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Esposizione all’amianto, Quaini (Idv): “Vicini ai lavoratori di Ferrania”

Cairo M. Il gruppo regionale Italia dei Valori torna sulla problematica relativa all’esposizione alle fibre dell’amianto dei lavoratori di Ferrania: si è infatti giunti alla formulazione di un’interrogazione a risposta immediata in commissione rivolta sia al ministero del Lavoro che a quello della Salute in cui emerge la necessità di riconoscere ai lavoratori il rischio connesso all’esposizione ad amianto in maniera tale che si possa beneficiare completamente degli effetti del decreto Damiano del 12 marzo 2008.

“L’obiettivo del nostro partito – spiega Stefano Quaini, consigliere regionale IdV – è quello di estendere i benefici della legge per tutto il periodo reale di esposizione all’agente cancerogeno, mentre ad oggi l’esposizione riconosciuta dall’ente certificatore si ferma solamente al 31 dicembre 1991. Ovviamente è impensabile che ai lavoratori a tutt’oggi esposti ai rischi correlati all’amianto non venga riconosciuto il giusto indennizzo. A questo proposito sarà mia premura organizzare un nuovo incontro che coinvolga l’onorevole Paladini, la vicepresidente Fusco e tutto il gruppo regionale di Italia dei Valori. Inoltre, a breve, partirà a nome del gruppo un’interrogazione in Consiglio Regionale riguardante il registro dei mesoteliomi della regione Liguria, patologia strettamente correlata all’esposizione ad amianto. Infine, intendo promuovere uno studio epidemiologico che verifichi l’incidenza di patologie neoplastiche eventualmente connesse all’esposizione ad agenti cancerogeni chimici, così come avvenuto nel caso dell’Acna di Cengio”.

“Riteniamo vergognoso – aggiunge la consigliera regionale IdV Maruska Piredda – che ancora oggi persone che svolgono ed hanno svolto il proprio lavoro con senso di responsabilità nei confronti dell’azienda presso cui erano e sono tuttora impiegati debbano condurre delle battaglie personali a sostegno della propria salute e sicurezza. Consideriamo indispensabile che Ferrania sia inserita quanto prima nell’elenco delle fabbriche di lavoratori occupati in aziende interessate agli atti di indirizzo ministeriale per la tutela della salute e dei redditi dei lavoratori, così come previsto al sopracitato decreto Damiano”.

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