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Patto di stabilità regionale, Rossetti: “Sbloccherà 40 milioni”. Floris: “Aiuterebbe a scongiurare le penalità”

Regione. Un patto di stabilità dimensionato sulle caratteristiche della Regione, in grado di rimettere in moto lo sviluppo e dare il via a opere fondamentali. Lo ha proposto l’assessore ligure al bilancio, istruzione e formazione, Pippo Rossetti nel corso del convegno svoltosi oggi a Genova sulla “Regionalizzazione del patto di stabilità interno”, una sorta di patto orizzontale tra i Comuni e la Regione per evitare di non utilizzare tutte le risorse a disposizione. Ammontano a circa 40 milioni di euro i margini del patto di stabilità inutilizzati dai Comuni liguri a seguito delle regole stringenti che potranno essere riutilizzate dal territorio con il conseguente sblocco per l’avvio dei progetti di sviluppo, contrastando così il drastico calo della spesa in conto capitale di Comuni e Province.

“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore Rossetti – è quello di creare un meccanismo di compensazione orizzontale tra i Comuni e le Province liguri per non lasciare sul tappeto risorse preziose che possono essere messe al servizio dello sviluppo”. “Nelle prossime settimane – continua Rossetti – approveremo una delibera in Giunta per consentire, già quest’anno, di modificare gli obiettivi del patto posti dal legislatore nazionale, attraverso ‘stanze di compensazione’ che regolano il gioco della domanda e dell’offerta da parte dei Comuni e della Regione”.

La Regione propone cioè un patto tra i Comuni basato sull’individuazione di opere strategiche per il territorio a livello regionale e sulla possibilità di realizzarle a partire dalle risorse inutilizzate che verranno spalmate tra tutti i 52 Comuni liguri con più di 5.000 abitanti e le quattro Province.

In sostanza i singoli enti dovranno comunicare alla Regione gli spazi finanziari che sono disponibili a cedere o di cui hanno bisogno. “Va bene – spiega Rossetti – rispettare il patto di stabilità per evitare di sforare i conti, ma non va bene lasciare inutilizzati i margini, oppure incorrere in sanzioni per aver messo in sicurezza una scuola come è successo al Comune di Bolano in provincia della Spezia”. E l’interesse nei confronti della regionalizzazione del patto di stabilità è stato manifestato dagli stessi enti locali presenti che in questo modo potranno così programmare interventi pubblici attraverso compensazioni messe in atto dalla Regione e spalmate su tutti i Comuni nell’arco di un triennio.

A normare il nuovo patto di stabilità regionale sarà una delibera di giunta, realizzata in collaborazione con Anci e Upi, che l’assessore Rossetti porterà in discussione nelle prossime settimane, sdoganando un processo solidaristico che nelle regioni a statuto speciale, come la Sardegna è già in atto. Gli enti locali potranno così ricominciare a costruire scuole, ponti, edifici comunali, case di riposo, mettere in sicurezza i fiumi e dare attuazione a tutta una serie di opere pubbliche, sotto la regia regionale, fino ad oggi bloccate dalle rigide regole finanziarie.

“L’obiettivo del patto regionale – conclude l’assessore al bilancio della Regione Liguria, Rossetti – è quello di costruire una camera di compensazione tra enti, attraverso una cultura di sistema federalista nell’interesse del nostro territorio, evitando che le risorse disponibili restino bloccate dai vincoli stringenti del patto nazionale e consentendo così agli enti di effettuare gli investimenti necessari al territorio”.

Un’impostazione che è stata condivisa anche da Anci come ha sottolineato Franco Floris, presidente commissione nazionale finanza locale. “La regionalizzazione del patto di stabilità – ha detto Floris – aiuterebbe quei Comuni che non possono in quell’anno raggiungere il patto per evitare di incorrere nelle penalità. Si tratta però di un piccolo aiuto di fronte alla grande difficoltà in cui sono oggi i Comuni italiani che hanno in cassa 12 miliardi che non possono spendere, sono passati dal 70 al 30% di investimenti e hanno aumentato le tasse sia centrali che locali”.

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