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Batterio killer, Coldiretti: un consumatore su tre ha cambiato dieta

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Liguria. L’incertezza sta avendo effetti devastanti sui mercati poiché oltre un cittadino europeo su tre (35 per cento) evita di acquistare i prodotti di cui ha sentito parlare nell’ambito di una emergenza relativa alla sicurezza alimentare, secondo Eurobarometro. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha realizzato una operazione antipanico con la distribuzione da parte degli agricoltori in molte regioni di oltre 10 tonnellate di cetrioli e di altra frutta e verdura Made in Italy a chilometri zero per ribadire l’assoluta sicurezza della produzione italiana che ha conquistato in Europa e nel mondo il primato della qualità e della sicurezza alimentare.

“Una iniziativa che si è resa necessaria – sottolinea la Coldiretti – per il crollo dei consumi provocati dalla diffusione di notizie, poi risultate infondate, sull’epidemia di Escherichia Coli, la cui causa è stata attribuita dalle autorità tedesche all’inquinamento di una partita di cetrioli provenienti dalla Spagna. Dopo le accuse infondate ai cetrioli arrivano quelle alla festa nel porto di Amburgo e al ristorante di Lubecca ma l’unico pericolo certo che corre l’Italia – sostiene la Coldiretti – è il danno economico per i produttori agricoli che ha già raggiunto i 25 milioni di euro nonostante le importanti rassicurazioni del Ministro della Salute Ferruccio Fazio sulla assoluta assenza di rischi nel consumo di frutta e verdura italiana. Si registrano infatti disdette negli ordini anche perchè – precisa la Coldiretti – le produzioni olandesi prima dirette verso la Russia vengono dirottate sui mercati europei come l’Italia a seguito del blocco imposto da Putin”.

“L’Italia deve chiedere i risarcimenti alle competenti autorità europee per i danni economici subiti ingiustamente dai produttori di frutta e verdura nazionali” ha chiesto il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “analoghe richieste sono già state formulate dal Portogallo e dalla Spagna per i ritardi e le incertezze accumulati nell’affrontare l’emergenza che hanno alimentato la psicosi”.

L’arrivo del batterio killer in Europa a dieci anni esatti dal primo caso di “mucca pazza” fa salire a 5 miliardi i danni provocati dalle psicosi nei consumi generati da emergenze alimentari, vere e presunte, che si sono verificate nell’ultimo decennio, secondo una stima della Coldiretti. Dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina ma anche grano canadese dall’ocratossina e olio di semi ucraino contaminato da idrocarburi, gli allarmi provenienti dalle diverse parti del mondo si sono moltiplicati negli ultimi dieci anni con pesanti effetti sull’economia, anche se non sempre hanno fatto seguito problemi concreti.

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