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Costa Crociere, “impatto economico” da 2,2 mld: a Savona oltre un mln di passeggeri

Savona. 2,2 miliardi di euro di “impatto” sull’economia italiana, La Liguria è al primo posto tra le regioni più valorizzate, con quasi 230 milioni di euro di spesa diretta (più di un quarto del totale), oltre 1 milione di passeggeri movimentati con 240 scali come previsione per il 2011 nel home port di Savona, rispetto ai 820.000 passeggeri movimentati con 166 scali nel 2008. Sono alcuni dei numeri emersi nello studio condotto dal MIP (Business School del Politecnico di Milano) sull’impatto economico di Costa Crociere in Italia nel 2010. Lo studio MIP è stato presentato oggi a Milano.

Il forte impatto economico di Costa Crociere deriva dalla spesa diretta sostenuta dal Gruppo nei confronti dei propri fornitori e distributori (ovvero, delle agenzie di viaggi) italiani, che nel 2010 ammontava a quasi 882 milioni di € (una cifra pari allo 0,05% del PIL nazionale). In secondo luogo, dalla spesa per retribuzioni di personale italiano o perlomeno residente in Italia (tanto di terra e operante negli uffici, quanto di bordo, per un totale di oltre 3600 unità di lavoro a tempo pieno equivalente – FTE), che supera i 110 milioni di €. Deve essere poi considerata la spesa indiretta, ovvero i costi sostenuti sul territorio nazionale dai clienti che fruiscono dei servizi offerti dal colosso del comparto crocieristico (acquisto di beni per affrontare la vacanza – dalla valigeria ai costumi da bagno, dalle creme solari all’acquisto di componenti per la fotografia-, spesa sostenuta per recarsi dal proprio domicilio al porto italiano di imbarco o all’aeroporto italiano da cui imbarcarsi per la destinazione estera dove è ubicato il porto di imbarco, spesa sostenuta per e durante le soste nei porti italiani), che ha superato nel 2010 i 70 milioni di €. Tutte queste voci di spesa vengono immesse nel sistema economico nazionale, dove alimentano attività economiche (“Impatto di secondo livello”) per un controvalore stimabile in oltre 1,2 miliardi di euro.

L’impatto economico dell’attività del Gruppo ha generato nel 2010 più di 8.700 unità di lavoro FTE, che sommate alle già citate 3.600 unità di lavoro FTE impiegate dal Gruppo, determinano un impatto occupazionale di oltre 12.300 unità FTE per un totale retributivo superiore ai 373 milioni di € lordi lungo la filiera e per gli operatori di servizi turistici. E’ possibile, in altre parole, affermare che ogni 1.235€ di retribuzioni lorde generate dall’economia nazionale, 1€ è attribuibile all’attività del Gruppo Costa, nonché che l’occupazione generata direttamente e indirettamente equivale allo 0,05% dell’occupazione totale nazionale. In altri termini, ogni 2042 unità di lavoro FTE a livello nazionale, una è attribuibile direttamente o indirettamente all’attività del Gruppo Costa Crociere.

Lo studio evidenzia la pervasività dell’attività del Gruppo su diversi comparti dell’economia italiana. Ogni anno oltre 1,5 milioni di passeggeri, tra italiani e stranieri che arrivano in Italia e si imbarcano in porti italiani e italiani che si recano presso aeroporti italiani per i trasferimenti verso i porti esteri di imbarco, sostengono costi per il trasporto con ricadute sul territorio italiano stimabili in circa 40€/passeggero. Ogni passeggero italiano, inoltre, mediamente sostiene costi prima della partenza per beni e servizi utilizzati durante la vacanza stimabili in oltre 115 €. A questo, si aggiunge l’effetto dei transiti nei porti italiani (escursioni, acquisto di servizi turistici a terra, ecc.), che da soli generano una ricaduta economica di circa 25 milioni di €, che si vanno a sommare agli oltre 28 milioni di € di spesa diretta del Gruppo sui 17 porti nazionali raggiunti dalla flotta (con i suoi tre marchi Costa Crociere, Aida Cruises e Iberocruceros) per servizi ai passeggeri e alle navi, rimorchi della nave, tasse portuali, ecc. (con Venezia e Savona a far la parte dei leoni con rispettivamente oltre 10 e oltre 5 milioni di €). Ancora più sostanziose sono le spese sostenute per la manutenzione della flotta del Gruppo (quasi 110 milioni di €, con ricadute sull’industria cantieristica, sul mobile–arredo, sull’industria del design e del tessile, ecc.) e, soprattutto, per la costruzione di nuove navi (tra cui la Costa Favolosa, in servizio dal 2 luglio 2011), che solo nel 2010 hanno creato una ricaduta sui cantieri italiani e sui fornitori nazionali di quasi 320 milioni di €.

Solo in termini di commissioni generate verso le agenzie di viaggio nazionale, il gruppo spende oltre 49 milioni di €, che si sommano ai quasi 200 milioni di Euro spesi per servizi di transfer, pernottamento in hotel e trasferte del personale e dei clienti sul territorio nazionale.

“Il valore di questo studio va al di là dei numeri stessi, che sono comunque significativi. Il nostro obiettivo è quello di quantificare, con metodologia oggettiva, la capacità di Costa Crociere di contribuire positivamente al sistema economico italiano, e quindi di essere uno dei principali attori protagonisti della vita economica del nostro Paese. La nostra vocazione di accogliere e far viaggiare Ospiti da tutto il mondo fa sì che Costa sia anche ambasciatore della miglior cultura e stile italiani. In relazione a ciò riteniamo che sia ancora più significativo il radicamento della nostra azienda con il territorio, che le cifre che oggi commentiamo non fanno altro che confermare” ha dichiarato Pier Luigi Foschi, Presidente e Amministratore Delegato Costa Crociere S.p.A.

Tra i principali dati analizzati dallo studio: 71 milioni di euro spesi per la manutenzione della flotta e attualmente è in in corso di assegnazione per un completo restyling di 2 navi in servizio, la Costa Romantica e la Costa Classica, la gara d’appalto, per circa 150 milioni di euro di investimento totale.

Infine otto i milioni di euro per il raddoppio del Palacrociere con un secondo terminal satellite (inizio lavori settembre 2011 – inaugurazione prevista fine 2013), con l’obiettivo di potenziare la struttura dell’home port.

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