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Ciet, sciopero e presidio sotto la Provincia: “Reintegrare i 47 lavoratori” foto

Provincia. Sciopero con presidio questa mattina sotto la sede della Provincia di Savona da parte dei lavoratori della Ciet di Vado e Albenga: 47 lavoratori rischiano il posto di lavoro a seguito della rescissione del contratto da parte di Telecom per la manutenzione degli impianti telefonici. Al termine dell’assemblea dei lavoratori la decisione di scendere in strada e protestare per la mancanza di un tavolo di concertazione con le istituzioni locali e con la nuova azienda a cui è stato assegnato l’appalto, la Alpitel spa.

In questo momento una delegazione sta incontrando l’assessore provinciale alle attività produttive Giorgio Garra. La Regione aveva a sua volta già manifestato la volontà di riuniore la parti attorno ad un tavolo per vedere le possibilità di riassorbimento della manodopera di Ciet, anche alla luce di quelli che saranno gli investimenti nel savonese per la banda larga nei piccoli comuni dell’entroterra.

“Questa non azienda che produce, lavatrici, auto o beni di consumo, c’è in gioco un servizio fondamentale per tutti i cittadini del savonese ed i lavoratori Ciet devono trovare occupazione nell’ambito del nuovo appalto. Bisogna arrivare ad un accordo, in tempi stretti”. Quanto al problema dei pagamenti arretrati in Ciet: “Rispetto ai dipendenti all’interno dell’azienda sono stati erogati gli stipendi fino al mese maggio, dieci cassaintegrati devono invece percepire le indennità fino al mese di aprile: su questo, oltre che sulla cessazione di attività bisognerà trovare una intesa specifica con azienda ed istituzioni” sottolinea Andrea Pasa della Fiom Cgil.

In caso le richieste di lavoratori e organizzazioni sindacali di categoria non venissero accettate e non si trovassero risposte adeguate a tutela del personale in uscita: “Siamo pronti a fermare la manutenzione e ogni forma di produzione fino al 1 luglio, nei prossimi giorni saremo a manifestare sotto la sede della Telecom e successivamente anche presso la Regione, se sarà necessario…” conclude Andrea Pasa.

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