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Caritas: aumenta la povertà estrema, il bisogno di cibo e di un letto per la notte

Savona. Aumenta il numero di persone che si rivolgono alla mensa dei poveri: il dato allarmante emerge dal bilancio della Fondazione diocesana ComunitàServizi onlus, che opera con la Caritas per lo sviluppo delle attività di volontariato e di servizio sociale. Nella comparazione annuale emerge l’incremento dei pasti consumati in mensa, senza considerare i pacchi viveri d’asporto. La media è passata da 60 pasti giornalieri del 2009 agli 88 del 2010. “Questo dato ci dà un’indicazione della povertà estrema, in quanto chi ne usufruisce solitamente non ha né casa, né lavoro, né relazioni stabili. Pur considerando le molte persone di passaggio ed un aumento degli stranieri per questo specifico servizio, è un dato che deve essere osservato con attenzione” è l’analisi di don Adolfo Macchioli, direttore della Caritas diocesana.

La Casa di accoglienza notturna aveva già raggiunto il suo massimo, superando le 3.650 notti erogate. E il dato è stato confermato anche nell’anno successivo. I servizi sui bisogni primari sono quindi al loro picco da quando sono nati più di vent’anni fa. Complessivamente sono state circa 5.000 le persone che hanno usufruito dei servizi offerti dalla Fondazione. Sono 3.200 gli immigrati che hanno utilizzato il Servizio Immigrazione e circa 1.800 le persone in situazione di disagio che hanno contattato i servizi offerti per la povertà ed il disagio.

La relazione e il bilancio presentati oggi dal vescovo monsignor Vittorio Lupi, dal presidente della Fondazione diocesana ComunitàServizi Maurizio Raineri e da don Macchioli evidenzia: un aumento dell’offerta dei servizi a persone che a vario titolo hanno contattato la Fondazione, un aumento delle persone che hanno usufruito dei servizi, un aumento delle permanenze medie nei servizi, una maggiore difficoltà nella realizzazione di percorsi virtuosi per il recupero delle persone.

I Centri di Ascolto presenti in Diocesi, complessivamente otto, hanno incontrato 2.293 persone che, su un territorio di quasi 150.000 abitanti, rappresentano l’1,5% della popolazione residente. Di queste persone circa il 57% sono nuovi poveri, hanno effettuato circa 11.000 passaggi ossia il 15,3% in più rispetto al 2009. Nelle parrocchie si rivolgono per lo più persone straniere (76%), mentre nel Centro Ascolto Diocesano gli italiani rappresentano il 46%: complessivamente rispetto al 2009 si è avuto un incremento del 13% delle persone italiane. La provenienza degli stranieri conferma sostanzialmente il dato dello scorso anno: 51,8% Europa dell’est, Balcani; 23,7% America Latina; 20% Africa; 5,2% Asia; Ucraina, Albania, Romania, Marocco ed Ecuador i Paesi maggiormente rappresentati.

Già il dato delle presenza conferma che la povertà va a toccare una porzione sempre più consistente di popolazione, soprattutto considerando il fatto che si arriva ai Centri di Ascolto quando la situazione è ormai quasi del tutto compromessa, mentre prima si cercano strade di sostegno che, spesso, invece di risolvere, accrescono la situazione debitoria e critica del nucleo famigliare o del singolo.

“Non riuscire a sostenersi: è questo il volto comune della povertà. Può essere espresso attraverso la mancanza di lavoro, l’affitto o il mutuo troppo caro, non riuscire a far fronte alle bollette o alle spese di gestione ordinaria – si legge nel rapporto della diocesi di Savona-Noli – Tocca giovani, famiglie, pensionati, nuclei disgregati o con problematiche legate alla malattia mentale, anziani soli con malattie croniche e degenerative, persone straniere in cerca di nuove opportunità oppure che non ce l’hanno fatta ad integrarsi. A queste esigenze abbiamo risposto erogando aiuti in generi alimentari: 7.313 pacchi viveri dalle parrocchie pari a circa 44 tonnellate di cibo, mentre la Mensa di Fraternità ha erogato 4.050 pacchi viveri e 32.302 pasti. Se dovessimo calcolare il numero di pasti complessivo avremmo un dato che si assesta intorno agli 82.000, ossia il 18% in più rispetto al 2009”.

“Le nostre case accoglienza sono state praticamente sempre piene – si legge ancora – Diminuisce leggermente la richiesta femminile, mentre è ancora insufficiente la risposta maschile. Ai nostri 10 posti di accoglienza di emergenza sono stati aggiunti 10 posti offerti dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con il Comune di Savona e con le nostre strutture. Le risposte ai bisogni primari quali cibo ed accoglienza di emergenza, sono servizi offerti in convenzione con il Comune di Savona ed il Distretto Sociosanitario Savonese, che insieme partecipano per il 62% dei costi sostenuti complessivamente nel 2010. Di fronte all’ingente richiesta di sostegno economico abbiamo erogato circa 180.000 euro a fondo perduto, 40.000 euro per prestiti non onerosi e 105.000 euro come anticipo di erogazioni dei Comuni a favore di persone svantaggiate. La risposta meno appariscente ma più difficile ed efficace è il lungo lavoro di segretariato sciale e di orientamento verso enti pubblici e privati, nonché l’accompagnamento delle persone nelle diverse fasi del loro problema. E’ questa la parte che a noi sta più a cuore e che contraddistingue maggiormente il nostro servizio”.

“La famosa crisi, in cui siamo immersi per numero di richieste ed interventi, e la diminuzione dell’intervento pubblico ci preoccupano notevolmente – ha sottolineato don Macchioli – Negli ultimi anni il rapporto con gli enti pubblici locali è notevolmente cambiato in meglio. Si è passati dalla considerazione di noi come ente erogatore, responsabile delle necessità dei cittadini, a noi come partner con un coinvolgimento in programmazione, strategie e sinergie possibili. Il ruolo più decisamente politico rispetto alla funzione di ente gestore, ci espone a possibili strumentalizzazioni ma ci riconosce una responsabilità importante di collegamento con i problemi reali dei cittadini e con proposte di interesse collettivo. Questa funzione diventa sempre più strategica per una nostra presenza che vuole essere significativa, una presenza per una maggiore conoscenza pubblica dei contesti sociali nei quali la gente vive o sopravvive in solitudine o soffre o muore”.

“Vogliamo – conclude – continuare a creare apporti significativi per un buongoverno dei nostri territori ed in particolare della nostra città, nella quale ci auguriamo che la politica non cavalchi mai la vulnerabilità alimentando paure, rancori, odio, ma si impegni a combattere le pratiche di criminalizzazione e di stigmatizzazione dei fenomeni di marginalità come strada maestra per una società inclusiva e coesa”.

Commenti

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  1. Scritto da Resist

    E pensare che siamo tra le prime potenze economiche…al mondo.
    Questo è il risultato dei governi di destra che privilegiano i ricchi….che diventano sempre più ricchi, mentre aumentano coloro che frequentano i dormitori pubblici.
    Sulla disponibilità di cibo per tutti vorrei solo ricordare le migliaia di tonnellate di prodotti alimentari che distrugge quotidianamente la grande distribuzione…è una VERGOGNA!!!