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Centri di ascolto, la Caritas di Savona “pilota” nell’archiviazione online dei dati

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Savona. Attraverso la propria Caritas, la diocesi di Savona-Noli parteciperà dai prossimi giorni, insieme ad altre quattro diocesi in Italia, alla sperimentazione di un nuovo programma per l’archiviazione e l’analisi dei dati dei Centri di ascolto. Nello specifico, il passaggio al nuovo programma Ospoweb permetterà l’accesso ad alcuni dati statistici generali sulle povertà incontrate nei cento Centri di ascolto ecclesiali presenti sul territorio ligure in tempo reale accedendo al sito www.caritas.liguria.it.

I Centri di ascolto delle Caritas parrocchiali e i servizi della Fondazione diocesana ComunitàServizi attualmente, per l’archiviazione dei dati, utilizzano un programma che si chiama OsPo3: si tratta di un programma che è stato realizzato nel 2003 e nel corso degli anni ha subito diverse modifiche e aggiornamenti. Nel 2008 le Caritas Liguri hanno fatto realizzare al programmatore una serie di modifiche per migliorare quelle caratteristiche maggiormente utili per gli operatori. Nella Regione ecclesiastica ligure il programma OsPo3 attualmente è utilizzato da sei diocesi su sette.

“Di recente – spiega Alessandro Barabino, responsabile dell’Osservatorio delle povertà della Caritas di Savona – Caritas Italiana ha deciso di passare da un tradizionale programma, che doveva essere installato su ciascun computer, ad un programma on-line che non necessita più di uno specifico software: è sufficiente essere dotati di un computer con accesso a internet e ovviamente i codici segreti per accedere alla banca dati. I vantaggi sono molteplici: gli aggiornamenti del programma saranno attivati contemporaneamente e in  tempo reale su tutto il territorio nazionale, il nuovo programma presenta dei miglioramenti per gli operatori che inseriscono i dati e per l’analisi da parte degli Osservatori delle povertà. Inoltre i dati saranno archiviati su un server centrale della Cei dando la possibilità a Caritas italiana di usufruire dei dati statistici (senza riferimenti ai nominativi) per poter realizzare i Rapporti sulle povertà, senza dover attendere mesi prima che questi siano inviati dalle diocesi italiane”.

Il punto più delicato del passaggio a questo nuovo programma è la privacy che dovrà essere modificata e adeguata a questo nuovo metodo di archiviazione dati. Il progetto prevede che la sperimentazione da parte dei Centri di ascolto avvenga nei mesi estivi per poi procedere in autunno al lavoro di promozione e attivazione nelle altre diocesi che aderiranno al progetto.

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