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Grand Hotel, Melgrati replica ad Avogadro: “I danni dovrebbe chiederli a se stesso”

Alassio. “Avogadro i danni per il Grand Hotel dovrebbe chiederli a se stesso. Era con me ad inaugurare la Piazza Partigiani”. Così il consigliere regionale Marco Melgrati inizia la sua replica al sindaco di Alassio Roberto Avogadro che, nei giorni scorsi, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile per la vicenda giudiziaria del Grand Hotel.

“Premesso che per ora non sono stato ancora rinviato a giudizio per la vicenda del Grand Hotel, in quanto l’udienza preliminare, dopo la prima riunione davanti al G.u.p. dott.ssa Fiorenza Giorgi, è stata rimandata a settembre, e c’è anche l’ipotesi non debba essere imputato nel processo, in cui l’accusa è di abuso d’ufficio e di “concorso morale in abuso edilizio, e che ritengo, come già dichiarato di fronte al giudice monocratico, di non avere nessuna ‘colpa’ per quanto mi viene contestato. Infatti, per il primo dei reati che mi vengono contestati, cioè è quello relativo all’abuso d’ufficio per le delibere, approvate in linea tecnica, voglio ribadire con forza che le stesse non sono mai delibere che avvallino comunque un intervento e lo approvano…una delibera in linea tecnica è un atto amministrativo che esprime il gradimento ‘politico’ della Giunta; in questo caso ad una modifica del progetto, o a più modifiche del progetto, di fatto sempre migliorative, soprattutto per il Comune, che ricordo è il proprietario di tutto, albergo, box e centro termale, demandando poi a tutti gli atti necessari a approvare questo progetto, quindi Concessione Edilizia in variante e modifiche alla convenzione. Inoltre, tutte le delibere assunte in linea tecnica avevano la preventiva approvazione-avvallo del consulente legale, l’avv.to Alberti, a cui venivano sottoposte preventivamente ‘sempre'” spiega Melgrati.

“Infatti, già dalla prima delibera, approvata in linea tecnica, l’avv.to Alberti aveva a scrivere: (lettera del 26 novembre 2003) ‘al riguardo preciso che il Comune può subito procedere all’approvazione del progetto in linea meramente tecnica (ove le nuove soluzioni siano ritenute condivisibili), riservandosi di provvedere alla sua approvazione definitiva, nonché al necessario adeguamento delle pattuizioni convenzionali (in guisa da mantenere l’originario equilibrio economico finanziario dell’operazione) in esito all’acquisizione e alla valutazione degli elementi come sopra richiesti dalla società. Siffatto modo di procedere non configge con i principi desumibili dalla normativa in materia e, pertanto, è a mio avviso ammissibile. La giurisprudenza sul punto conferma tale conclusione. Invero, è stato osservato che la deliberazione di approvazione del progetto in linea tecnica costituisce ‘un mero atto preparatorio della deliberazione di approvazione definitiva del progetto stesso’ e, come tale, non è neppure suscettibile di autonoma impugnazione'” aggiunge il consigliere regionale ed ex primo cittadino alassino.

“Per il secondo dei presunti reati contestati, che attiene al ‘concorso morale in abuso edilizio’, è che al di là della manifestata intenzione di portare a termine un lavoro epocale per la città di Alassio, che ha ridato alla Città un Albergo di lusso, a 5 stelle, unico in provincia di Savona, ed un centro termale talassoterapico i cui effetti di traino sull’economia, specialmente nel periodo invernale, andranno a riverberarsi su tutta la città, dopo 40 anni di chiusura e di vergognose omissioni di tutte le giunte che si sono susseguite dal 1968 a ieri, non c’è stata nessuna particolare complicità o connivenza con la Conicos oggi Fincos. Non credo che interessarsi a che una importantissima opera pubblica per il Comune di Alassio venga terminata in fretta (compatibilmente con tutti i problemi che un’opera del genere ha comportato) e sollecitare l’impresa per questo sia da considerare un reato; anzi, credo sia un diritto-dovere di un Sindaco” prosegue Melgrati.

“Appare inoltre evidente, e il Consigliere Regionale Melgrati lo ha sottolineato, che ad oggi è stata rilasciato integrale permesso a costruire in sanatoria, e che quindi sia la Provincia, sia la Soprintendenza per i beni Ambientali, per quanto di loro competenza, hanno sancito in maniera definitiva che le varianti non erano varianti essenziali, e quindi sanabili come è vero che sono state sanate. Peraltro, come già evidenziato non da noi, ma da Galtieri in campagna elettorale, la convenzione del Grand Hotel con la Conicos, ora Fincos, porta la firma di Avogadro, già in allora Sindaco. Questa convenzione, da Lui firmata, dice espressamente che i maggiori costi dell’operazione saranno a carico del Comune di Alassio. Quindi, i danni li deve chiedere a sé stesso, che, forse con troppa leggerezza, ha firmato una convenzione che potrebbe rivelarsi onerosa per il Comune. Infatti i maggiori costi rispetto al preventivo originario non sono scaturite dalle varianti, peraltro migliorative, necessarie o doverose. Penso all’eliminazione della seconda rampa, lo spostamento di quella principale, imposte dalla Soprintendenza, o l’arretramento rispetto ai palazzi, necessario per evitare il dibattimento dei ricorsi al Tar da parte dei condomini frontisti, che non ha comportato maggiori ma semmai minori costi per minore scavo. Penso al secondo piano di parcheggi non pertinenziali sotto al centro salasso-terapico, che sarà venduto a privati in concessione per 85 anni, quindi un costo ma un superiore ricavo, nell’economia generale del lavoro. I maggiori costi sono scaturiti, per esempio, dal diverso sistema di scavo della vasca del parcheggio interrato di Piazza Partigiani, scelto dalla ditta perché l’unico possibile, in quelle condizioni” precisa Melgrati.

“Per quanto attiene alla costituzione del Comune come parte civile in un procedimento penale, al di là e al di sopra di chi è rinviato a giudizio (oggi forse io, domani chissà!) questo rappresenta un pericoloso precedente; infatti, se il procedimento penale ravvisasse, in terzo grado di giudizio, responsabilità, il Comune potrebbe sempre adire ad una causa presso il Tribunale Civile, quella sede sì competente per i danni morali e materiali, e evitare in oggi spese di costituzione di parte civile per il Comune che a nulla servirebbero, se non, forse, alla mia decadenza da Consigliere Comunale. Viene da pensare che questo sia un escamotage per impedirmi di svolgere il mio ruolo di consigliere di minoranza, o di opposizione, che dir si voglia, perché si ha ‘paura’ di me, della mia conoscenza della macchina pubblica e della mia memoria storica. Non dovete aver paura, siete stati eletti con una soverchiante maggioranza di cittadini (uno su tre) e quindi siete legittimati a governare. Dispiace essere chiamati a difendersi in Tribunale per un’opera epocale che nella recente campagna elettorale ha subito solo critiche, magari sulla gestione o sugli arredi, dopo 42 anni di chiusura…vergogna! Qualcuno probabilmente ha nostalgia di un edificio chiuso e fatiscente, occupato da extracomunitari e drogati, invaso da topi, scarafaggi e rampicanti, e di una piazza rovente in estate di lamiere di automobili e mal asfaltata e tristemente vuota d’inverno” osserva il consigliere regionale.

“Dispiace in particolare il ricordo della inaugurazione di Piazza Partigiani, quando da Sindaco invitai Avogadro a tagliare con me il nastro, e lo ho ringraziato di nuovo all’inaugurazione del Grand Hotel…ma per me l’amicizia e la riconoscenza sono un valore, per altri forse no…” conclude Melgrati.

Commenti

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  1. Scritto da Biagio MURGIA

    Comunque dalla foto si vede che AVOGADRO, in fatto di GIUDA, ERA IN OTTIMA COMPAGNIA……

  2. Scritto da Biagio MURGIA

    Caro MARCO, la cosa che mi fa spece è che TU, navigato amministratore, NON TI SEI ACCORTO CHE AVOGADRO QUEL GIORNO ALL’INNAUGURAZIONE TI AVEVA BACIATO SULLA GUANCIA….e se la storia insegna……..AVRESTI DOVUTO PRENDERE LE TUE PRECAUZIONI PERCHE’ ANCHE GIUDA BACIO’ GESU’ PRIMA DI CONSEGNARLO AI SUOI CARNEFICI…. (la ZAVARONI non fa testo….lei bacia tutti…)