma il Pd.

“Ridurre le imposte sul reddito da lavoro e d’impresa e recuperare risorse dal contrasto all’evasione e dall’innalzamento al livello medio europeo delle tasse sulla rendita”. Così il Pd sulla riforma fiscale, da fare “ad invarianza di gettito complessivo e che vada a favore del lavoro, dell’impresa, dei giovani e delle donne”. Tra le proposte che il Pd lancia in occasione della Conferenza nazionale per il lavoro di Genova c’é infatti una consistente agevolazione fiscale per il reddito da lavoro per donne in nuclei famigliari con figli minori. Si prevede, inoltre, una maggiorazione delle detrazioni fiscali per i redditi da lavoro dei giovani under 35.

Infine altro tema al centro della Conferenza coordinare iniziative nazionali, regionali e locali per agevolare l’occupazione e, in particolare quella giovanile e femminile. Altre iniziative vanno attivate anche a livello europeo dove si dovrebbe rilanciare il tema del lavoro dei giovani e delle donne puntando su investimenti per l’occupazione, l’ambiente e l’innovazione. In questo caso le risorse per queste azioni andrebbero raccolte con l’emissione di eurobonds e l’introduzione di specifici strumenti fiscali a livello europeo come la Financial transaction tax. In Italia, invece, le fonti di finanziamento delle politiche sull’occupazione possono rimanere le stesse che sono attualmente in vigore per la formazione professionale.

Il Pd rilancia il contratto di apprendistato come canale prioritario di accesso al lavoro stabile e chiede di invertire i vantaggi che ora agevolano il lavoro precario. Per il Pd vanno inoltre sostenute le pensioni dei lavoratori giovani mentre, per incentivare l’occupazione delle donne vanno potenziati i servizi in grado di conciliare lavoro e maternità. Per incentivare l’imprenditorialità giovanile il Pd chiede di defiscalizzare i primi tre anni di attività. E soprattutto il Pd chiede l’introduzione di un salario minimo, basato sui minimi dei contratti nazionali, e destinato a tutti coloro che lavorano al di fuori dei contratti nazionali vigenti. Serve anche una riforma degli ammortizzatori per garantire un’indennità di disoccupazione anche al lavoro autonomo e a tutte le tipologie contrattuali. Per gli autonomi e i professionisti andrebbe inoltre introdotto uno statuto dei lavoratori mentre l’indennità di maternità andrebbe universalizzata e, infine, ripristinate le norme di contratto alle “dimissioni in bianco”.

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