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Condannata a 2 mesi e 10 giorni la parrucchiera 20enne arrestata perché rubava nel negozio in cui lavorava

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Savona. E’ stata condannata, con il rito abbreviato, a due mesi e dieci giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 100 euro. Il caso della parrucchiera, S.T., 20 anni, arrestata perché sorpresa a rubare nel negozio nel quale lavorava (un parrucchiere del quartiere di Villapiana a Savona) è arrivato in tribunale già questa mattina quando è stato celebrato il processo per direttissima.

La giovane, originaria della Valbomrida, davanti al giudice ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Nessuna spiegazione del perché del suo gesto è stata quindi data in aula. Secondo quanto ricostruito dalla polizia la parrucchiera sabato scorso aveva messo a segno l’ennesimo furto a danno dei suoi datori di lavoro (in tutto sarebbe riuscita a rubare circa 900 euro). Erano stati proprio i titolari del negozio che, notando dei piccoli ma costanti ammanchi dalla cassa, si sono rivolti al 113. Le indagini avevano portato alla dipendente che, proprio sabato, era stata sorpresa con due banconote sottratte poco prima dalla cassaforte del negozio (il denaro era stato “tracciato” in precedenza proprio per poter arrivare all’autore dei furti).

La giovane, assistita dall’avvocato Massimo Badella, che doveva rispondere di furto aggravato e continuato (con l’aggravante del fatto che il reato è stato commesso anche abusando del vincolo del rapporto con i datori di lavoro), è stata comunque immediatamente scrcerata.

Commenti

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  1. Belan
    Scritto da Belan

    Chiarissimo! Grazie…..

  2. Scritto da AlbenganeseDOC

    X Belan
    Probabilmente non sono stato sufficientemente chiaro nel mio commento.
    NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE GIUSTIFICARE IL REATO COMMESSO NE TANTOMENO PENSARE AD UNA SORTA DI GIUSTIZIA FAI DA TE “TU MI SFRUTTI ED IO TI RUBO”. No niente di tutto questo.
    Volevo solo dire che,come per una commessa che commette un furto,la giustizia ha tratto la sua giusta decisione,altrettanto per quei datori di lavoro che MOLTO SPESSO sfruttano i lavoratori alle loro dipendenze non pagandoli adeguatamente,non versando le imposte dovute,non versando i contributi,fatti che non solo danneggiano una parte precisa,come nel caso,ma anche l’intera collettività,venissero denunciati dagli stessi lavoratori,cosa che purtroppo non fanno per paura di perdere poi il lavoro,e poi altrettanto condannati da quella stessa giustizia che ha giustamente condannato,nella fattispecie,questa ragazza.
    Purtroppo,invece,assistiamo spesso a valutazioni diverse.Due pesi e due misure.Per un problema,come questo,che è come l’altra faccia della stessa medaglia.
    E che ha comportato quell’ingiustizia sociale che ha prodotto i danni che vediamo oggi.Tanta povera gente,stupidamente costretta a rubare per sopravvivere,chi,magari,HA RUBATO IN UNA APPARENTE LEGALITA’.
    E’ un problema molto difficile e sottile,per il quale TUTTI,doverosamente,ci dovremmo riflettere su per cercare di recuperare quanto piu possibile i guai che abbiamo arrecato.
    Spero di essere stato chiaro.Grazie.

  3. Belan
    Scritto da Belan

    Perchè girare la discussione su un altro discorso?
    Direi che il paragone non sussiste , anzi , è come dire “rubiamo ai datori perchè non pagano”…..
    Ma per favore!!

  4. Scritto da AlbenganeseDOC

    Non sarà il caso di questa povera sprovveduta che ,così facendo,non si è minimamente resa conto di quanto andava a complicare il suo futuro ne,tanto meno,dei suoi datori di lavoro che altro non potevano fare che denunciare gli accaduti,ma,vorrei sapere anche quanti datori di lavoro vengono condannati quando , per svariati motivi, truffano i loro dipendenti non pagandoli adeguatamente così come truffano lo Stato non versando le dovute imposte e i contributi previdenziali.E una bella condanna sarebbe un bel monito per chi sul versante datoriale cercasse,come purtroppo notoriamente avviene,di non fare più il furbetto….