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Nuove direttive della Santa Sede, Zanardi: “Si riapre il dialogo con le Diocesi”

Savona. “Dopo l’incontro di venerdì scorso con il Presidente della CEI cardinal Angelo Bagnasco, che ha segnato un passo storico nell’apertura al dialogo tra chiesa e vittime, la Chiesa ha preso di petto il problema”. Commenta così Francesco Zanardi il particolare momento che stanno vivendo i rapporti tra vittime di pedofilia e Chiesa.

“Il rifiuto del dialogo negli Usa aveva portato a risarcimenti milionari e al fallimento di moltissime Diocesi. Questa volta la chiesa ha preso di petto il problema, nel colloquio della scorsa settimana, il Cardinal Bagnasco ha sottolineato più volte l’intenzione e la ferma volontà del Papa di intervenire concretamente sia in tema di prevenzione, che di supporto alle vittime. La conferma arriva anche dal più stretto collaboratore del Papa che commenta, ‘Quelli commessi dai preti pedofili sono spesso forme di abuso di potere a sfondo erotico’. Lo afferma il promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Charles Scicluna, il principale collaboratore del Papa nella lotta per sradicare questa piaga” spiega Zanardi.

“Spetta al vescovo diocesano ha ricordato ancora Scicluna ai giornalisti che lo hanno seguito all’Università Gregoriana stabilire i parametri per una risposta adeguata, che è parte essenziale del concetto del bene comune della Chiesa, di cui deve essere principale fattore la protezione dell’ambiente in cui si possa avere una maturazione sessuale sana che non crei traumi. E l’esperienza ci insegna che molte volte la qualità dell’abusatore di essere una guida spirituale dell’abusato è devastante per la vittima. Per Scicluna occorre da parte della Chiesa ‘assistere la vittima’ ma anche ‘educare la comunità ecclesiale cominciando dal clero'” prosegue Francesco Zanardi.

“Alla luce delle nuove direttive, l’associazione (che nel frattempo ha già inoltrato una richiesta di documentazione riguardante due casi) nei prossimi giorni chiederà udienza al Vescovo di Savona Vittorio Lupi per segnalare alcuni interventi di soccorso e prevenzione che riteniamo prioritari. Il dialogo con la Diocesi questa volta non dovrebbe avere nessun ostacolo, le direttive sono molto chiare e volute espressamente dai vertici del clero” osserva Zanardi.

“Purtroppo il lavoro da fare per contrastare i crimini di pedofilia è ancora ciclopico, la chiesa fa i suoi passi per raccogliere i cocci, ma qui serve anche che la politica italiana si impegni dando strumenti con i quali la magistratura possa intervenire strumenti che al momento sono insufficienti. Mi riferisco ad un fatto diciamo personale, dopo la puntata di Matrix seguita da più di cinque milioni di telespettatori don Nello Giraudo è stato smascherato davanti all’opinione pubblica, infatti ora ammette pubblicamente gli abusi, anche quelli subiti da me. Ma nessuno può intervenire malgrado l’ammissione di colpevolezza, nemmeno la legge” conclude Zanardi.

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