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Dalla Regione altri 21 milioni per le energie rinnovabili: spiragli per Ferrania

Regione. Dal 2005 a oggi la Regione Liguria ha messo a disposizione circa 30 milioni di euro per le energie rinnovabili. Per i prossimi due anni, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Renzo Guccinelli, ha confermato l’impegno verso il comparto, annunciando altri 21 milioni per finanziare nuovi progetti da parte di imprese e Comuni. “Il referendum – ha spiegato Guccinelli – ha indicato chiaramente che la strada del nucleare non è percorribile, il Governo ha quindi annunciato che in autunno fornirà il piano energetico nazionale. Ci auguriamo sia vero, noi a riguardo pensiamo che le rinnovabili siano un terreno importante per la produzione di energia e per alimentare il processo di innovazione”.

Secondo Guccinelli sono due le linea guida da tracciare: da una parte favorire minori consumi attraverso politiche di efficcientamento energetico e, dall’altra, aumentare la produzione di energie delle fonti rinnovabili. “Inoltre, nei prossimi giorni, porteremo una delibera per semplificare e agevolare l’installazione degli impianti. Ad esempio per gli impianti fotovoltaici sui tetti, andremo ad innalzare il limite da 20 kwatt a 200″ ha aggiunto l’assessore.

Dalla Regione arriverà un impulso importante per incentivare le rinnovabili, in attesa che anche in Italia si consolidi la certificazione ambientale degli edifici. “Cercheremo di mettere in campo politiche sul patrimonio pubblico a disposizione – ha affermato l’assessore regionale – con una serie di attività esemplificative anche per i privati”.

Lo stesso assessore Guccinellli aveva indicato nella via delle rinnovabili la prospettiva per risollevare le sorti di Ferrania: “Con il no al nucleare espresso nella consultazione referendaria tutto fa pensare che bisogna investire sulle fonti rinnovabili. In questo senso possono essere messe in campo scelte politiche che facciano della Valbormida e di Ferrania una fileria autentica del fotovoltaico. Lo aveva già promesso anni fa il governo ed era poi rimasto lettera morta. Ma occorre che anche l’azienda ripensi le strategie industriali sulla base delle novità che hanno reso poco appetibili le proposte che ha avanzato sino ad oggi”.

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