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Inchiesta “Dumper”, sponsor e corruzione: indagati Giorgio Ambrosiani e Giampietro Sertore foto

Vado Ligure. Altre due persone sono iscritte nel registro degli indagati per il giro di tangenti e corruzione messo in luce dall’inchiesta “Dumper”. Si tratta di Giorgio Ambrosiani, legale rappresentante della “Edilambrosiani Srl”, e Giampietro Sertore, amministratore di fatto della “Cement Bit Srl” di Savona. Le sedi delle due società sono state oggetto di perquisizioni da parte della guardia di finanza, aprendo nuovi scenari nell’operazione che ha portato all’arresto di Roberto Drocchi, ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Vado e altrettanto ex presidente del Riviera Vado Basket, del commerciante Mario Taricco e degli imprenditori Andrea Balaclava e Pietro Fotia (quest’ultimo rimane in carcere per decisione del Tribunale del Riesame).

Sotto la lente della Procura savonese ora c’è la mole di documentazione contabile, aumentata dalle recenti perquisizioni, dalla quale potrebbe emergere un sistema di falsa fatturazione. Su questa linea si stanno concentrando gli approfondimenti degli inquirenti, con una serie laboriosa e certosina di incrocio fra i dati e le cifre. Anche Cement Bit ed Edilambrosiani erano sponsor della squadra cestistica vadese, come la Scavo-Ter di Fotia. Ma nonostante il circuito promozionale che Drocchi afferma di aver messo in piedi per sostenere la società di pallacanestro tramite le mazzette, i conti si sono rivelati un colabrodo: oltre 760 mila euro di voragine nei bilanci del Riviera Basket che, dopo l’esaltante promozione in A Dilettanti, non si ritrova più sul parquet, ma sul lastrico.

I due nuovi indagati Ambrosiani e Sertore sono chiamati a rispondere della contabilità delle rispettive società: avrebbero elargito con diverse somme, anno dopo anno, denari al Riviera Vado Basket, oltre aver avuto contatti con l’ingegner Drocchi per appalti del Comune vadese. Non si sa ancora dove queste somme siano andate a finire, se si sondano gli esorbitanti ammanchi della società sportiva biancorossa. Proprio su questo punto e sull’eventualità di reati fiscali si sta focalizzando l’attenzione del sostituto procuratore Ubaldo Pelosi, alle prese con una documentazione imponente da vagliare. Secondo quanto appreso sui prossimi sviluppi investigativi sono al momento escluse altre società del savonese coinvolte nell’indagine giudiziaria.

Sia la pubblica accusa sia i legali difensori di Pietro Fotia attendono di conoscere le motivazioni del Tribunale del Riesame che ha confermato la custodia cautelare in carcere per l’imprenditore edile. Secondo le prime informazioni, i giudici avrebbero accolto in pieno l’impianto accusatorio. La somma dei documenti già acquisiti con quelli risultanti dalle recenti perquisizioni serviranno a rendere chiaro il sistema di corruzione e favoritismi che avrebbe associato a doppio filo sfera istituzionale e settore sportivo, ma senza beneficio di quest’ultimo, considerata la paurosa situazione in cui versa la cassa del Riviera Basket.

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