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Francesco Zanardi: “Diocesi artista nel manipolare le dichiarazioni altrui trasformandole in menzogna”

Savona. Si accende ulteriormente lo scambio di opinioni tra la Curia di Savona e Francesco Zanardi. Il portavoce dell’associazione L’Abuso scrive al vescovo della diocesi, toccando i diversi temi dibattuti negli ultimi giorni.

“Egregio Monsignor Lupi – scrive Zanardi -, credo che questa sia la sua risposta alla richiesta di incontro dell’associazione inviata la settimana scorsa, ma vedo che forse una dimenticanza, non ha permesso che lei scrivesse anche quello nel suo comunicato. Sarei molto curioso di sapere dove io dichiari di aver consegnato liste di sacerdoti pedofili, io ho dichiarato un elenco di casi di pedofilia che lei conosce molto bene, ha sentito anche le vittime, ma sui quali non interviene perché sa bene che le vittime sono prescritte e quindi non si rischia che la magistratura ficchi il naso, malgrado i miei esposti. Non ho assolutamente parlato di preti gay o malati di Hiv, come non ho parlato di quelli etero, non fanno alcun male ai bambini. Non manipoli le mie dichiarazioni!”.

“Sia onesto e si assuma le sue responsabilità Monsignore – prosegue Zanardi, rivolgendosi al vescovo -. L’unico dossier di cui ho parlato è quello che documenta le ‘Regioni Ecclesiastiche italiane non sicure’ ma non è ancora pubblico, lo stiamo ultimando. Le ricordo anche, dal momento che insiste sul caso Barbacini, che lei conosce molto bene, la condanna è arrivata nel 2004 ma è iniziato il processo di riduzione allo stato laicale solo nel 2010, ben 6 anni dopo e grazie alle mie ripetute denunce”.

“Se vuole rivedere le mie dichiarazione Eccellenza, sono tutte sul mio canale YouTube – sottolinea -. Potrà vedere anche l’indignazione dei quattro vaticanisti presenti in studio, mentre racconto ciò che lei e i suoi predecessori avete fatto nella Diocesi di Savona-Noli. La invito a rivolgersi Sua Eminenza se vuole sapere il contenuto della nostra conversazione, le rammento che l’associazione è stata costretta a chiedere udienza al Cardinale, causa la sua inconcludenza nei fatti Monsignore. Una mia impressione è stata che il Cardinale non sapesse molte cose di Savona, magari sfuggite per carità, certo ho avuto l’impressione che tra Savona e Roma non ci sia stato un gran dialogo, forse anche per questo il Cardinale ha ricevuto proprio me”.

“Riguardo ai miei rapporti con la curia savonese – continua -, anche qui lei sa benissimo che non fui pagato per ben 15 mesi (non potendo più lavorare costretto da cause economiche), tra gli altri anche don Bof può tranquillamente testimoniare (lo ha già fatto più volte) di aver anticipato ben 75.000 euro, che però a me non arrivarono mai. Sa anche bene che dopo quell’episodio lavorai presso l’ufficio Beni Culturali, ma anche lì ignoti dissero di aver trovato foto pornografiche che mi appartenevano, calunniandomi e facendomi espellere definitivamente dalla Curia (non perché avevo terminato i lavori come dichiara lei). Anche su questo caso sta indagando la Procura della Repubblica”.

“Riguardo al caso Rebagliati – precisa Zanardi -, non ho ancora visto condanne Monsignore, ma ho visto altri sacerdoti savonesi indagati per altri reati, per loro non ho visto tutto l’attaccamento e  al dovere e alla moralità di Vescovo, come ha avuto con Rebagliati. I giornali, non se la prenda con loro, fanno il loro lavoro e quando apprendono, anche con prove prescritte di casi, li pubblicano. Se i casi non ci sono, i giornali non scrivono, molto semplice, se la chiesa va incontro alle vittime come dice la direttiva, diranno che la chiesa sta dando prova di pentimento per ciò che ha permesso”.

“Dice di essere sempre stato disponibile ad ascoltare le vittime – afferma -, però dimentica che ha ammesso il caso Giraudo solo dopo l’apertura delle indagini da parte della magistratura, perché costretto. Dimentica anche di dire che non si è dato un gran daffare per soccorrere le vittime, ma solo per togliesi il problema Giraudo dai piedi, oramai troppo ingombrante. Evita di assumersi la responsabilità che anche lei ha avuto nel non denunciare Giraudo quando era ancora in tempo, se lo avesse denunciato anche lei oltre a me, probabilmente avrebbero aperto un’inchiesta. Invece si rischia l’archiviazione per prescrizione”.

“A meno che lei non voglia disertare, le direttive ora sono diverse ‘Sostegno alle vittime e prevenzione’ naturalmente bisogna rivolgersi al Vescovo della propria Diocesi, come abbiamo fatto noi. Ma ho l’impressione che lei non abbia molta voglia di assumersi le responsabilità che le competono, come impone la Santa Sede. Se vuole, ora può dimostrare concretezza nel sostegno a chi è vittima dell’omertà del clero, le stiamo chiedendo da tempo solo questo. Giraudo è un caso accertato, non presunto e ben noto al clero dal 1980, lo testimoniano gli stessi sacerdoti. La chiesa savonese – spiega il portavoce de L’Abuso – lo ha coperto per decenni e ne è responsabile. Farsi forza sul fatto che persone senza scrupoli abbiano coperto tutto ciò per impedendo alla legge di intervenire, non fa onore a nessuno, soprattutto alle vittime e alla chiesa”.

“Le avevo garantito nella mia richiesta, dialogo lontano dai riflettori – conclude Zanardi – ma ha risposto indirettamente aggirando la domanda, a mezzo stampa e quindi con lo stesso mezzo le ripropongo l’invito ad incontraci, come le ho già detto ci sono due casi che hanno urgenza, si tratta di gravi problemi di salute”.

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