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La Cna lancia campagna di lotta all’abusivismo nell’artigianato

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Savona. “Il fenomeno dell’abusivismo nell’artigianato, in modo particolare quello dei servizi alla persona, delle costruzioni e delle riparazioni, sta assumendo dimensioni preoccupanti anche nella nostra Provincia”. Lo afferma Gianni Carbone presidente della Cna provinciale.

“Il periodo di crisi che stiamo vivendo ha grandemente ridotto le disponibilità economiche delle famiglie, contribuendo ad incrementare il fenomeno, caratterizzato dall’offerta di prestazioni a prezzi estremamente contenuti e dunque concorrenziali. Una concorrenza che non è quella del libero mercato, della competenza o della professionalità ma giustificata solo dalla possibilità che gli abusivi hanno di praticare prezzi ridotti non applicando la normativa fiscale, quindi evadendo, non rispettando le norme previdenziali, quelle sulla sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro, in assenza di garanzie, competenza e professionalità”.

“Il primo grande sconto che l’abusivo pratica è del 20% cioè l’IVA non pagata allo Stato, seguono l’IRAP e l’IRPEF. Lo sconto dell’abusivo è a discapito di tutti i contribuenti ed è una beffa per l’impresa onesta che paga tutto, si assume responsabilità nei confronti dei clienti e dello Stato e guadagna meno di chi pratica illegalmente”.

“Nel settore dell’acconciatura, ricostruzione unghie e dell’estetica segnaliamo con preoccupazione il fenomeno sempre più diffuso dell’utilizzo, da parte di questi operatori, di prodotti scadenti, non testati, irrispettosi delle norme CE e potenzialmente pericolosi per la salute. Con l’avvicinarsi dell’estate poi, si presenta nuovamente il problema dei massaggi effettuati sulle spiagge da personale non qualificato, in assoluta mancanza di norme igieniche e sanitarie ed effettuati con prodotti non identificabili”.

“Tale situazione non solo genera un grave danno alle imprese e ai professionisti onesti, ma colpisce l’intera comunità costretta a subire il peso dell’evasione fiscale. Ciò che risulta ancor più grave è il pericolo per l’incolumità e la salute dell’individuo, il cliente dell’abusivo, la cui salute è messa a rischio”.

“Siamo consapevoli che, mentre risultano efficaci i controlli effettuati presso le aziende regolari al fine di verificare il rispetto degli adempimenti connessi all’attività, sono carenti gli strumenti disponibili per far emergere il sommerso, sia perché spesso la sua stessa esistenza sfugge agli organi competenti, sia perché risulta difficile attuare i controlli, anche in caso di segnalazioni, laddove l’attività si svolga presso il domicilio dell’abusivo o del cliente, che esula dalle regole applicabili alle ispezioni sui luoghi di lavoro”.

“Molte categorie artigiane nel settore del benessere, della fotografia, delle costruzioni, delle riparazioni, del servizio alla persona come le lavanderie, ma anche il commercio e le professioni stanno pagando pesantemente la concorrenza sleale dell’abusivismo”.

“Per debellare questo fenomeno occorre un`intesa per individuare nuove forme di collaborazione tra parti sociali e istituzioni pubbliche per migliorare le attività di indagine e favorire l`efficacia dei controlli che i vari enti istituzionali conducono sul territorio, attraverso lo scambio costante di informazioni, la realizzazione di interventi congiunti, la costituzione di un tavolo di lavoro permanente per il monitoraggio nella nostra provincia del fenomeno e la condivisione delle strategie di intervento”.

“A tutte le istituzioni, in base alle proprie competenze, chiediamo di promuovere iniziative informative e di sensibilizzazione dei consumatori rispetto ai danni sociali ed ai rischi per la salute connessi all’abusivismo”.

“Al Governo, di predisporre una normativa adeguata che consenta di poter colpire l’abusivismo, che favorisca le imprese che rispettano la normativa tributaria, la sicurezza nel lavoro e la professionalità, premiando il lavoro e la legalità con norme a sostegno della concorrenzialità delle piccole e piccolissime imprese, attraverso misure tese a favorire l’accesso al credito ed a sostenere investimenti soprattutto in innovazione e ricerca” conclude la nota.

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