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Anche il porto di Loano avrà la certificazione ambientale

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Loano ha uperato con esito favorevole il controllo periodico triennale per la Certificazione Ambientale ISO 14001. Gli ispettori dell’Istituto Certiquality nei giorni scorsi hanno effettuato controlli approfonditi sul sistema di gestione ambientale del Comune per verificare il rispetto dei protocolli adottati.

“Sono stati positivi i giudizi – commenta il sindaco Luigi Pignocca – degli ispettori addetti al controllo del sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001. Quelle che erano dichiarazioni di intenti rispetto ad una politica ambientale che persegue una strategia di sviluppo sostenibile si sono trasformate in azioni concrete. La scelta di intraprendere il percorso della certificazione ha rappresentato il punto di partenza per l’organizzazione di una struttura efficiente e funzionale, orientata al rispetto di tutte le normative e i regolamenti ambientali. Tra gli obiettivi prioritari che abbiamo perseguito ci sono la formazione e la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali nei confronti dei cittadini e dei turisti, il monitoraggio e la razionalizzazione dei consumi di risorse da parte dell’Ente e la promozione della raccolta differenziata con il potenziamento del servizio”.

In occasione del sopralluogo, i certificatori hanno anche valutato positivamente l’estensione della certificazione ambientale alle spiagge comunali. Prime in tutta Italia, otterranno il riconoscimento UNI EN ISO 14001 per la gestione ambientale, grazie alla raccolta differenziata, al risparmio idrico ed energetico e all’accessibilità che tali strutture garantiscono.

Ma non finisce qui. Novità ci sono anche per il porto di Loano, che ha superato anch’esso i controlli e che potrà ottenere la certificazione ambientale, primo passo per poter richiedere la Bandiera Blu per gli approdi turistici.

“Loano – dice l’assessore all’ambiente Ino Tassara – festeggia i buoni risultati ottenuti grazie al forte impegno speso per migliorare le proprie prestazioni ambientali e per ridurre e prevenire l’inquinamento. Si tratta di un percorso che è in evoluzione continua e che prevede anche per il futuro di individuare e tenere aggiornati gli aspetti relativi all’impatto ambientale delle proprie attività, servizi, prodotti, valutando a priori i possibili impatti associati a nuove azioni”.

Commenti

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  1. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Redazione@ ?????????

  2. Scritto da 3106907

    e cossè i ghan pè nun ‘esse regulari?

  3. Scritto da poliedrik

    ,,me n’an diitu unna ,,, che i portabiciclette du portu nu sun regulari,,, me scmpieva andà a fà in giettu cun a bicicletta pe’ vegghe stu belin de portu ma cumme fassu a lascià a bicicletta?

  4. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Ripropongo il post, perchè osservo che i messaggi stampa del neo-sindaco sono strategicamente tesi a comunicare notizie che , guarda-caso, sono suscettibili di erronea interpretazione e l’interessato, ovviamente, non fà nessuno sfozo per agevolare la nitida comprensione:

    E’ MEGLIO ESSER CHIARI (repetita iuvant)

    La certificazione ISO 14001 non attesta nessuna particolare prestazione ambientale nè dimostra nessun particolare basso impatto ambientale, ma dovrebbe dimostrare che l’organizzazione certificata possiede una gestione atta a tenere sotto controllo gli impatti ambientali relativi alla propria attività e si adopera per migliorarli.

    Anche senza una tale certificazione, pare ovvio che un simile imponente complesso si debba adoperare per monitorare e tenere sotto controllo la propria attività in ogni forma per non infrangere le leggi ambientali…!

    D’altro canto, parrebbe davvero insolito affermare o certificare che una tale imponente opera non potrà in futuro avere alcuna conseguenza, per esempio, sui litorali (leggasi erosione degli arenili ) delle cittadine a Levante come Pietra Ligure e Borgio Verezzi…

    Il messaggio che pare si voglia nuovamente far passare, invece, potrebbe essere quello che il “Porticciolo” di Loano, nonstante la mostruosa estensione e l’imponenza con cui si è piazzato come un elefante in un soggiorno, è certificato come un opera a basso impatto abientale.

    Non è questo il significato della certificazione che il nuovo sindaco si onora di declamare ed elogiare.

    ah!… dimenticavo:sempre a proposito di monitoraggio dell’impatto ambientale….:

    Visto che la certificazione ambientale che vogliono ottenere NON CERTIFICA CHE LA MEGA OPERA ABBIA UN IMPATTO ABIENTALE BASSO bensì che con essa la società di gestione ha il preciso IMPEGNO DI MONITORARE L’IMPATTO AMBIENTALE, vorrei suggerire a Pignocca e al suo super ministro Tassara, di farsi parte in causa per ESIGERE dalla società concessionaria L’ANALISI E IL MONITORAGGIO delle acque sotterranee a monte del porto che i lavori sotterranei che eseguiti per realizzare tutti i bellissimi box interrati in porto potenzialmente hanno DEVIATO O ALTERATO.

    Infatti, da quando sono stati eseguiti tali interventi, in occasione di copiose precipitazioni, i piani interrati delle abitazioni della zona indicata sono sempre allagati e le acque hanno un anomalo comportamento, il cui livello stenta a stabilizzarsi. La prima cosa che viene in mente potrebbe essere che le comparimentazioni realizzate abbiano verosimilmente ostruito o deviato il naturale corso delle acque sotterranee.

    Immagnando che il conseguimento della certificazione ISO 14001 contempli tale notorio aspetto che afferisce certamente l’impatto ambientale, sarebbe meglio che tale situazione venisse analizzata, comprendendo anche l’interessamente della ditta realizzatrice e i progettisti, non trascurando la RILETTURA della perizia geologica legata ai lavori sotterranei effettuati.

    Mi pare davvero paradossale e inspiegabile che si debba arrivare a cio’ solo con una certificazione ISO, e NON PRIMA DI REALIZZARE I LAVORI.
    Comunque, i cittadini residenti in zona a monte del porto sono tutti ansiosi di conoscere gli esiti di una tale indagine, sia essa scaturente dalla certificazione ISO reclamizzata da Pignocca …o sia essa scaturente da diverse iniziative a cura di terzi…..:-)

    A proposito della certificzione delle spiagge che si è anticipato e sulla quale Tassara formula interessanti e altrettanto ovvii proponimenti, riprendendo un interessante post di “loa beach” del 8 aprile 2011 nell’articolo http://www.ivg.it/2011/04/il-porto-di-loano-verso-la-certificazione-ambientale/
    …occorre anche ricordare l’ordinanza dell’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO di ALASSIO di Sicurezza Balneare ove all’ ART. 3 “Zone di mare vietate alla balneazione.
    E’ VIETATA la balneazione:
    – nei porti;
    – nel raggio di metri 100 dalle imboccature e dalle strutture portuali”.
    Questa interessante ordinanza parrebbe essere elusa per quanrto riguarda la spiaggia del BFly… Come mai?
    Per monitorare il rispetto delle norme ambiantali da parte dei balneari che hanno IN AFFITTO (o CONCESSIONE) IL SUOLO DI TUTTI, visto che tale attività “para-imprenditoriale” si basa su elemnatari e per nulla complessi processi industriali, basta che quelle poche cose con cui si realizzano i profitti siano a norma.
    Per esempio occorre che I CESSI DEGLI STABILIMENTI BALNEARI scarichino IN FOGNA così come le docce … invece di PROIBIRE L’USO DEL SAPONE…! Naturalmente, tutto il resto è piccola cosa e riguarda la RUMENTA. Molto semplice…
    Buon lavoro.:-))