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Pallanuoto, Claudio Mistrangelo: “Lavoriamo ancora per i massimi livelli”

Savona. A poco più di una settimana dall’annuncio della sua nomina a dirigente responsabile di tutto il settore pallanuoto, Claudio Mistrangelo esterna le sue sensazioni.

Sulla possibile nostalgia della panchina, è molto chiaro: “Non è certamente questo il problema – dice -, anche perché ,al contrario di quello che molti non hanno capito, farò molte ore in vasca, addirittura più di prima”. L’adrenalina delle grandi sfide potrà mancargli? “Sì e no – afferma Mistrangelo -. Sì perché il gusto di certe sfide è insostituibile, no perché sarò teso al risultato non solo della prima squadra, ma anche di tutte le giovanili. Mi occuperò non solo dei giocatori ma anche degli allenatori e così gioirò delle belle cose che faranno giocatori ed allenatori e patirò degli errori di entrambi”.

“E’ stata una decisione che si meditava da tempo – spiega -, fin da prima del trasferimento ad Albisola Superiore. Poi l’emergenza di Luceto, quindi l’esigenza di fare bene a Savona all’esordio e così si è deciso che continuassi in panchina. Quindi da una parte una decisione che viene da lontano, dall’altra sinceramente dico che se è stata rimandata per molti anni avrei preferito fosse rimandata di un anno ancora per chiudere un ciclo con una squadra che si meritava, per tutto quello che ha dimostrato, di giocare ancora un anno ad alto livello in campionato e in Champions”.

Mistrangelo precisa che non si occuperà principalmente dei giovani. “No, assolutamente no. Mi occuperò – sottolinea – di tutto il processo di costruzione del giocatore che va quindi dai corsi di pallanuotando fino alla prima squadra compresa. Questo comporterà che il mio campo d’azione avrà anche per contenuto l’organizzazione societaria e il lavoro dei dirigenti”.

“Io non ho chiesto finanziamenti – dichiara Mistrangelo -. Quest’anno sarò un ministro senza portafoglio perché il budget è già definito, indirizzato ed impostato. Senza poter modificare la struttura del budget non ci può essere indirizzo di politica, ma solo, nella migliore delle ipotesi, dichiarazioni d’intenti. A me non interessa avere in mano nemmeno un euro, ma mi interessa dare indirizzi di spesa (ovviamente compatibili) perché sono gli unici che consentono di fare una politica. Senza questo vuol dire che stavamo scherzando e ne prenderò atto”.

Ai tifosi rimasti sorpresi da questa decisione, l’ex allenatore della Rari Nantes Savona si rivolge così: “Dico che la loro amarezza per quanto grande non può superare la mia, ma ricordo anche che questo gruppo dirigente ha dimostrato negli anni di fare enormi sacrifici per poter arrivare ad una piscina mantenendo la squadra ad alti livelli. Quindi, al di là della sofferenza che possiamo condividere io ed i tifosi, in me deve prevalere la consapevolezza che non ce l’avremmo fatta a fare un passo più lungo della gamba. La squadra è indebolita, ma rimane una buona squadra che può riguadagnare il diritto alle coppe europee e, soprattutto, che il ridimensionamento è sopportabile solo se si intraprende una strada magari più lunga e impervia ma che ci dovrà riportare ai massimi livelli”.

“Non credo proprio che la Rari possa dirsi tradita dalla città – afferma -. Siamo stati lontani quattro anni eppure la città ha risposto ai nostri appuntamenti più importanti con entusiasmo e se avessimo avuto l’energia per continuare ad alto livello probabilmente avremmo potuto coagulare molto di più di quello che riusciremo a coagulare. Credo che sarà importante far capire che lavoriamo ancora per i massimi livelli: un problema di chiarezza, un problema di comunicazione, un problema di aprire la società a nuovi contributi… Solo a quel punto potremo eventualmente dire se la città risponde oppure no”.

Riguardo ad un suo eventuale futuro ritorno sulla panchina, Claudio Mistrangelo risponde così: “Mai dire mai”.

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