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Albenga laboratorio archittettonico, il professor Cozzani: “Bisogna riempire i vuoti urbani, possono farlo i giovani” foto

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Albenga. Il professore Carlo Alberto Cozzani ha ideato e fortemente promosso il progetto “Segno e Realtà – Vuoti (urbani) a rendere nel territorio di Albenga”, presentato oggi, con gli elaborati degli studenti di Architettura dell’Università degli Studi di Genova.

“L’iniziativa è stata accolta in modo grandioso dal sindaco di Albenga e dall’amministrazione per far lavorare i ragazzi sulla dismissione della linea ferroviaria – spiega il professore – Ci siamo accorti che lo spostamento della stazione dall’attuale centro di Albenga a 6 chilometri di distanza causava una serie di problematiche: i 52 ragazzi divisi in 8 gruppi le hanno risolte in altrettanti modi diversi. Gli studenti hanno cercato in tutti i modi di tenere il progetto legato alla realtà agricola, ma ridisegnandolo in maniera urbana con una nuova architettura che collegherà la fascia di corridoio dal centro storico alla nuova stazione di Bastia”.

“Si tratta di progetti all’insegna della sostenibilità e di una viabilità completamente diversa (bus elettrici, tram, passaggi lungo il fiume) e proposte di porto completamente diverse da quelle di oggi che si vedono in Liguria, che chiudono il mare – prosegue il professor Cozzani – I ragazzi hanno lavorato sulla realtà territoriale. L’errore che fanno le università è quello di rimanere legate alla didattica classica, mentre per architetto imparare significa confrontarsi con la realtà territoriale e con i problemi che le amministrazioni hanno tutti i giorni”.

I gruppi di lavoro, a seguito di sopraluoghi effettuati per entrare maggiormente in contatto con la città ingauna, hanno fornito una serie di soluzioni che hanno come scopo principale quello di colmare le situazioni di “vuoto urbano”. La futura dismissione della stazione, le caserme Piave e Turinetto sono stati il punto di partenza di un percorso semestrale che si è concluso con il workshop svoltosi ad Albenga, della durata di quattro giorni, durante il quale è stata allestita presso le sale di Palazzo Oddo l’esposizione dei progetti. Gli otto progetti sono intitolati: Mesh-up, Like a snake, Le chemin du vert, Ricucire in movimento, Green stripe, Sutura marina, Albenga d’amare e Needlework.

“Vuoti (urbani) a rendere” è specificato nel titolo del laboratorio architettonico. “Bisogna riempire gli emormi vuoti lasciati dalla industrializzazione e dalla cattiva gestione del territorio degli anni Settanta – spiega il professor Cozzani – Meglio di tutti possono farlo gli studenti, in quanto giovani e scevri dalla politica: hanno un passo in più”.

Sempre relativamente ai giovani architetti che si cimenteranno nel ridisegnare la Liguria futura, “bisogna rimboccarsi le maniche – è il consiglio del docente – Le cose più facili sono quelle che partono dai presupposti più difficili”.

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