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Albenga, i giovani padani replicano a Barbieri (Idv)

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Albenga. Il movimento giovani padani savonese replicano alle affermazioni rilasciate oggi in una nota stampa dal Prof Barbieri di Albenga: “Il responsabile cittadino dell’Idv di Albenga dovrebbe, con obiettività, spiegare dove nel nostro comunicato è scritto che si intende prendere una posizione tra nord e sud; non abbiamo mai espresso quanto da lei riportato perché la questione non comprende un’area geografica limitata, bensì è rivolta a tutte le realtà che non sono la nostra. Il problema infatti sorge sia per insegnanti provenienti dalla Valle d’Aosta che dalla Calabria”.

“La demagogia probabilmente è insita nella sua risposta, dal momento che conosciamo bene il target di elettorato del vostro partito: forse che l’Idv ingauno abbia risposto al nostro comunicato per non perdere dei voti? La domanda sorge spontanea. Ricordiamo comunque, per fugare ogni dubbio circa il problema meridionale da lei e solo da lei citato, che proprio nel suo comune il sindaco della Lega Nord è siciliana. Se difendere i nostri posti di lavoro e le generazioni future vuol dire essere tacciati di poco tatto e di demagogia, saremo comunque fieri di esserlo” prosegue la nota.

“Vorremo inoltre ricordare che gli emendamenti (AC437) numero 6, 7, 9 e 11 all’articolo 9 del Decreto Sviluppo sono stati presentati dal vostro partito e hanno avuto una ferrea opposizione da parte della Lega Nord. Barbieri dovrebbe leggerli e in particolare il numero 9, che prevede la riapertura annuale delle graduatorie offrendo la possibilità a chi è in possesso di più titoli e più anni di servizio di concorrere con pieno punteggio al conferimento di incarichi per tutti gli insegnamenti per cui è in possesso del titolo abilitante, secondo il principio della cascata. O il numero 6 che individua nel numero di 150.000 docenti il contingente di immissioni in ruolo da effettuarsi in tre anni. E’ troppo facile buttare il sasso e nascondere la mano, per quanto ci riguarda noi proseguiremo il nostro impegno insieme al corpo docenti e a Roma per tutelare chi ha maturato la legittima aspirazione ad ottenere una cattedra, lasciando ad altri il compito di richiedere le dimissioni del Ministro e attaccare il prossimo. La differenza, semplice e lineare, tra noi e voi risiede proprio in questo modo diverso di vivere e intendere la politica” conclude la nota.

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