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Confartigianato Costruzioni: “Premi per le aziende virtuose”

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Liguria. “La situazione di crisi economica diffusa – spiega Paolo Figoli, presidente regionale Confartigianato Costruzioni – favorisce il meccanismo dei subappalti, che spesso sono affidati a imprese irregolari che tagliano il budget della sicurezza e fanno concorrenza sleale alle Mpi “virtuose”. Per interrompere il circolo vizioso, sarebbe opportuno calmierare le basi d’asta per evitare che si verifichino ribassi del 50% che non giovano né ai committenti né alle imprese”. Così Paolo Figoli, presidente regionale di Confartigianato Costruzioni, è intervenuto a margine del convegno “Un mondo a misura d’uomo si costruisce solo in cantieri sicuri”, organizzato dalla Regione Liguria, oggi a Genova al palazzo della Borsa.

In Liguria, la sicurezza nei cantieri edile è in lieve aumento. Il settore è passato da circa 3.400 infortuni denunciati nel 2006 ai circa 3.200 del 2008. Secondo i dati Inail-Ispesl (Rapporto 2009 settore Prevenzione della Regione Liguria), gli infortuni sono calati dai 35.399 del 2003 ai 31 mila del 2008. In Italia, dall’oltre un milione di casi di infortunio registrati nel 2001 si è passati ai circa 870 mila del 2008, con un decremento del 15%. A livello nazionale, si verificano circa 90 mila infortuni ogni anno: un quarto sono mortali.

“In Liguria – spiega Figoli – Confartigianato organizza corsi di formazione rivolti alle aziende per aumentare il grado di sicurezza nei cantieri. Le campagne di sensibilizzazione hanno portato alla diminuzione del numero degli infortuni, soprattutto di quelli mortali, ma l’attenzione deve rimanere alta”. Per Figoli è necessario introdurre sistemi di premialità per le imprese “virtuose” che osservano le misure di prevenzione dei cantieri. “Gli enti preposti ai controlli dovrebbero avere una banca dati comune per evitare che le visite agli stessi cantieri si ripetano nell’arco di pochi giorni. Indispensabile il ruolo svolto dalle associazioni di categoria nella diffusione della cultura dell’autocontrollo”.

Secondo i dati Inail-Ispesl, gli infortuni sul lavoro si verificano soprattutto nelle piccole imprese. Il picco di maggiore incidenza si registra nelle aziende tra i 3 e i 5 addetti, ma un picco molto elevato si riscontra anche in quelle tra i 30 e i 100 dipendenti. “Tra le microimprese si verificano casi di abusivismo e di lavoro nero che sfuggono ai sistemi di verifica – dice Figoli – per mettere fine a questa situazione che danneggia le imprese regolari è necessario che sia regolamentato l’accesso alla professione”.

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